Report del Consiglio grande e generale – 17 settembre

Torna a riunirsi il Consiglio grande e generale dopo la pausa estiva. Durante il comma Comunicazioni, diversi degli
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Torna a riunirsi il Consiglio grande e generale dopo la pausa estiva. Durante il comma Comunicazioni, diversi degli interventi dei consiglieri riguardano i temi economici, dalla situazione della Cassa di risparmio al possibile prestito con il Fondo monetario internazionale, dal debito pubblico ai crediti Delta. Prima della interruzione verso le 17, per l’elezione dei Capitani reggenti per il semestre 1° ottobre 2018 – 1° aprile 2019, vengono inoltre presentati alcuni odg. Uno da Davide Forcellini di Rete sulla manutenzione delle opere pubbliche; due da parte di Stefano Canti del Partito democratico cristiano sammarinese in materia edile e sulla sanatoria straordinaria; uno da Gian Matteo Zeppa di Rete sul carcere; uno da Giovanna Cecchetti del Gruppo misto sui rapporti con l’Unione europea.

Di seguito un estratto degli interventi.

Davide Forcellini (Rete): Un mese fa c’è stato il crollo del ponte Morandi a Genova. E c’è un punto fondamentale. Questo evento drammatico mette in luce un aspetto di grave criticità: la manutenzione delle opere pubbliche, un problema generale della resilienza della nostra comunità. La manutenzione può essere un centro di profitto, non solo di costo. Evitando gli interventi spesso si crea un aggravio di spese. Nel nostro Paese non c’è una corretta cultura della manutenzione e non si investono le risorse necessarie. Il problema è prima di tutto culturale. Politicamente fa più presa allocare risorse per opere nuove. Come per la fantasiosa monorotaia. Mai un intervento serio per un piano di manutenzione delle opere pubbliche. E’ dovere della politica mantenere i requisiti di sicurezza. Dunque presenterò un odg in tal senso. Quello che è successo a Genova è figlio di una mentalità che anche a San Marino imperversa. Abbiamo edifici pubblici non adeguati alle normative, incidenti mortali su superstrada e una pessima manutenzione stradale. Da un anno aspettiamo la relazione sull’antisismica. Si tratta di investimenti sulla qualità di vita dei cittadini.

Odg: … impegna il congresso di Stato ad attivare entro 30 giorni uno studio per la predisposizione di un piano di manutenzione delle opere pubbliche, che va concluso entro il 31 marzo 2019; a redigere poi entro 30 giorni un documento che definisca la lista di priorità in interventi; aggiornare il Consiglio grande e generale entro il 1^ maggio.

Stefano Canti (Pdcs): Mi concentro su due decreti legge recentemente approvati, il 70 per modificare articoli della legge urbanistica; il 101, che ha posticipato i termini per i progetti di sanatoria straordinaria. Per il primo, si registra un blocco totale degli atti di compravendita, serve un riferimento del segretario di Stato sull’introduzione delle tolleranze, in particolare su altezze, misure dimensionali in pianta, modifica dimensionale di porte e finestre. C’è una paralisi delle richieste di conformità edilizie. 50 sono ferme. Gli interventi normativi del governo fanno acqua da tutte le parti. L’edilizia è in leggera ripresa, ma questo provvedimento rischia di paralizzare il settore.

Odg: …impegna il congresso di Stato a convocare entro il 5 ottobre apposita commissione per le politiche territoriali per relazionare su casistiche riscontrate e redigere un regolamento sull’applicabilità con particolare riferimento a porte e finestre.

Sul secondo decreto legge serve nuova proroga. Siamo di fronte a una fine anno particolare. Entro fine ottobre c’è da pagare la patrimoniale, entro fine novembre il secondo acconto dell’Igr. Se poi i cittadini presentano una sanatoria straordinaria, ci saranno tre tasse contemporaneamente. Il numero di pratiche è ancora ridotto, 220-230 dopo un anno da legge. Con un incasso di quasi un milione di euro. C’è ancora una mole cospicua di pratiche da presentare e il termine non è sufficiente.

Odg: … impegna congressso di Stato a convocare entro settembre una seduta di commissione per stimare l’entità dei progetti in corso e valutare di posticipare il termine per la presentazione.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Siamo pervasi da una patologia tollerata dai sammarinesi. Una consapevole miopia, corrotta e distorta da cui si deve uscire. Il quadro della finanza pubblica non è sotto controllo, con quasi un miliardo di debito pubblico, e oltre la metà per le scelte scellerate del segretario di Stato Simone Celli. Sua è la visione distorta di un bilancio falsato di Cassa di risparmio da un cda correo. Suoi i silenzi su Francesco Confuorti e sua la pervicacia nell’affermare che ce la possiamo fare. Celli e alcuni suoi sodali hanno scientificamente studiato la distruzione di un sistema. Hanno portato al fallimento San Marino. Non credo alla loro buona fede. Sono stati fedeli verso gli altri e hanno mosso le loro pedine. Da novello untore si muove con movenze grevi tra disastri compiuti. E oggi fa sapere che sussistono solo scelte recessive, vessando i contribuenti. Le panacee non esistono. C’è invece l’abbraccio mortale del Fmi, per una cifra massima di 270 milioni di euro. Quanto sarà versata nella galassia depredata di Cassa di risparmio e quanto sulle casse dello Stato? Oltre che debito pubblico schizzato a quasi un miliardo, debito con un ente privato. Son politiche masochistiche che certificano l’abbraccio mortale e faranno di più. Certificano la morte della politica. L’ostinata incompetenza sarà pagata a caro prezzo. L’accessione del finanziamento con Fmi andava condivisa. Chi sarà l’executive board Fmi, referente anche per San Marino? Domenico Fanizza, uomo di Confuorti. Il cerchio magico è chiuso, è certificata la scalata al sistema sammarinese in favore di Confuorti, un attacco allo Stato stesso. C’è poi la strana conferenza stampa dell’esecutivo della scorsa settimana: il segretario di Stato Renzi ha informato sulla consegna di un plico anonimo con foto-schermate telefoniche. Cosa c’è scritto? Le certificazioni che persone esterne hanno influenzato il governo? Poi l’uscita di Marino Grandoni contro Federico Pedini Amati, un chiaro messaggio intimidatorio. Scriva come e quanto è la sua esposizione in Cassa. I vari ras di quartieri se ne vadano e lascino il posto a chi a ha a cuore collettività.

Odg: dopo episodi di cronaca relativi al carcere… impegna il governo entro il 31 ottobre nel rendere attuativa la norma per il trasferimento degli ospiti con disturbi mentali in strutture rems, per la messa in sicurezza di operatori e ospiti della struttura.

Alessandro Cardelli (Pdcs): Le emergenze sono aumentate e si va sempre più nelle tasche dei sammarinesi. Sui crediti Delta c’è la volontà di una maggioranza rosicata di continuare il processo di cessione. Ma sono estremamente importanti, può comportare un grosso esborso dallo Stato. Dalla relazione Grant Thornton, di questi crediti, la spettanza di Cassa di risparmio è 286 milioni di euro. Il via libera è a una cessione per un ammontare di 109 milioni, 56 di crediti sanitari recuperabili al 95%. Con costi di recupero fuori mercato. Ballano 177 milioni di euro tra previsioni Grant Thornton e quello a cui verranno venduti. Si deve fermare l’operazione, lo Stato è l’unico che ci perde. Il governo è pronto a collaborare con Fmi per 270 milioni di euro. Siamo preoccupati: vogliamo vedere la reale situazione. Fmi vuole piani di rientro, significa 25 milioni di nuove tasse all’anno. Così la patrimoniale diventa strutturale. Sono scelte che ricadranno per decine di anni. Sui dossier non sapete niente? Date comunicazione sulle fotografie. Il governo ragiona su un decreto in materia di Isee, con verifica dei consumi dei sammarinesi tramite Smac card. È pericoloso. Se i consumi calano, l’evasore non lo beccate, perché spende fuori dai confini. No a un regime di polizia tributaria. Addesso.sm attacca il Pdcs per mancate scelte. Nel 2016 l’economia stava riprendendo e c’erano nuovi rapporti con l’Italia. I problemi non sono stati affrontati, a partire dal memoradum d’intesa con Banca d’Italia, ma che possibilità ci sono per il nostro sistema bancario? Il Paese è sempre più nel baratro, con un governo autoreferenziale, ma il confronto con il Paese serve.

Oscar Mina (Pdcs): Alcuni quesiti sull’università. In particolare su due delibere: il piano formazione per amministrazione menziona dei corsi di aggiornamento. C’è un incarico a una società privata senza coinvolgere né citare l’Università. Che lo aveva fatto in precedenza con costi più ragionevoli. Perché? Il tuto per uno stanziamento di 60.000 euro. Nel programma i professori non hanno grande professionalità.

Iro Belluzzi (Psd): Il quadro è sempre più fosco. Non per azioni delittuose, ma che non corrispondono al bene della collettività, c’è un depauperamento delle risorse del Paese e della possibilità di spesa dei cittadini. Fermiamoci un attimo, ci sono pochi margini per la ripresa. Oggi è il primo giorno di scuola e domani c’è lo sciopero degli insegnanti contro il decreto del governo. C’è la questione del Fmi e dell’indebitamento dello Stato, di dimensioni che spaventano. Quella legata alla cessione dei crediti Delta, in particolare la porzione dei crediti sanitari. È un cespito importante che non va liquidato come pratica amministrativa e la decisione va presa entro il 15 ottobre. Giuseppe Maria Morganti ha fatto intendere che però passerà ulteriore tempo. Si possono trovare le condizioni per un confronto serio. Si faccia chiarezza sulla pubblicità del presidente della vigilanza sammarinese Mazzeo di corsi di formazione per i professionisti, al prezzo di 1.550 euro per gli npl. Mentre sull’interpellanza per conoscere le consulenze di Bcsm e Cassa risparmio, la seconda ha risposto in tempi celeri, Banca centrale no. Il governo faccia in modo che i dati vengano forniti. Per la messa in liquidazione di Asset banca, non sono stati rimborsati i detentori delle azioni subordinate. C’è un progetto di legge, ma probabilmente i possessori dovranno accontentarsi di un valore residuale rispetto all’investimento, legato alla nuova emissione di azioni e alla valutazione degli attivi. Anche in questo caso da governo e maggioranza parole al vento.

Marianna Bucci (Rete): Se dai precedenti governi arrivava sostanziale immobilismo, questo è iperattivo. Ma non per un disegno capace di affrancare il Paese dal passato. Emerge una rete di interessi e pedine che non avrebbero potuto operare senza il consenso del congresso di Stato. La popolazione è stremata, arrabbiata, delusa. Ci ritroviamo in una situazione peggiore: non abbiamo recuperato credibilità all’esterno e non lo siamo più all’interno. Di memorandum con Banca d’Italia non si parla più. C’è una diffusa e giustificata mancanza di fiducia. Come confermano il deflusso di liquidità dagli istituti bancari., la fuga degli operatori sanitari e il mancato loro ingresso, le continue manifestazioni in piazza., le denunce di cittadini che chiedono con istanza le telecamere nei luoghi di cura e asilo. Una sconfitta per le istituzioni. Per la popolazione era meglio prima, allora la situazione è grave.

Il governo porta avanti in maniera scomposta interventi non a tutela della cittadinanza e dice un sacco di bugie. Il bilancio della Cassa di risparmio va rivisto, in un Paese normale sarebbe commissariata da tempo, ma la vigilanza è azzerata. E questo è uno dei maggiori ostacoli ai rapporti con Banca d’Italia. Della fusione Cassa e Banca di san Marino se ne parla nel Paese e c’è molta preoccupazione. Non siamo contrari agli accorpamenti, ma la Cassa è devastata. Serve chiarezza su metodo e obiettivi: chi è la banca acquirente? Due diligenze a unica società per entrambe, perché? E si esclude l’opposizione. Da ultimo, era irricevibile la relazione Savorelli non su carta intestata, ed è valido un parere anonimo sul caso Tonnini.

Francesco Mussoni (Pdcs): C’è scissione tra parte istituzionale e parte reale del Paese. I temi veri sono debito pubblico, sua gestione, fallimento del governo. Ma in Consiglio ce ne sono altri. La situazione è di estrema gravità, il governo non riesce a proporre le soluzioni, non riesce nemmeno ad abbozzarle. Mancano le riforme necessarie in commissione: Pensioni, Igr, debito pubblico. Troppi mesi senza azioni concludenti. Ora occorre aprire un tavolo di dialogo con la maggioranza per mettere in fila i punti della prossima stagione riformista. Il tema è l’equità, ha ragione il sindacato. Serve una riforma reale del pubblico impiego. La situazione di conflittualità non è di aiuto al Paese. Se non unite con opposizione un’impostazione riformista vera e condivisa nelle linee essenziali ci sarà solo contrapposizione maggiore nei prossimi mesi. Due anni di inefficacia di esecutivo e maggioranza. Va fatto un Piano straordinario, con scelte coraggiose. Non necessariamente rivolgersi a Fmi, ma individuare le azioni che servono e gli interlocutori migliori. Invito la politica a distinguersi dal piano di governo.

Dalibor Riccardi (Gruppo misto): Non ragioniamo in prospettiva. Oggi, depauperati della ricchezza, non ci resta che piangere su ogni provvedimento. Ci appelliamo agli urlatori del Paese, perché abbiamo perso tutto dello spirito dei nostri avi. Lasciamo spazio all’odio per il diverso. Le proposte sono nulle, solo decreti. La Legislatura tira ad arrivare alla fine. Qualche manovra particolare fatta ad hoc. L’unità nazionale poteva essere un nuovo inizio, invece si è perso un altro anno. La cittadinanza si deve chiedere se vuole uscire da questa situazione o restare inerme in attesa del cavaliere banco

Roger Zavoli (Repubblica futura): Siamo a un bivio ed è giusto scegliere il nostro destino. Ma mancare di senso storico e misura condanna a vedere solo la superficie delle cose. Il sistema San Marino era ed è in disquilibrio, prima retto da segreto bancario e speculazione edilizia. Il male è l’attuale governo? È grottesco affermarlo. Fa sorridere. Quando alcuni attori della politica del passato fanno furbescamente la morale ha del paradossale. Il problema è il buco di Cassa di risparmio tenuto nascosto da chi ora è all’opposizione. Servono provvedimenti per portare San Marino a un sistema sostenibile, senza il tesoretto di Stato come prima. Porteremo altri provvedimenti, la situazione è difficile ma miglioramenti ci sono. Dobbiamo fare sistema, non remare contro e creare sfiducia e allarmismi.

Roberto Ciavatta (Rete): C’è un clima intimidatorio. Rischiamo il lavoro ogni giorno. Le maggioranze favoriscono sempre i propri sostenitori, ma poche volte puntano a distruggere gli oppositori. Dobbiamo rifare lo Stato, serve un piano di pacificazione sciale, ma non con chi non si fa scrupoli. Siamo in un Paese terrorizzato, complice dei silenzi per timore di ritorsioni. Non si può accettare di vivere in un Paese in cui a fronte di clamorose bugie messe nere su bianco da Marino Grandoni, governo e banche interessate non smentiscono nulla. Il 12 settembre volevo uscire con un comunicato sulla questione delle fotografie ma sono stato sconsigliato dall’avvocato. Ora lo leggo. Anche da noi è arrivata una simile busta con fotocopie di comunicazioni i cui contenuti inquietano. Siamo andati subito da un avvocato e abbiamo cercato di risalire alle date cui ricollocare i messaggini. Si può stabilire che sia un solo mittente abbastanza riconoscibile, che intrattiene comunicazioni spesso perentorie con i vertici delle istituzioni. Il governo non doveva darlo in mano alla stampa. Evitando di inquinare le prove. Il mittente dei messaggi aveva un telefono riconoscibile, con lo schermo incrinato. Siamo certi che noti personaggi sammarinesi hanno cambiato cellulare nei giorni scorsi.

Federico Pedini Amati (Mdsi): Grandoni era intervenuto per endorsement al polo lusso, al Pdcs e ora per criticarmi. Dimostra difficoltà. Scrive che ho dato fake news in commissione finanze su Leiton, proprietaria di banca Partner. Ma gira una valanga di dossier. Tra cui un documento di Cassa risparmio sul prestito obbligazionario da 13,5 milioni scaduto il 30 giugno 2018, non nel 2021 come dice Grandoni. Rinunciare all’immunità per confrontarmi in tribunale? O hanno pagato il debito o no. Ma è scaduto. Valuterò se citare in giudizio Grandoni. Del prestito obbligazionario verso Leiton Holding ho appreso da più ambienti, tra cui la relazione della Boston Consulting. Doveva pagarlo nei termini come tutti i cittadini? È giusto che paghiamo solo noi alla scadenza? L’importo è pari alla patrimoniale. Non è accettabile.

Pierluigi Zanotti (Repubblica futura): Sono anni difficili per il Paese, con diagnosi e accuse diverse. Possiamo fare mille analisi, ma il problema maggiore è la differenza tra la realtà e la sua percezione. Non si percepisce l’enorme rivoluzione da intraprendere. C’è ancora un diffuso benessere ma la narrazione parla di disastro economico. Certo, rispetto alcuni fa molto aspetti sono peggiorati, ma non va tutto male. Critico è reinventarsi, studiare un nuovo modello di sviluppo e una nuova etica condivisa. L’aggiramento delle regole era considerato un diritto da parte di molti e la politica era la prima a concedersi a questo sistema distorto. Il vero rischio è continuare a ragionare con questa mentalità, dobbiamo cambiare come Paese. Uno Stato in cui i cittadini hanno doveri verso la collettività. Le scorciatoie non esistono. Il grande male è l’assenza di questa coscienza. La missione è un cambiamento della narrativa del Paese, un impegno culturale, prima che politico. Debito e prestito Fmi? Portogallo e Belgio sono esempi. Il problema è dare chiarezza ai problemi e realizzare le misure necessarie per risolverli.

Giovanna Cecchetti (Gruppo misto): Grazie a scelte imprudenti e scellerate il dibattito consiliare è monopolizzato da temi economici e finanziari. Invece la politica esteri deve tornare centrale. Mancano i riferimenti in Consiglio grande e generale. La politica estera si fa a vari livelli ed è vitale avere buoni rapporti con Comuni e Regioni vicini, con Roma e Bruxelles, con i piccoli Stati e i grandi Paesi amici. Servono capacità. Con l’Italia il rapporto è di primaria importanza. Il 31 marzo la convenzione compie 80 anni, occorre rivedere alcuni punti penalizzanti e anacronistici. Analizzare la parti desuete. Con Ue il rapporto è vitale per ilfuturo ma non si conoscono i contenuti della bozza del rapporto di associazione.

Odg: …per impegnare il governo a riferire nella prossima seduta sullo stato di avanzamento dell’accordo di associazione con l’Ue.

Tony Margiotta (Ssd): In alcune aree del territorio la situazione non è più accettabile per la gestione dei rifiuti. Anche a Serravalle i cassonetti nella zona industriali sono ammassati da rifiuti e sacchi. È importante incentivare e velocizzare il percorso per il porta a porta. È già attivo in alcuni Castelli con risultati importanti. Servono centri di stoccaggio. Siamo al 45% di differenziata, si deve portare avanti l’economia circolare. Ma prima eliminare le criticità.

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