Niger, il premio ‘Nuclear free’ all’attivista che da anni lotta contro il ‘saccheggio’ di uranio

E' il fondatore della ong "Aghirin'man" ("Protezione dell'anima"), che tutela i minatori che si sono ammalati dopo il contatto con le sostanze radioattive
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ROMA – L’impegno contro le conseguenze sociali e ambientali dell’estrazione dell’uranio, con la denuncia del “saccheggio” delle risorse naturali e dell'”inquinamento cronico” del Niger, è valso all’attivista Al-Moustapha Alhacen il premio internazionale Nuclear Free Future Award 2017. La cerimonia di consegna del riconoscimento si è tenuta a Basilea, in Svizzera. Nella motivazione dell’assegnazione del premio, per la categoria “resistenza”, si evidenzia l’aiuto ai minatori che si sono ammalati a causa del contatto con sostanze radiattive prestato dall’ong fondata da Alhacen, Aghirin’man, in italiano “protezione dell’anima”.

Per anni l’attivista ha denunciato lo sfruttamento del territorio e dei lavoratori da parte del colosso francese Areva, titolare delle concessioni sulle miniere della regione di Arlit. Alhacen si è detto “onorato” del premio, definendolo un riconoscimento per “decenni di lotta per l’Africa”.

Poi, del suo Paese, ha aggiunto: “In Niger abbiamo solamente due cose: il saccheggio e l’inquinamento permanente. Il saccheggio è l’appropriazione dell’uranio, dal quale i nigerini non hanno mai tratto alcun beneficio e del quale resta solo l’inquinamento”. Il Nuclear Free Future Award è stato istituito dalla Fondazione Franz Moll nel 1998. L’obiettivo è sostenere gli sforzi di attivisti, organizzazioni e comunità che si oppongono al nucleare.

di Vincenzo Giardina, giornalista professionista

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