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Afghanistan, Talebani chiedono aiuto ai leader locali per “garantire la sicurezza”. Ancora morti nei cortei

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A Kabul, in modo particolare nei pressi dell'aeroporto, sarebbero almeno 12 le persone che hanno perso la vita
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ROMA – I talebani hanno affermato che “si impegneranno duramente per garantire il diritto alla sicurezza” dei cittadini della capitale Kabul, e a questo fine hanno chiesto il sostegno “dei leader politici e degli anziani” del Paese. Lo ha riferito sul suo profilo Twitter il presidente dell’Alto consiglio per la riconciliazione nazionale (Hcnr), Abdullah Abdullah.

Il responsabile dell’organismo che dal 2020 si occupa di mediare i negoziati di pace afghani ha partecipato ieri a un incontro con uno dei dirigenti dell’ufficio politico dei talebani, Anas Haqqani, e l’ex presidente Hamid Karzai, primo presidente eletto dell’Afghanistan indipendente, al potere tra il 2004 e il 2014. L’impegno espresso dai talebani nel corso della riunione arriva mentre fonti sia degli stessi miliziani sia della Nato riferiscono che a Kabul, in modo particolare nei pressi dell’aeroporto, sarebbero almeno 12 le persone che hanno perso la vita o a causa di sparatorie o schiacciati dalla calca di persone che tentavano di imbarcarsi su un aereo per lasciare il Paese.

Il presidente dell’Hcnr, dal canto suo, ha affermato di “sostenere un Afghanistan indipendente e unito, basato sulla giustizia e l’equità”. Abdullah ha evidenziato che “la storia dimostra che in assenza della giustizia sociale è impossibile rafforzare la sicurezza e l’unità nazionale”. Oltre a dirsi pronti a garantire la sicurezza dei cittadini afghani, i talebani hanno anche chiarito ieri che tipo di sistema politico intendono adottare per il Paese. In un’intervista con media internazionale un portavoce dei miliziani, Waheedullah Hashimi, ha detto che “la democrazia non gode di alcuna base nella storia del Paese” e che i talebani governeranno applicando la sharia, la legge islamica.

SCONTRI AD ASADABAD, ALMENO DUE MORTI

Almeno due persone sono rimaste uccise quando le forze di sicurezza talebane hanno aperto il fuoco sui manifestanti che stavano celebrando il 102esimo anniversario dell’indipendenza dell’Afghanistan nella città di Asadabad, capoluogo della provincia orientale di Kunar. Stando a quanto ha riferito l’emittente regionale Al Jazeera, le violenze sarebbero scoppiate dopo che un dimostrante ha accoltellato un esponente dei miliziani. Video e foto degli scontri sono stati anche rilanciate sui social media.

La giornata di oggi, caratterizzata appunto dalle celebrazioni per l’indipendenza del Paese asiatico dall’Impero britannico, proclamata il 19 agosto 1919, segue gli scontri e le vittime che si sono verificati ieri a Jalalabad, sempre nell’est del Paese, dove secondo alcune stime a perdere la vita sarebbero state 35 persone. I talebani avrebbero sparato sulla folla dopo che alcuni attivisti avevano provato a sostituire la bandiera talebana appena issata con quella della Repubblica islamica. Violenze si sono verificate anche a Khost, capoluogo dell’omonima provincia meridionale. I talebani hanno imposto un coprifuoco in città per contenere le proteste, sempre stando a quanto riporta Al Jazeera. Dimostranti sono scesi in strada anche nella capitale Kabul e in altre città.

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