Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Profughi al lavoro in agricoltura e cura degli anziani, ecco il progetto toscano

migranti
L'assessore regionale toscano all'immigrazione Vittorio Bugli: "Serve pero' un accordo tra Governo e Regione per formalizzare il lavoro"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

MigrantiFIRENZE – “In Toscana faremo lavorare i profughi, con tanto di retribuzione, nei consorzi di bonifica, nelle cooperative agricole, nelle cooperative forestali, nell’assistenza -agli anziani. E’ un’idea che abbiamo lanciato molto tempo fa e sul quale stiamo lavorando attraverso l’attivazione di lavori utili su base volontaria ma che in futuro potranno diventare vere e proprie occupazioni in un settore in cui c’e’ grande bisogno”. E’ quanto spiega l’assessore regionale toscano all’immigrazione Vittorio Bugli, rilanciando la proposta del prefetto Mario Morcone lanciata sulle pagine del Corriere della Sera.

“Serve pero’ – ha specificato Bugli – un accordo tra Governo e Regione per formalizzare il lavoro ai profughi, le Regioni non possono improvvisarsi su questo campo senza protocolli scritti col ministero dell’Interno, serve un sostegno specifico del Governo, magari anche attraverso stanziamento di risorse”.

“In Toscana – ha infine detto l’assessore Bugli – ci sono tantissimi privati che si sono fatti avanti per prendere a lavorare profughi, magari soltanto per periodi stagionali, e dobbiamo sfruttare questa occasione”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»