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A Bologna il centrodestra converge su Battistini. Fi: “Appoggio incondizionato”

fabio battistini matteo salvini bologna
Dopo l'appoggio di Salvini, anche Forza Italia e Fratelli d'Italia annunciano il loro sostegno all'imprenditore, che però precisa: "Io sono in campo già dallo scorso dicembre". Bocciato il senatore di Fi Cangini
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BOLOGNA – Grosso passo avanti per Fabio Battistini verso la candidatura a sindaco di Bologna per il centrodestra: incassato da tempo il sostegno della Lega, puntellato oggi da Matteo Salvini in persona, ora l’imprenditore può contare sull’ok anche di Forza Italia. “Centrodestra unito su Battistini”, dichiara in una nota il parlamentare Enrico Aimi, coordinatore di Fi in Emilia-Romagna. E anche Fratelli d’Italia conferma che rispetterà i patti sulle Comunali, nonostante le recenti tensioni all’interno della coalizione.

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FI: “CON IL CENTRODESTRA UNITO SU BATTISTINI CONCRETE POSSIBILITÀ DI VINCERE”

I forzisti, quindi, rinunciano alla candidatura del parlamentare azzurro Andrea Cangini. “Il nostro primo ringraziamento va all’amico senatore Cangini, personalità autorevole e carismatica, già direttore del ‘Qn’ e del ‘Resto del Carlino’, uomo di grandi capacità e visione – afferma Aimi – che avrebbe rappresentato un’ottima scelta come candidato sindaco per Bologna, essendo egli stesso figura di riferimento di più mondi e che noi abbiamo sempre considerato al di sopra della stessa politica e della stessa civicità”. Premesso ciò, “la storia politica di Forza Italia è da sempre segnata dalle lungimiranti intuizioni del presidente Silvio Berlusconi – continua il coordinatore di Fi in Emilia-Romagna – e tra queste c’è soprattutto quella del centrodestra unito, di cui siamo ancora oggi tutti forti sostenitori”. Per queste ragioni “riteniamo di poter convergere sulla scelta a candidato sindaco di Battistini, stimato imprenditore ed ‘in campo’ già da parecchi mesi – spiega Aimi – al quale assicuriamo il nostro incondizionato appoggio politico, per offrire ai bolognesi una concreta e valida possibilità di vittoria, nel convincimento che anche l’alternanza nell’amministrazione della città rappresenta un grande valore”.

FDI: “AVANTI CON BATTISTINI, L’UNITÀ DELLA COALIZIONE VIENE PRIMA DI TUTTO”

C’è anche Fratelli d’Italia su Fabio Battistini, candidato sindaco del centrodestra a Bologna. “Gli impegni si rispettano”, ha scritto sui social il deputato Galeazzo Bignami. “Esattamente lunedì scorso – ricorda Bignami sui social – Giorgia Meloni è venuta a Bologna promettendo che entro una settimana ci sarebbe stata chiarezza sul candidato sindaco. Oggi Fratelli d’Italia ribadisce la disponibilità a sostenere la candidatura di Fabio Battistini a sindaco di Bologna“. Per Bignami il “bene di Bologna e l’unità della coalizione vengono prima di ogni cosa e confidiamo che tutti gli alleati convergano su questa proposta. Avanti tutta”.

CANGINI: “SALVINI SI È ASSUNTO UNA GROSSA RESPONSABILITÀ”

“Il Comune di Bologna è contendibile da tempo. La volta scorsa Matteo Salvini impose un candidato della Lega, questa volta ha imposto un candidato civico. Oggi come allora si è assunto una grossa responsabilità: spero che l’esito sia migliore”. Andrea Cangini, senatore di Fi, prende atto dello stop alla sua possibile corsa come candidato sindaco di Bologna ma non rinuncia a una stoccata verso gli alleati del Carroccio. “Un ringraziamento al presidente Silvio Berlusconi, a quanti in Fi si sono impegnati per la mia candidatura a sindaco di Bologna e ai tanti amici, conoscenti e personalità che, indipendentemente dal proprio orientamento politico – scrive Cangini sui social – hanno speso pubblicamente e privatamente parole lusinghiere nei miei confronti”. Lo scorso dicembre, “sette mesi fa – specifica l’ex direttore di ‘Qn’ e ‘Resto del Carlino’ – i vertici del mio partito mi chiesero se sarei stato disponibile ad accettare la candidatura a sindaco: spinto dall’amore per la città e da un’insana passione politica, risposi di sì nella convinzione che il sistema di potere che da sempre governa Bologna fosse in crisi e che un cambiamento fosse non solo auspicabile, ma anche possibile”. Dare a Bologna “una visione di futuro mi era parsa una sfida avvincente – continua il parlamentare – e pazienza se avrei dovuto rinunciare a molto dimettendomi da senatore“. Ma è andata diversamente e se cinque anni fa Salvini “impose un candidato della Lega”, cioè Lucia Borgonzoni poi sconfitta da Virginio Merola, “questa volta ha imposto un candidato civico. Oggi come allora si è assunto una grossa responsabilità: spero che l’esito sia migliore”, punge Cangini. A Battistini “i più sinceri auguri di vittoria. Potrà, se crede, contare su di me”, conclude il giornalista.

BATTISTINI: “SIAMO IN RITARDO, SUPERARE LA FASE DI STALLO”

“Tanti cittadini, associazioni, enti di promozione, quasi tutti i piccoli partiti che rappresentano l’opposizione a Bologna sono già nel mio percorso e nel mio progetto. Oggi registro che anche la Lega fa un endorsement ufficiale e me ne compiaccio, dico grazie a tutti, il mio disegno prosegue e indubbiamente una fase di stallo non l’ho percepita solo io“. Così Fabio Battistini, l’imprenditore civico che già da mesi è sceso in campo in vista delle amministrative, aveva commentato le parole di apprezzamento che gli ha rivolto il leader della Lega, Matteo Salvini, quando ancora dal resto della coalizione non era arrivato un endorsement ufficiale. Salvini e Battistini, come da programma, si erano incontrati al gazebo della Lega in via Ugo Bassi: l’occasione l’ha data la raccolta firme per i referendum sulla giustizia, che l’imprenditore ha deciso di sottoscrivere. L’ex ministro dell’Interno ha confermato che per la Lega il nome giusto è proprio quello di Battistini, auspicando che anche il resto del centrodestra converga su questa scelta ma senza arrivare alla frattura con gli alleati.

“Io non so se Salvini ha scommesso su di me, non mi è dato sapere, ma io la scommessa non la faccio su di lui: la faccio su tutti i bolognesi che hanno voglia di svegliarsi, di ascoltare quello che accade, di tirare fuori la testa da una patina che sta diventando odiosa e insopportabile“, aveva dichiarato Battistini prendendo il microfono dopo il leader leghista e raccogliendo gli applausi dei simpatizzanti stipati attorno al gazebo. Di sicuro “siamo in ritardo rispetto al percorso come si poteva ipotizzare al meglio, ciascuno si prenda le proprie responsabilità. La cosa mi tocca relativamente, io è da dicembre che batto i marciapiedi e arriverà il momento in cui andrò a leggere la consistenza della mia candidatura e vediamo la città come potrà rispondere”, aveva proseguito l’imprenditore. Intanto, oggi è arrivata la foto a braccetto con Salvini, che al momento dello scatto clou non fa mancare l’ormai puntuale battuta sull’allenatore del Bologna: “Il vicesindaco sarà Sinisa Mihajlovic“.

“NON SONO IL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA”

Ma dopo che Fi e FdI hanno sciolto le riserve su di lui, Battistini, mette in chiaro: “Non sono il candidato del centrodestra”. L’imprenditore, insomma, incassa il sostegno dei partiti ma difende la natura civica della sua candidatura e fin da ora sembra rivendicare la propria autonomia. Intanto, viste le dichiarazioni di oggi, per Battistini sembra proprio fatta. “Sembra più completa, più che fatta”, puntualizza l’aspirante sindaco parlando con la ‘Dire’, visto che “il mio percorso è partito a dicembre, proponendomi a tutta la città, in un cammino che in progress ha raccolto cittadini, associazioni, enti di promozione e diversi partiti, praticamente tutti quelli più piccoli che si pongono in un’area di discontinuità amministrativa a Bologna”.

Si tratta di “un percorso in divenire ed ho sempre detto che nel tempo avrei letto la consistenza della mia candidatura: oggi diciamo che, in un certo quadro, la consistenza si è riempita ulteriormente”, afferma Battistini. A questo punto “direi che lo scenario dell’opposizione è abbastanza completo. Ma ricordo sempre, è una precisazione a cui tengo – manda a dire il civico – che io da oggi non sono il candidato del centrodestra, oggi è il centrodestra che ha indicato il suo candidato nella persona del sottoscritto, ma io sono il candidato di tutta quell’area che mi ha dato consensi espliciti e che è ben più ampia rispetto al perimetro tradizionale dei partiti di centrodestra“: un dato che “risulta credibile proprio perché le forze del centrodestra sono arrivate dopo, buone ultime, rispetto a un percorso iniziato prima”.

Quali saranno ora i prossimi passi? Si prospetta “una campagna elettorale nuova, atipica. Il Covid ha cambiato completamente i paradigmi della comunicazione e i modi di esprimersi, dimentichiamoci le cene e le lunghe strette di mano“, afferma Battistini. Bisognerà usare “canali diversi, in una campagna elettorale cortissima in cui ho il vantaggio di aver acceso molte relazioni in questi mesi. Ora si pone il compito molto impegnativo di completare la squadra organizzativa e poi dalla prima settimana di settembre lancia in resta per le strade, a comunicare con i cittadini e cercare di spiegare il nostro progetto nella maniera più convincente possibile”.

Da qui a settembre, però, l’imprenditore non pensa certo di restare con le mani in mano: “Non c’è schematismo sul giorno e sul mese, adesso che la candidatura ha preso una consistenza significativa, le prossime settimane serviranno per mettere a fuoco la macchina organizzativa, sapendo che a Bologna c’è poca gente ma ci sono i social e alcune attività. Poi fisicamente ci ritroveremo in strada a settembre, ma non c’è da perdere un giorno, agosto compreso. Anzi non c’è da perdere un’ora”. Ci sono già riunioni in programma con i nuovi alleati? “Avevo l’agenda già piena a prescindere, ora sta scoppiando, sono al telefono da stamattina”, si limita a dire il candidato. Intanto Battistini, sceso in campo con l’associazione “Bologna ci piace” e lo slogan “Dai mo”, valuterà se voltare pagina. “Può essere che ci riguardiamo. È da definire”, afferma l’aspirante sindaco: “Non esiste una campagna elettorale basata solo sulla bolognesità. Il mio slogan vuol dire anche ‘semplificati la vita, non perdere tempo’, non solo ‘datti una mossa’. Aveva un senso, vediamo un po’, ma intanto mi ci sono già un po’ affezionato”, conclude Battistini.

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