Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Giacchetti (Gis): “Fotovoltaico fermo, bloccato da burocrazia e Soprintendenze”

L'intervista a Raffaello Giacchetti, presidente del Gruppo impianti solari (Gis)
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

di Pietro Battaglia

ROMA – “Il fotovoltaico in Italia è fermo al palo. Basti pensare che solo nel Lazio abbiamo in cantiere progetti da 2 gigawatt di potenza che sono stati puntualmente bloccati dall’ostruzionismo della Soprintendenza. Nell’ultimo anno a livello nazionale la capacità energetica raggiunta ha toccato appena gli 800 megawatt, una cifra irrisoria. Il comparto del fotovoltaico, dunque, è in una fase di stallo a causa della burocrazia e per via delle prese di posizione ideologiche delle varie Soprintendenze italiane. Un ulteriore limite è rappresentato dalla legge che è diversa in tutte le regioni e non fa altro che creare confusione“. A dirlo è Raffaello Giacchetti, presidente del Gruppo impianti solari (Gis), intervistato dalla Dire.

“L’OSTRUZIONISMO DELLE SOPRINTENDENZE”

Il gruppo Gis, nato da un collettivo di aziende localizzate nel Lazio, monitora e supervisiona la costruzione di impianti fotovoltaici, prestando attenzione all’armonia che deve sussistere tra economia e tutela ambientale e paesaggistica. “I nostri associati- spiega il presidente- selezionano adeguatamente i terreni in cui poter edificare un impianto fotovoltaico. Vengono scelte terre povere a livello agronomico che non sono soggette a vincoli paesaggistici e ambientali. Di certo il nostro lavoro non ha mai creato danni al paesaggio né alla tutela dei beni archeologici del nostro Paese. Nonostante ciò accade che le Soprintendenze arrestino in ogni occasione l’installazione degli impianti, accusandoci con prese di posizione ideologiche incomprensibili, di occupare indebitamente il suolo o di deturpare il territorio. Questo tipo di intervento produce un circolo vizioso, innescando ricorsi in sede giudiziaria, arrestando i progetti in cantiere che potranno vedere la luce anche dopo alcuni anni. Questo atteggiamento crea difficoltà anche ai comuni che devono convivere con un blocco amministrativo che impedisce loro di poter intervenire”. “Nell’ultimo anno- rincara la dose Giacchetti- non sono stati costruiti impianti fotovoltaici ma si è comunque registrata una significativa occupazione di suolo nel nostro Paese. Mi viene da dire allora che il fotovoltaico non sia la causa di questo fenomeno”.

 “IL 3% DEL TERRITORIO SIA DESTINATO ALLE RINNOVABILI”

“La proposta sostenuta dal gruppo Gis è chiara: trovare una giusta regolamentazione individuando quel 3% di territorio da destinare alle fonti di energia rinnovabile. Questa idea- aggiunge alla Dire Giacchetti- non ha fino a questo momento avuto esito. Questo provvedimento avrebbe consentito alle comunità locali di scegliere in autonomia le porzioni di territorio in cui poter installare gli impianti, evitando così di dipendere dalle decisioni altrui. I comuni a oggi non sono protagonisti della transizione energetica, non avendo neppure voce in sede di Conferenza di servizi. Questo cambio di passo deve essere portato avanti dal ministro Cingolani ed è necessario inoltre che vengano inclusi fondi privati per la piena realizzazione del processo di transizione energetica”.

“USARE FONDI PNRR PER SBUROCRATIZZARE”

” Il Pnrr lo vedo come uno strumento che si rivolge essenzialmente alla transizione energetica del comparto pubblico. Realizzare questo passaggio implica la necessità di sburocratizzare gli iter autorizzativi, rendendo così la strada più agevole agli imprenditori della filiera delle rinnovabili. I nostri associati sono in attesa dei risultati dei ricorsi per poter sbloccare i progetti. Questa complessità fa scemare gli investimenti. Le opportunità ci sono ma serve una legge che sia accessibile e comprensibile da parte di tutti gli interessati“, conclude.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»