Il sindaco di Modena boccia Salvini: “Sotto i social niente”

"Di quello che si è sentito in campagna elettorale, non c'è traccia. E' il ministro degli Interni a creare più insicurezza nel nostro Paese"
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MODENA – “La presenza contro l’assenza. L’amministrazione comunale è presente, il Governo no. Se fossimo a scuola diremmo che siamo di fronte a un assente ingiustificato: di quello che si è sentito in piazza nei mesi scorsi, in campagna elettorale, non c’è traccia. Anzi, è il ministro degli Interni a creare più insicurezza nel nostro Paese”. Modena reagisce al mancato arrivo di rinforzi estivi nel territorio dove per ora sono attesi un paio di agenti al massimo nel capoluogo e altrettanti in tutta la provincia, come lamentato dai sindacati di Polizia.

Lo sfogo, oggi alla conferenza stampa in cui si annunciano in città più agenti di Polizia municipale (si passa da 220 a 226) e più telecamere (da 249 a 300), è del sindaco Gian Carlo Muzzarelli (Pd) che l’ultima lettera a Matteo Salvini l’ha scritta il 30 aprile, tre giorni prima del comizio del vicepremier leghista in piazza Matteotti: il sindaco chiede un incontro contestuale, anche per parlare dei migranti in strada e del Cpr, ma dalla segreteria del ministro rispondono che non c’è tempo.

“Doveva fare i selfie sul palco”, sorride amaro oggi Muzzarelli, nel frattempo diventato sindaco al secondo mandato, senza bisogno del ballottaggio e senza lasciare la delega alla sicurezza.

La puntata successiva si consuma il 22 maggio, quando il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni precisa, tra gli altri dati, che in effetti i reati a Modena “ora” sono in calo, nonostante gli avvisi dello stesso Salvini sulla diffusione della criminalità. Definito quindi il nuovo piano della Polizia municipale, il “patto per Modena sicura”, Muzzarelli avverte che manca sempre l’altro pezzo, quello dello Stato.

“Parlano di sicurezza- tuona il primo cittadino- ma fanno solo tweet e dirette Facebook: sotto i social, niente. C’è un problema politico rilevante a partire dalla gestione dei migranti, che (accusa il sindaco riferito sempre a Salvini, ndr) continua a buttare in strada: erano 55, ma saranno sicuramente aumentati. Questo ci preoccupa molto”.

Sì, perché “la sicurezza è compito primario dello Stato, non degli enti locali. Invece, sono costretto a constatare che Modena- rincara Muzzarelli- non è nell’agenda del ministro, in termini di uomini, mezzi e tecnologie. Si vede che non siamo una priorità, questo territorio non ha visto nulla. Quel poco che arriva è frutto degli impegni e della programmazione del ministro precedente, che ringrazio. Spero che non sia una questione di divergenza politica, perché sarebbe gravissimo, ma qualche dubbio mi viene”.

Si spiega Muzzarelli: “Mentre i sindacati nei giorni scorsi hanno giustamente denunciato il mancato arrivo dei rinforzi estivi, erano 15 e siamo a quattro, ho letto che il ministro a Sassuolo si è detto pronto ad ‘aprire i cassetti’. Guarda caso solo ora, che l’amministrazione ha cambiato colore politico: se fosse così, sarebbe molto grave. Le istituzioni sono una cosa seria e, a differenza delle maggioranze che vanno e vengono, restano”.

E ancora: “A Modena e a Carpi, in campagna elettorale, avevamo chiesto di incontrare il ministro in chiave istituzionale, per parlare delle dotazioni delle forze dell’ordine e della questione del Cpr, irrisolta. Non siamo stati considerati né allora né in questi 40 giorni abbondanti dopo il voto. Nemmeno una risposta alle lettere”.

Il sindaco precisa che non ce l’ha col prefetto Maria Patrizia Paba, anzi lo ringrazia anche per “l’iniziativa col sottosegretario Nicola Molteni, che è stato costretto a dare i numeri giusti”. Muzzarelli conclude sulla legittima difesa: “In tutto questo, l’illusione che ci si possa difendere da soli, magari armati, è irresponsabile. Chi fa passare questo messaggio non vuole risolvere le criticità, ma alzare tensione”.

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19 Luglio 2019
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