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Costa Rica, ambasciatore Eguizabal: “Con Roma collaborare su economia e sicurezza” VIDEO

  ROMA
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 Costa Rica-Ambasciatore Cristina Eguizàbal-Ag Dire 3

ROMA – I rinnovati rapporti Costa Rica-Italia, gli effetti della Brexit sulle relazioni con l’America Latina, il ruolo di Papa Francesco, il nuovo sindaco di Roma. Questi alcuni dei temi affrontati con Cristina Eguizabal, Ambasciatore della Repubblica di Costa Rica in Italia, intervistata in esclusiva dell’agenzia DIRE.

COSTA RICA-ITALIA: “RAPPORTI MAGNIFICI”

I rapporti tra i nostri due Paesi sono definiti dall’Ambasciatore come “magnifici“, e segnati da “un’amicizia di lunga data”. In Costa Rica c’e’ una comunita’ di italiani importante, anche se non grande come in altri paesi dell’America Latina, ma “molto influente dal punto di vista culturale”. E’ tale ambito a distinguere i rapporti di cooperazione con Roma – nella danza, il canto, il teatro, le arti figurative. Ma a interessare le autorita’ di San Jose’ e’ anche il settore della sicurezza, della scienza e delle nuove tecnologie, nonche’ il commercio e il terziario. Per questo, chiarisce Cristina Eguizabal, “il Costa Rica sta organizzando tante iniziative e pensiamo sia possibile creare una straordinaria alleanza con le imprese italiane“.

COSTA RICA, IL PAESE SENZA ESERCITO

Guardando invece piu’ all’interno del Paese, emerge una singolare particolarita’: il Costa Rica non e’ dotato di un esercito nazionale: “siamo orgogliosi di questo- commenta il rappresentante di San Jose’- ma bisogna ammettere che ci sono delle condizioni oggettive che ce lo consentono, grazie alle quali abbiamo potuto prendere questa decisione e mantenerla nel tempo. Il nostro è un paese piccolo- spiega ancora Cristina Eguizabal- inserito nell’area di influenza della piu’ grande Potenze del mondo, gli Stati Uniti. Dopo la guerra civile terminata nel 1948, i vincitori hanno stabilito che non valeva la pena ricostruire un esercito. L’esercito del governo era stato sconfitto, mentre quello dei vincitori ha pensato che questo progetto avrebbe richiesto molto denaro, e ha quindi deciso di investirlo in altro”.



L’INFLUENZA DI PAPA FRANCESCO

Papa Bergoglio, il Papa argentino, colui che puo’ rappresentare una spinta verso un continente piu’ unito, un ‘paese unico’. E’ d’accordo? “In generale noi latinoamericani sentiamo di essere uguali ma non tanto- la replica di Eguizabal- Le cose pero’ cambiano all’estero: quando un argentino incontra all’estero un costaricense, ballano insieme il tango, scherzano a fare i “gaucho” (i cow-boy, ndr) o cantano la ‘ranchera’ messicana, ma quando sono di nuovo nei loro paesi, ognuno si sente diverso. Papa Francesco esercita chiaramente una grande influenza- prosegue l’Ambasciatore- ed e’ un orgoglio per tutti noi, e’ il papa argentino, e in questo ci sentiamo uguali”. Poi ricorda che la Chiesa cattolica latinoamericana e’ uscita profondamente divisa dalle varie dittature militari del passato, e in questo senso “un Papa che conosce la regione e ha vissuto questi processi, e’ una cosa molto positiva”. Poi la riflessione: “il Costa Rica e’ uno stato cattolico, cosi’ come stabilisce la Costituzione, pur sancendo il rispetto della liberta’ di culto. Avere quindi un interlocutore come Papa Bergoglio e’ un elemento favorevole. Questo pero’ non significa- tiene a chiarire il rappresentante diplomatico- che lo Stato del Costa Rica e il governo non abbiano un’agenda secolare basata sul diritto internazionale e sugli impegni della Dichiarazione universale dei Diritti Umani e della Carta Interamericana, che abbiamo firmato”.

LA BREXIT

Di recente, un referendum ha sancito l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione: “e’ una notizia che ci ha rattristato molto” risponde l’Ambasciatore di Costa Rica in Italia, Cristina Eguizabal, che aggiunge: “da noi e’ in atto il processo di integrazione centroamericana, che ha tratto ispirazione dall’esempio europeo, quindi lo abbiamo sentito molto da vicino. L’uscita della Gran Bretagna avra’ delle conseguenze. Noi ci auguriamo di no”. Tuttavia, ad esempio, alcuni Paesi Centro-americani tra cui San Jose’ hanno stipulato un trattato commerciale con Bruxelles, “che ha permesso una moltiplicazione degli scambi tra quei paesi e quelli europei”. Ora quindi ci si chiede se si dovra’ rinegoziare tale intesa, oppure sospenderla. “Sicuramente- osserva l’Ambasciatore con un sorriso- Londra avra’ di certo altro a cui pensare che preoccuparsi del trattato col Centro America, ma e’ una delle cose su cui noi ci interroghiamo. E’ chiaro che dovremo rivedere le relazioni con Londra. Con gli altri 27 paesi dell’Unione invece- puntualizza- tutto si manterra’ uguale”.


IL COSTA RICA E L’ONU

In sede Onu invece il Costa Rica sta puntando a ottenere la Segreteria dell’Assemblea generale, con la candidata Christiana Figueres Olsen: “questa candidatura e’ importante per il Paese- dice l’Ambasciatore- Un Paese che non ha un esercito, dipende direttamente dagli organismi internazionali – come Nazioni Unite e Organizzazione degli Stati Americani – per garantire la propria sicurezza, la quale si fonda sui meccanismi multilaterali, come quelli stabili dai capitoli 8 e 9 della Carta dell’Onu”.
Inoltre, prosegue la portavoce di San Jose’, “si tratterebbe della prima volta che la Segreteria andrebbe a una donna, e sarebbe di nazionalita’ costaricense quindi per noi rappresenterebbe un grande onore”. In aggiunta a cio’, Christiana Figueres Olsen sarebbe in grado secondo l’Ambasciatore di apportare in seno alle Nazioni Unite una nuova visione – su cui lei ha una particolare esperienza – su ambiente e cambiamenti climatici, in grado di mettere tali questioni al centro dell’agenda politica. “Esiste gia’ una Conferenza specifica per tale tema- riconosce Cristina Eguizabal- ma metterla al centro cambierebbe completamente la prospettiva del mondo a livelle delle Nazioni Unite”.

LA VITA DELL’AMBASCIATORE A ROMA

Un ultimo commento sul soggiorno – iniziato a gennaio 2016 – dell’Ambasciatore nella capitale: “come diciamo in Costa Rica, io sono un ambasciatore ‘a piedi’, perche’, prendo spesso l’autobus, la metro, cammino per le strade di Roma e mi considero quasi una romana. Roma e’ senza dubbio una delle citta’ piu’ belle del mondo, pero’ ha diversi problemi, e richiede un grande sforzo a livello urbanistico”.

 VIRGINIA RAGGI, PRIMO SINDACO DONNA DELLA CAPITALE

Poi ricorda che molti altri problemi – come l’immigrazione, la sicurezza e il terrorismo – non riguardano solo Roma, ma tutti, e infatti vanno affrontati in modo congiunto, quindi ricorda la disponibilita’ del suo governo “a collaborare con le autorita’ italiane e romane per scambiarci informazioni e esperienze”. Come non ricordare infine la recente nomina del primo sindaco donna al Campidoglio, Virginia Raggi: “e’ una grande cosa, se ne parla in tutto il mondo. Bisogna rendersi conto che ormai le piu’ grandi capitali europee – Madrid, Parigi, Barcellona e ora Roma – hanno dei sindaci donna. Le donne guardano sempre di piu’ alla politica, e speriamo che  Christiana Figueres Olsen raggiunga anche gli alti livelli della diplomazia”, la conclusione entusiastica dell’Ambasciatore Eguizabal.

 


di Alessandra Fabbretti

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