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Conte: “No a sfruttamenti e ricatti sul lavoro, dovranno fare i conti con il M5s”

L'ex premier interviene sul tema dei diritti dei lavoratori dopo la morte del sindacalista Adil Belkadim
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“No, non si può morire come Adil mentre si lotta per i propri diritti. Non si può essere aggrediti durante un presidio, come è successo ad alcuni lavoratori della logistica settimane fa“. Lo scrive su Facebook l’ex premier Giuseppe Conte dopo la morte del sindacalista Si Cobas Adil Belkadim, travolto da un camion mentre era in protesta davanti alla Lidl di Biandrate. “Sui luoghi di lavoro – aggiunge il leader in pectore del Movimento 5 stelle – si registra un generale imbarbarimento delle condizioni di impiego rispetto al quale non possiamo più girarci dall’altra parte. Lavoratori precari, sottopagati, sotto ricatto: una piaga, una realtà con la quale fare i conti. Noi crediamo a un nuovo Statuto delle imprese, per le quali è oggi necessario semplificare e creare condizioni di sviluppo e crescita. Ma pretendiamo anche un nuovo Statuto dei lavoratori“.

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INACCETTABILE TORNARE ALLO SFRUTTAMENTO E AI RICATTI”

“Se qualcuno pensa – sottolinea Conte – che si possa accettare un ritorno allo sfruttamento, ai ricatti e al caporalato deve fare i conti con il M5S. Se qualcuno pensa che la ripresa produttiva non possa prescindere dal sacrificio di lavoratrici e lavoratori, dei diritti sindacali di base – allora fa parte del problema e non della soluzione. Mettiamoci subito tutto l’impegno. Il lavoro non è una concessione elargita dall’alto, né un totem a cui rimanere asserviti restando ‘zitti e buoni’. Il lavoro – conclude l’ex premier – è un diritto, è il fondamento della nostra Repubblica: ricordiamolo a chi pensa di poter riportare indietro le lancette della storia”.

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