VIDEO | M5s, Castaldo: “Stop faide, bene Conte ma leadership sia collegiale”

Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento europeo: "Accordo non venga annacquato, noi ostili al Mes"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “Sarebbe un grande errore dilaniarsi in una lotta di faide e correnti interne. Nessuno capirebbe una lotta di numeri e cordate col pallottoliere”. Fabio MassimoCastaldo, vicepresidente del Parlamento europeo, invita il Movimento cinque stelle a non cedere alla guerriglia interna.

Io apprezzo moltissimo il presidente Conte– aggiunge in una intervista all’agenzia Dire- ne sono un chiaro ed evidente supporter e non potro’ che apprezzare un eventuale ulteriore contributo pero’ ribadisco che la leadership in ogni caso dovra’ andare verso un modello di collegialita’ e condivisione all’interno del Movimento”.

Castaldo chiede ai Cinque stelle “di focalizzarsi sulla vera missione del Movimento”, ovvero quella “partecipazione attiva del cittadino all’interno della vita democratica del Paese“.

Non solo: “Deve stimolare una serie di battaglie dimenticate dai partiti negli ultimi decenni. Abbiamo cominciato un percorso arduo e’ faticoso come quello che ci siamo assunti come forza di un governo. Sappiamo benissimo che non tutto puo’ essere realizzato immediatamente ma gia’ siamo soddisfatti di aver portato a casa delle riforme fondamentali come lo spazzacorrotti o il reddito di cittadinanza. Questo lavoro deve trovare una continuita’ e per farlo serve collegialita’”.

Castaldo ammette che “esistono dei problemi interni, e’ chiaro e bisogna dare piu’ voce e strumenti al territorio; piu’ apertura verso la societa’ civile, il mondo dell’accademia, della ricerca e dell’innovazione, ma questo si puo’ fare se sappiamo in primis dialogare tra noi. Alzare una guerra o uno strappo violento all’interno del Movimento sulla leadership nel momento piu’ duro e oscuro del nostro Paese come questo frangente difficile di ripartenza sarebbe un grandissimo errore, un messaggio completamente sbagliato rispetto all’obbligo che abbiamo di rimboccarci le maniche e focalizzare tutte le energie per una ripartenza robusta e solida”.

Per il vicepresidente del Parlamento europeo “nessuno capirebbe una lotta di numeri e cordate col pallottoliere; c’e’ bisogno invece di sedersi intorno a un tavolo. Auspico che tutte le figure di spicco si ritrovino intorno a un tavolo per disegnare insieme una strategia di riforma condivisa del Movimento dall’interno e poi un’agenda politica sulle priorita’ del Paese da perseguire nei prossimi mesi con caparbieta’ e preparazione, con condivisione e concordia”.

Puo’ essere Giuseppe Conte il leader del Movimento Cinque stelle? “Credo che Giuseppe Conte sia una grandissima risorsa per il Movimento e per il Paese– risponde Castaldo– non nascondo che sarei contento di vederlo ulteriormente impegnato all’interno del Movimento qualora decidesse formalmente di aderire, sarebbe una grande forza motrice, ma e’ gia’ estremamente vicino a noi e collaboriamo quotidianamente”.

Pero’, ribadisce, il futuro del Movimento e’ una leadership “collegiale: dobbiamo far dialogare e sintetizzare le nostre sensibilita’, non metterle una contro l’altra. Il nemico e’ fuori, non dentro il Movimento 5 Stelle”.

UE. CASTALDO: ACCORDO NON VENGA ANNACQUATO, NOI OSTILI AL MES

Siamo ancora in una fase interlocutoria “oltretutto mi sembra evidente che la Germania voglia intestarsi il merito politico di aver trovato un consenso, visto che il semestre di presidenza tedesco comincera’ il primo di luglio”. Cosi’ Fabio Massimo Castaldo (M5S), vicepresidente del Parlamento europeo, interpellato dalla ‘Dire’.

Castaldo sottolinea: “Spero verranno compiuti passi in avanti, spero significativi, per un accordo ambizioso, noi ribadiamo la necessita’ che il compromesso, gia’ raggiunto faticosamente, non venga ulteriormente annacquato: in particolare i 500 miliardi a fondo perduto sono intangibili e non puo’ esserci dalla Commissione lentezza, vogliamo che questo strumento sia operativo a settembre”.

Rispetto ai rapporti con il Pd sull’uso dei fondi europei, “i rapporti sono costruttivi ma e’ evidente che sul Mes c’e’ discrepanza di vedute. L’analisi del Movimento 5 Stelle non e’ faziosa ne’ ideologica ma e’ ancorata ad aspetti giuridici ed economici. Nonostante- spiega- siano state rimosse le condizionalita’ in entrata al Mes, ci sono condizionalita’ di rientro: assumersi adesso maggiori interventi economici in materia sanitaria per poi magari, tra qualche anno, per garantire il rientro dal debito, ricevere richieste di tagliare la spesa sanitaria sarebbe assurdo. Per questo noi ribadiamo scetticismo per questo strumento obsoleto e ribadiamo il rischio economico dell’effetto stigma sui mercati che potrebbero leggere l’accesso come una incapacita’ italiana di finanziarsi, attirando un attacco speculativo”. Insomma, conclude Castaldo, “la partita va giocata sul recovery fund”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

19 Giugno 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»