Coronavirus, lo studio sdogana le ‘misure soft’ contro la seconda ondata dell’epidemia

La rimozione del lockdown non implica la ripresa dei contagi, ma solo in presenza di distanziamento, mascherine e isolamento degli infetti
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VENEZIA – Mascherine e distanziamento fisico possono sostituire il lockdown in modo efficace, scongiurando una seconda ondata dell’epidemia, in Lombardia come a Londra. A dirlo e’ uno studio di due ricercatori, Dario Palumbo, del dipartimento di Economia dell’Universita’ Ca’Foscari di Venezia, e Salvatore Lattanzio, dell’Universita’ di Cambridge, che si basa non solo sui dati ufficiali di contagi, guarigioni e decessi, ma anche sui casi non osservati, che si stimano essere almeno il doppio di quelli censiti, con un 35% di decessi in piu’ rispetto al dato ufficiale in Lombardia e un 17% in piu’ a Londra.

Nello studio, spiega Palumbo, “mostriamo come mitigare la probabilita’ di contagio con misure soft, riducendola fino al 20-40% rispetto a uno scenario senza misure, abbia effetti positivi paragonabili a quelli di un prolungamento del lockdown”.

Partendo dalla convinzione che le statistiche ufficiali abbiano sottostimato casi e decessi, il modello elaborato nello studio prevede quattro possibili stati delle persone, ovvero “suscettibile, esposto, infetto e deceduto”, e introduce per infetti, guariti e deceduti due tipologie: “osservati e non osservati”.

In base al modello, quindi, Palumbo e Lattanzio stimano che siano stati contagiati il 5,7% dei lombardi e il 2% dei londinesi. Cio’ significa che i non osservati sarebbero il doppio dei casi riportati dalle statistiche, che i guariti sarebbero tra le 20 e le 26 volte in piu’ rispetto a quelli censiti e che il numero di decessi per covid-19 sia stato sottovalutato del 35% in Lombardia e del 17% a Londra.

Ipotizzando poi una ripresa della mobilita’ pari al 75%, “senza alcuna misura di contenimento, vediamo inevitabile un secondo picco dell’epidemia e una ripresa dei decessi“, avverte Palumbo. “Tuttavia, agendo sulla probabilita’ di contagio il secondo picco diventa meno probabile, nello specifico del 40% in Lombardia e tra il 20 e il 30% a Londra, e il bilancio delle vittime torna in linea con quello di un lockdown permanente”.

Insomma, la ricerca dimostra che “la rimozione delle restrizioni del lockdown non implica una ripresa della curva epidemica“, ma solo “in presenza di politiche attive che promuovono la riduzione della probabilita’ di infezione come distanziamento fisico, mascherine, migliore igiene e isolamento dei casi infetti”.

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19 Giugno 2020
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