Dl elezioni è legge, 158 sì alla fiducia dopo il pasticcio del voto annullato di ieri

Il dl Elezioni, nel testo giunto dalla Camera, ha superato il voto di fiducia con 158 sì, nessun no e nessun astenuto
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ROMA – – Nell’Aula del Senato il dl Elezioni, nel testo giunto dalla Camera, ha superato il voto di fiducia con 158 sì, nessun no e nessun astenuto. Come noto, il voto è stato ripetuto stamane dopo l’annullamento di quello di ieri, causa sopraggiunta verifica che ha mostrato come mancasse il numero legale. I senatori presenti erano 162, i votanti 158, la maggioranza ferma a 80 voti. Ciò poiché Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega non hanno partecipato nemmeno oggi al voto. Il provvedimento ora è legge.

Alla proclamazione del risultato, nell’Aula di Palazzo Madama è risuonato uno scrosciante e liberatorio applauso proveniente dai banchi della maggioranza, gli unici occupati nell’emiciclo. I senatori di centrodestra, infatti, oggi come ieri, non hanno partecipato al voto.

IERI VOTO ANNULLATO PER MANCANZA NUMERO LEGALE

Il voto di fiducia di ieri sul dl elezioni al Senato è stato annullato a causa della mancanza del numero legale dei presenti in Aula: i 149 parlamentari presenti non erano stati sufficienti a raggiungere quota 150 presenze, come ha verificato l’ufficio di presidenza di Palazzo Madama. 

MELONI: PER MOLTO MENO CENTRODESTRA COSTRETTO A DIMETTERSI

“Il Governo mette la fiducia sul decreto elezioni, ma al Senato la maggioranza non riesce neppure a raggiungere il numero legale. Tutto da rifare. Per molto, molto meno qualsiasi governo di centrodestra sarebbe stato costretto a dimettersi. Ma quando al governo c’è la sinistra tutto è ammesso. È la famosa democrazia variabile del sistema politico italiano”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

CASELLATI: AMAREGGIATA, DISGUIDO INFORMATICO GRAVE

“Sono amareggiata di quello che è successo ieri, un errore non imputabile a nessuno”. Lo dice nell’aula del Senato la presidente Elisabetta Casellati, che continua: “imputare alla presidenza un errore informatico francamente mi pare eccessivo. Voglio chiedere scusa perchè il sistema informatico non ha funzionato, ma non accetto che qualcuno dica che il Senato abbia responsabilità su un disguido informatico grave che non doveva succedere, ma la democrazia è un’altra cosa”, conclude.

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19 Giugno 2020
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