BOLOGNA – Una casa. Una camera tutta per sé. Una quotidianità da condividere. Solitudini che si incontrano, famiglie che si allargano. C’è questo e molto altro in “Verso casa”, il progetto dell’Opera dei Salesiani di Castel de’ Britti che prova a risolvere uno dei principali problemi che i ragazzi migranti arrivati in Italia come minori non accompagnati si trovano ad affrontare al compimento dei 18 anni, quando escono dai percorsi di accoglienza: trovare un posto dove stare.
“Anche quando riusciamo a dare a ragazzi competenze, a trovare lavoro, cosa che oggi non è difficile, il problema è trovare un’abitazione. Basta un cognome straniero per farsi dire di no“, spiega Carlo Caleffi, responsabile del Centro di formazione professionale alle porte di San Lazzaro, che accoglie ragazzi arrivati in Italia senza famiglia e ora cerca persone disposte a ospitarli temporaneamente, per un periodo che vada dai 12 ai 18 mesi, in attesa di una sistemazione permanente.
A CHI SI RIVOLGE IL PROGETTO
A chi si rivolge il progetto dei salesiani? A persone che vivono da sole, a coppie, famiglie con figli, famiglie con una camera vuota, chiunque senta il bisogno di accogliere questi giovani. Ragazzi che hanno già un lavoro stabile e possono aiutare con le spese di casa: ogni famiglia riceverà un contribuito di 350 euro, 150 euro dall’ospite (“un modo per responsabilizzarli”) e 200 euro dal progetto dei Salesiani. In cambio non si offre solo una stanza, ma un contesto familiare e un sostegno nella costruzione di relazioni e nel percorso verso l’autonomia.
“Stiamo parlando di una convivenza, prendere in casa un ragazzo di 18-19 anni può andare male, ma può anche andare molto bene. È una scommessa. Questo non è solo un progetto per ragazzi, ma anche per la società”, sostiene Caleffi, che ha presentato il progetto assieme al cardinale Matteo Zuppi e al presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Pierluigi Stefanini, nella sede di via Donzelle. I Salesiani, dal canto loro, fanno da garanti, selezionando i ragazzi, favorendo l’incontro tra le famiglie e i giovani, che vengono seguiti per tutto il percorso. Ora si tratta di trovare persone disponibili ad accogliere.
ZUPPI: “QUESTO È UN PICCOLISSIMO PIANO CASA CHE CERCA DI DARE DELLE RISPOSTE”
“Abbiamo già avuto i primi contatti e le prime telefonate, siamo positivi. Abbiamo un’emergenza per cinque-sei ragazzi, ai quali dobbiamo trovare casa, ma in teoria ne abbiamo una dozzina in lista per i quali vorremmo creare percorsi di avvicinamento delle famiglie. Si tratta di un modello replicabile, ma se non a Bologna, dove altro poteva nascere?”, chiede Caleffi. “Siamo in un periodo in cui facciamo molti spot, molti auspici, ma pochi progetti e poche scelte. Questo è un piccolissimo ‘piano casa’, che cerca di dare delle risposte, degli itinerari e mette assieme tante necessità, mette in relazione”, sottolinea Zuppi.
“Sono queste qui le radici più profonde del nostro Paese. Quando si fa esattamente il contrario o quando si agita la paura, si alzano i muri pensando o credendo che così ci sia sicurezza, è pericoloso per la sicurezza e non solo le radici del nostro Paese. Perché le radici del nostro Paese sono queste qui”, quelle del sogno di Don Bosco, scandisce l’arcivescovo di Bologna.
“Le paure segnalano un problema, poi bisogna trovare le risposte. Questa è una bellissima risposta, fa bene a chi troverà un po’ di famiglia, fa bene a chi trova un po’ di futuro e a mio parere ce lo restituirà. Questa è l’Italia che vogliamo“, ammonisce il capo dei vescovi italiani. “Occorrerebbe una politica nazionale che purtroppo stenta ad emergere. Accanto, l’Europa ha detto che occorre dare priorità al tema abitativo a livello europeo, ma ancora non emergono quelle linee adeguate di supporto, anche finanziario, che sono indispensabili per rispondere a questo bisogno sociale fondamentale”, sottolinea Stefanini.
“Occorre che ogni soggetto, a partire dalle istituzioni pubbliche, non escludendo i datori di lavoro, le organizzazioni sindacali, il terzo settore, il sistema finanziario, le fondazioni di origine bancaria, l’Università di Bologna, decida di convergere in modo più adeguato e proficuo trovando quelle strade che siano in grado con un tempo sufficiente di affrontare strutturalmente il problema”, conclude.
La campagna di diffusione è già partita con il lancio del sito ufficiale Progettoversocasa.it e proseguirà attraverso eventi pubblici, incontri territoriali e assemblee aperte ai cittadini. Sono stati realizzati anche alcuni video trailer, costruiti attorno al claim ‘Non è mai come te lo aspetti’, realizzati dal fotografo e storyteller bolognese Rodolfo Giuliani.




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