lunedì 15 Giugno 2026

Il futuro dell’Europa e il fenomeno populista: grande successo per le quattro tappe venete dell’ultimo libro di Camille Chenaux

Verona, Treviso, Padova e Vicenza. Quattro giorni, quattro tappe e un unico filo conduttore: animare il dibattito sul futuro dell’Europa e sul fenomeno populista

ROMA – Verona, Treviso, Padova e Vicenza. Quattro giorni, quattro tappe e un unico filo conduttore: animare il dibattito sul futuro dell’Europa e sul fenomeno populista.

Il nuovo libro di Camille Chenaux, “Crisi dello Stato-nazione e populismi europei: il caso di Italia e Germania” (Carocci, 2025), è stato al centro, appunto, di un poker di appuntamenti in Veneto, dal 4 al 7 maggio scorso. Il VeneTour ha portato l’autrice – ricercatrice e analista politica specializzata nei fenomeni populisti europei, responsabile dell’Area Sport e co-Responsabile dell’Area Politica Estera per Rome Diplomacy – in quattro incontri intensi, che hanno visto la partecipazione di istituzioni, accademici, rappresentanti politici e società civile.

Il tour trae origine dalla consegna di una copia del volume a Giorgio Anselmi, già Presidente del Movimento Federalista Europeo (MfE), in occasione del convegno “Il federalismo per la pace, la democrazia e l’uguaglianza” alla Fondazione Primoli a Roma l’11 novembre scorso — evento al quale era presente anche Mario Draghi. Da quell’incontro è nata una stretta collaborazione professionale tra Anselmi e Chenaux, sfociata poi nell’organizzazione e nella realizzazione del VeneTour.

Il tour è partito il 4 maggio da Verona, nell’ambito del Festival di Verona. All’interno della Società Letteraria, a pochi passi dall’Arena, l’autrice e Giorgio Anselmi hanno dibattuto con il Prof. Luca Mori, professore associato di Sociologia Generale, e Giacomo Cona, Consigliere comunale con delega alle Politiche Comunitarie, su astensionismo e nuovo ordine mondiale, per finire al ruolo del politico nell’era contemporanea.

Villorba, in provincia di Treviso, ha invece ospitato la seconda tappa, martedì 5 maggio. All’interno della libreria Lovat, l’autrice ha dialogato con Franco Lorenzo, ex sindacalista CISL Veneto e attuale Presidente MfE Veneto. Anche in questo caso, sala gremita e grande partecipazione di pubblico su temi quali la sfiducia degli elettori verso la politica e le possibili soluzioni a questo fenomeno di disaffezione.
Il giorno successivo, invece, a Padova la Chenaux ha dialogato con Anna Lucia Pizzati, responsabile della sezione padovana del MfE, presso il prestigioso, Centro Culturale Altinate-San Gaetano. Al centro della discussione, il ruolo degli Stati Uniti nello scenario internazionale attuale, le prospettive della relazione transatlantica tra Europa e America in una nuova era geopolitica, e le implicazioni del populismo europeo sul futuro dell’Unione.

Tappa conclusiva di questa serie di presentazioni di “Crisi dello Stato-nazione e populismi europei: il caso di Italia e Germania” è stata Vicenza. Qui, presso l’Antico Caffè Nazionale, l’autrice ha partecipato a un dibattito coordinato da Enrico Peroni, responsabile MfE della sezione vicentina e segretario provinciale del PD per due mandati tra il 2010 e il 2018. Al suo fianco, tre professioniste ed ex amministratrici locali: Monica De Bortoli, Francesca Lomastro e Caterina Soprana. Un pubblico più giovane rispetto alle tappe precedenti ha orientato il dibattito verso le prospettive future: come costruire quella “narrativa emotiva europea”, assente dal 1989, che la Chenaux individua nel proprio volume come condizione necessaria per riavvicinare i cittadini alle istituzioni.

Il VeneTour ha rappresentato, per Camille Chenaux, un’occasione concreta per seminare consapevolezza sul momento politico e geopolitico in atto, affrontando il fenomeno populista non in chiave ideologica, ma come oggetto di analisi critica. “Comprendere le radici di questo fenomeno – sostiene – è la condizione indispensabile per ridefinire il paradigma dei partiti tradizionali e arginare la progressiva disaffezione dei cittadini nei confronti della politica. I riscontri raccolti nei quattro incontri veneti hanno costituito – prosegue – un primo passo nel tentativo di colmare il divario tra dimensione micro e macro della partecipazione democratica”.

Leggi anche