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L’Inps e le lezioni della pandemia: fare rete e innovare

L'Inps ripercorre il proprio impegno nell'assistenza ai cittadini e lo fa a Bergamo, città 'martire' del covid

BERGAMO – Una tavola rotonda per fare un bilancio a due anni dall’inizio della pandemia e guardare al futuro. L’Inps ripercorre il proprio impegno nell’assistenza ai cittadini e lo fa a Bergamo, città ‘martire’ del covid, nel giorno in cui inaugura il proprio centro di medicina legale alla memoria di Rosario Lupo, medico dell’Istituto deceduto per covid il 23 marzo 2020. L’occasione è stata il convegno, dal titolo ‘Le istituzioni al servizio del cittadino e delle imprese nella gestione sanitaria‘.

Per il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, sono due le principali lezioni apprese dall’istituto in questi due anni di pandemia. Da un lato, “l’accelerazione nei processi di digitalizzazione e innovazione tecnologica” che ha portato l’ente di previdenza ad incrementare “del 25% i fondi dedicati all’innovazione e all’informatica”, oltre al lancio di “un grande piano strategico di trasformazione tecnica per trasformare le nostre prestazioni, renderle sempre più semplificate e accessibili a tutti”. Dall’altro lato, il presidente dell’Inps sottolinea che la quantità senza precedenti di contributi erogati ha messo in luce come “l’Inps sia stato fondamentale nel creare una rete, insieme ad altri soggetti pubblici”, che ha permesso di mettere in campo “una protezione sociale che è stata necessaria e senza la quale avremmo avuto molti altri problemi”.

E sul concetto di ‘fare rete’ torna anche il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori: “A livello territoriale abbiamo costruito in quelle settimane una rete che ha funzionato bene. Tra ats ospedali pubblici e privati, medici di famiglia, istituzioni, terzo settore e forze dell’ordine, abbiamo costruito una rete di welfare comunitario territoriale che è stata la nostra forza. Noi siamo più forti se abbiamo la capacità di pensare il welfare non come somma di servizi erogati da soggetti pubblici, ma come una rete connessa di forze pubbliche e private che comprende anche la forza del volontariato”.

Daniela Cutugno, direttore provinciale Inps di Bergamo, sottolinea invece come “la drammaticità del momento ha permesso di superare i confini della struttura dell’agenzia. Abbiamo visto la nascita di ulteriori risorse organizzative, impensabili fini a poco prima. Tutto il personale ha dimostrato disponibilità e adattabilità. Abbiamo imparato a comunicare in maniera diversa e rendere servizi alla cittadinanza anche grazie alla tecnologia. Con il lavoro agile siamo stati più efficaci nell’erogare le prestazioni, il tutto nonostante la scarsità di risorse”.

Ed è proprio in Lombardia, epicentro della pandemia, che l’Inps ha dimostrato di avere “un ruolo nevralgico per le aziende, gli operai, i dipendenti e i soggetti disagiati”, dice Giovanni Di Monde, direttore regionale Inps Lombardia. “L’istituto ha erogato in termini di prestazioni nel 2020 oltre un miliardo e 2 milioni di ore di cassa integrazione guadagni, pari a quanto hanno corrisposto regioni come Veneto, Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte messi insieme, con una tempistica di 26 giorni medi lavorativi, dimostrando quindi una grande dedizione al lavoro da parte dei colleghi e svolgendo un ruolo fondamentale per il paese in questa fase”.

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2022-05-19T19:07:08+02:00