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Lombardi: “Le alternative all’inceneritore esistono, ecco quali sono”

Intervista all'assessora regionale alla Transizione ecologica e digitale, esponente di punta del M5S nel Lazio: "Puntare su ossicombustione e pirolisi. Il tema rifiuti sarà un banco di prova dell'alleanza con il Pd"

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ROMA – La costruzione o meno dell’inceneritore di Roma è un “banco di prova” che misurerà la “effettiva consistenza” della coalizione tra Pd e M5S. L’assessora della Regione Lazio alla Transizione ecologica e digitale, Roberta Lombardi, tra i massimi esponenti pentastellati del Lazio, nel corso di un’intervista all’agenzia Dire ha spiegato come la vicenda di questo discusso impianto rischia di pesare sulla prosecuzione del cammino politico comune tra dem e grillini, soprattutto in vista delle prossime elezioni regionali.

“Dopo l’annuncio estemporaneo, e non comunicato preventivamente, dell’inceneritore non abbiamo voluto arroccarci su delle posizioni ma continuare a lavorare – ha detto Lombardi – Gualtieri è stato molto aperto, ci siamo incontrati diverse volte, e c’è la disponibilità a lavorare su due ordini di grandezza: vedere tutto il sistema di raccolta differenziata a Roma e l’impiantisca per inviare tutto il materiale raccolto in questo modo alle filiere del riciclo, portando la differenziata alla percentuale più alta possibile riducendo l’indifferenziato. Poi, individuare insieme le migliori tecnologie sia per dimensionamento, tempi e impatto di emissioni e residui di processo”.

“INCENERITORE NON SI FARÀ NÉ NEL 2025 NÉ NEL 2026

L’inceneritore di Roma non sarà pronto per il Giubileo e nemmeno per il 2026. Ne è sicura Roberta Lombardi. “Nel 2026 questo impianto non sarà mai aperto e tantomeno nel 2025. Perché è vero che è stata pubblicata la norma (il dl Aiuti, ndr) che dà ‘superpoteri’ al sindaco di Roma ma questi possono essere applicati per la parte relativa alla realizzazione dell’opera, derogando al Codice degli appalti. Tuttavia non possono essere derogati i tempi che l’Europa impone sulle autorizzazioni ambientali: un piano rifiuti ancora non esiste“.

“Ho trovato assolutamenmte velleitario che si indicasse il termine del 2025 o 2026 e si agganciasse il tema dei rifiuti al Giubileo – ha aggiunto Lombardi – Perché questi tempi non coincideranno“. Nel piano illustrato dall’amministrazione capitolina in sede di Consiglio straordinario sui rifiuti si parlava dell’entrata in funzione dell’inceneritore da 600mila tonnellate nel 2026 e del termotrattamento in quell’impianto del 43% dei rifiuti urbani, cioè la parte eccedente la quota di raccolta differenziata (57%) che Roma conta di conseguire a quella data.

Una quantità che si avvicina più a un rifiuto talquale che a quel secco residuo per il quale l’Europa ammette l’incenerimento per evitare o ridurre al massimo il ricorso alla discarica. “Ci stiamo muovendo a livello europeo e preparando una serie di interrogazioni – ha spiegato Lombardi – nell’ottica dell’attuale normativa e dei nuovi orientamenti, come il sistema di pagamento di crediti per le emissioni in capo ai nuovi inceneritori, e nella consapevolezza che i tempi che che ci sono stati dati non sono quelli di effettiva realizzazione dell’impianto”.

“SE L’INCENERITORE RESTA, DECISIONE ANCHE CON ISCRITTI M5S”

Se alla termine del lungo e costruttivo dialogo in corso col sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, l’inceneritore, magari con una taglia più piccola di quella di 600mila tonnellate prevista attualmente, dovesse restare in campo, il Movimento 5 Stelle romperebbe l’alleanza col centrosinistra nel Lazio? “Sarà una decisione che come 5 Stelle prenderemo tutti insieme, magari anche insieme agli iscritti”, ha risposto l’assessora regionale alla Transizione ecologica, Roberta Lombardi, nel corso di un’intervista all’agenzia Dire.

L’ex presidente dei deputati pentastellati nella scorsa legislatura ha sottolineato: “Abbiamo detto sì ai poteri speciali (a Gualtieri, ndr) nonostante ci siano una serie di rilievi di tipo costituzionale su cui mi sono interrogata: ad esempio i conflitti di attribuzione tra potere centrale e la Regione, che i suoi compiti a casa li ha fatti, cioè il piano dei rifiuti, e ha detto no agli inceneritori”. Ciò nonostante il M5S, come anticipato dal leader Giuseppe Conte, presenterà emendamenti in sede di conversione alle camere del dl Aiuti “per ricondurre quei poteri speciali all’interno di quell’impianstistica che l’Europa inserisce nella tassonomia verde, il che esclude gli inceneritori”.

L’ALLEANZA CON IL PD TRA PRESENTE E FUTURO

Questo percorso “ci darà la misura dell’effettiva consistenza di quella coalizione allargata in cui vogliamo continuare a essere protagonisti e non succubi o compagni occasionali perché c’è un’elezione – ha rimarcato Lombardi – Pari dignità e visione comune. Vedremo se questo tema sarà gestito da ambo le parti con l’intelligenza di volere portare il migliore risultato per la città”. Poco più di un anno fa la giunta Zingaretti aprì le proprie porte all’ingresso dei 5 Stelle pur “non avendo bisogno dei numeri del M5S per governare – ha ricordato Lombardi – Ha fatto un investimento per la prossima legislatura. Perché si era creata una collaborazine sui temi molto simile che fa ben sperare che si possa andare insieme anche alle prossime elezioni. Non nascondo che il tema dell’inceneritore di Roma qualche sobbalzo lo ha creato, perché noi non siamo per un ecologismo di facciata“.

“Questo – secondo Lombardi – è un momento storico irripetibile anche per le risorse economiche che stanno arrivando. Quindi adesso, se c’è volontà politica, è il momento di ingranare la marcia verso i temi della transizione ecologica e di passare all’economia circolare. È ovvio che se il Pd fa delle scelte, in una reltà importante come Roma, che lo portano a scontentare tutte le forze politiche della sua coalzione a livello comunale e regionale, facendo invece gioire su quei temi le forze del centrodestra, un momento di interrogazione sul percorso che stiamo facendo me lo pongo”. Un interrogativo che Lombardi ha posto “a tutti i miei colleghi delle forze politiche. Per questo si sta cercando di capire se su questo tema, che è un banco di prova, c’è una comunanza di visioni e impegno per realizzarle oppure se è una convenienza elettorale. A noi le convenienze elettorali non interessano e lo abbiamo dimostrato pagandone anche il prezzo elettorale, ad esempio rispetto a quanto accaduto al Governo”.

LE ALTERNATIVE ALL’INCENERITORE

Ossicombustione e pirolisi. Per Roberta Lombardi sono le tecnologie esistenti capaci di mandare in soffitta il progetto di realizzare a Roma un inceneritore da 600mila tonnellate per chiudere il complicato ciclo dei rifiuti capitolino. L’assessora regionale alla Transizione ecologica, nel corso di un’intervista all’agenzia Dire, ha premesso che “la Danimarca (sede dell’inceneritore di Copenaghen, da molti ritenuto quello più innovativo, ndr) ha iniziato un piano di dismissione degli inceneritori. Il fatto che a Roma si sia arrivati con 20 anni di ritardo su scelte fatte 20 anni fa, quando la tecnologia migliore per chiudere il ciclo era il termovalorizzatore, dovrebbe essere uno stimolo per non procedere con la testa rivolta al passato e cercare le migliori tecnologie disponibili individuate nel 2019 dall’Europa in cui sono inserite, ad esempio, la pirolisi e l’ossicombustione dei rifiuti”.

“La differenza fondamentale” rispetto all’inceneritore “è che con queste due opzioni non c’è combustione che produce una percentuale importante di ceneri da smaltire. Che rappresentano un problema, al pari dell’emissione di CO2. A proposito della quale – ha spiegato Lombardi – è notizia di due giorni fa che, per compensare queste emissioni, chi costruirà nuovi inceneritori dovrà pagare una quota di crediti per ciò che emette. Quindi per avere un conto economico in equilibrio dovrà aumentare l’immondizia da bruciare. Alla faccia del recupero di materia, che è il principio cardine dell’economia circolare”.

Pertanto, ha osservato l’assessora regionale alla Transizione ecologica e digitale, “non siamo noi ‘ambientalisti col pregiudizio’ ma è l’Europa che dice di non finanziare questo tipo di impianti e che ci sono tecnologie codificate come migliori e che non emettono CO2. Perché, nei processi che citavo (ossicombustione e pirolisi, ndr), l’anidrida carbonica viene trasformata in forma liquida e poi inserita nelle filiere produttive che la riutilizzano. Ad esempio quella delle bevande gasate o della produzione di ghiaccio secco. Le altre materie che si ricavano sono altrettanto pure e possono essere inserite nella catena produttiva”.

Per Roma la taglia di questi impianti è troppo piccola rispetto ai grandi volumi di rifiuti indifferenziati prodotti: “Quando mi dicono che non ci sono ancora impianti di grandi dimensioni di questo genere, rispondo che sul territorio se ne deve fare più di uno in modo che siano più piccoli, meno impattanti e con tempi di autorizzazione e costruzione più brevi – ha proseguito Lombardi – Se avessimo ragionato sempre su quello che c’era non avremmo avuto alcuna invenzione. Smettiamola di guardare sempre indietro. Mi fa impazzire chi dice: ‘Non si è mai fatto’. Non siamo una forza ripiegata verso il passato. L’Europa e i fatti ci dicono che abbiamo ragione, quindi chiediamo ai nostri partner di governo regionale e nazionale di credere in questo futuro“.

Quali impianti esistono in Italia o nel mondo che usano l’ossicombustione o la pirolisi? “L’impianto di ossicombustione è una tecnologia italiana di una società che fa riferimento al gruppo Ansaldo, che da 40 anni fa anche caldaie – ha spiegato Lombardi – Una giovane chimica e un ingegnere hanno preso questa tecnologia consolidata e si sono chiesti ‘In condizione di pressione costante e inserendo ossigeno puro a una temperatura di 1.400 gradi, potremmo mettere in piedi questa tecnologia?’ La risposta è stata affermativa. Dopo le sperimentazioni il ministero e l’Europa hanno riconosciuto questa tecnologia. Sulla pirolisi, invece, sta andando un importante gruppo nazionale e internazionale e ci sono importanti industrie giapponesi che la stanno applicando. Insomma, seppure in condizioni più piccole rispetto ai volumi prospettati da Gualtieri ci sono”.

A proposito di quantità, “il sindaco di Roma ancora non ci ha fatto vedere il piano attraverso cui conta di rispettare l’obiettivo europeo del 65% di riciclo al 2035 – ha puntualizzato Lombardi -. Il resto vorrebbe buttarlo talquale nell’inceneritore, ma non è un modello che funziona. Con Gualtieri c’è l’impegno di confrontarci sulle migliori tecnologie per recuperare il più possibile. Ad esempio c’è il modello Treviso, arrivato al 90% di recupero di materia. Roma è certamente più complicata ma con la volontà politica si può arrivare a risultati migliori”.

“ALLE COMUNALI OBIETTIVO MINIMO M5S MANTENERE GUIDONIA E ARDEA”

Nell’intervista all’agenzia Dire, Roberta Lombardi ha parlato anche delle elezioni comunali in programma a giugno e che nel Lazio interesseranno i capoluoghi di Viterbo, Frosinone e Rieti. “Sicuramente il mio obiettivo minimo è mantenere i due comuni governati dal M5S col centrosinistra“, cioè Guidonia e Ardea “e ricostruire la rete di amministratori locali sul territorio”.

In tutti i più importanti confronti elettorali il Movimento andrà insieme al centrosinistra: “Non è una casualità – ha ricordato – È un percorso iniziato dopo le elezioni del 2018 quando il M5S, pur avendo vinto le elezioni, non aveva i numeri per governare da solo e quindi applicò in Italia il modello tedesco, che si basa su un confronto tra partiti su un programma, un impegno a trovare punti comuni per gli anni successivi e da lì si individua un governo. Questo processo di collaborazione tra forze politiche si è riverberato sui territori. Penso al Lazio, alla Puglia e adesso molti gruppi locali comunali hanno fatto lo stesso percorso lavorando con le forze di centrosinistra, con le quali c’è una convergenza sui programmi e affinità su certi temi. Naturalmente questo processo sta portando i gruppi ad autodeterminarsi e decidere in questa tornata elettorale di provare a presentarsi in una coalizione allargata col centrosinistra”.

Lombardi non si dà una percentuale minima di consensi che si aspetta per il M5S: “Non ho un obiettivo minimo percentuale perché siamo in una fase di organizzazione. Il nostro è un movimento di opinione che si è concretizzato dalla dimensione digitale a quella reale in maniera molto fluida e destrutturata, con una presenza territoriale spontanea. Diventando una forza politica azionista di maggioranza di tre governi e con l’ambizione di riproporsi come forza di maggioranza, bisogna strutturarsi sul territorio. Ma questo processo non è ancora avvenuto, quindi non c’è un obiettivo numerico minimo”, ha dichiarato Lombardi.

“NO AI CARTELLI ELETTORALI”

“Non siamo interessati a cartelli elettorali per vincere ma a una maggioranza di governo con una visione e obiettivi precisi”. Si intensificano sempre di più le voci di possibili passaggi al centrosinistra da parte di moderati di centrodestra in occasione delle prossime elezioni nel Lazio e Roberta Lombardi, esponente di spicco del M5S regionale nonché assessora nella giunta Zingaretti, non ha mancato di evidenziare, nel corso di un’intervista all’agenzia Dire, quanto questa prospettiva non la entusiasmi. “Per vincere non bisogna fare una maggioranza raccogliticcia – ha spiegato – Ho letto di un certo trasformismo politico dei partiti che spesso ravvisiamo. Noi sappiamo esattamente chi siamo e cosa vogliamo fare, vogliamo scegliere i nostri compagni di avventura però bisogna vedere chi sono, cosa vogliono interpretare e, nel caso di candidati, la loro storia personale. A me la convenienza elettorale non interessa, lo vediamo spesso nelle forze di centrodestra che vanno in assetto variabile a seconda dell’elezione e dell’opportunità del momento. Questo discorso non ci interessa. La storia di tutte le elezioni dice che il giorno dopo una coalizione di questo tipo si sfascia e non è utile a nessuno”.

Poi, c’è il tema Azione. Il suo leader, Carlo Calenda, non perde occasione per ribadire che non andrà mai in coalizione con i 5 Stelle. Anche se attualmente nel Lazio il suo movimento e quello pentastellato sono nella stessa maggioranza: “Noi non abbiamo mai posto veti né mai detto ‘O c’è Calenda o ci siamo noi’ – ha notato Lombardi – Ci baseremo sempre sulle idee, i programmi e le persone. Abbiamo ricevute offese gratuite, ci siamo sentiti dire ‘idioti, scemi, incompetenti’. La risposta a questa contraddizione politica dovrebbe darla Calenda”.

“NOI ALLE PRIMARIE DI CENTROSINISTRA PER LE REGIONALI? NOSTRA STRUTTURA NON COMPARABILE”

Il Movimento 5 Stelle da un anno nel Lazio è in coalizione col centrosinistra alla guida del governo regionale. Tra meno di un anno ci saranno le elezioni ed è probabile che i pentastellati continueranno con questa alleanza ma allo stesso tempo appare difficile che possano partecipare alle (altrettanto probabili) primarie di coalizione da cui scaturirà il candidato presidente del fronte progressista. È ciò che si deduce dalle parole di Roberta Lombardi, esponente di spicco del M5S regionale e assessora alla Transizione ecologica della giunta Zingaretti: “Stiamo partendo con l’organizzazione territoriale e quindi non abbiamo una struttura comparabile con le primarie di coalizione dell’eventuale campo del centrosinistra – ha detto – Ma prima di tutto bisogna sciogliere un nodo principale: siamo effettivamente sulla stessa lunghezza d’onda o stiamo cercando di spendere i soldi che arriveranno distruggendo il pianeta?“, ha concluso l’esponente pentastellata.

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2022-05-19T17:25:37+02:00

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