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Dall’apertura nel 1723 all’arrivo di Vivaldi: la Biblioteca Universitaria di Torino compie 300 anni

È stata la prima biblioteca pubblica del Regno d'Italia

TORINO – Forbici enormi e pinze piccolissime, provette, lenti di ingrandimento e pennelli di ogni dimensione. E poi sedie sistemate alla giusta altezza, tavoli da lavoro e, in fondo, il prototipo della camera di umidificazione a cui si deve il salvataggio di tantissimi volumi preziosi. È il laboratorio della restauratrice Erminia Caudana che la Biblioteca Universitaria Nazionale di Torino ha allestito con i mobili e gli oggetti originali per rendere omaggio a questa figura chiave della sua storia. È grazie a lei, infatti, che nel corso del Novecento l’Istituto librario ha recuperato gran parte del suo patrimonio devastato dall’incendio scoppiato nella notte tra il 25 e il 26 gennaio del 1904. Trentamila volumi distrutti, tantissimi altri – tra cui manoscritti rari – gravemente danneggiati dalle fiamme e dal fumo. Caudana si specializza nel recupero dei codici miniati e delle pergamene, affina le tecniche di restauro e resta a capo del laboratorio fino alla sua morte, nel 1974.

“L’allestimento del laboratorio di restauro guidato da Erminia Caudana fa parte delle celebrazioni per i trecento anni dalla fondazione della Biblioteca- spiega all’agenzia Dire Giovanni Saccani, vicedirettore della Nazionale Universitaria di Torino– Dal 2020 stiamo celebrando i nostri patrimoni e ancora ci saranno grandi mostre fino a tutto il 2023″. 

Istituita da Vittorio Amedeo II nel 1720 e inaugurata tre anni dopo nelle sale di via Po, sede della Regia Università, la Nazionale di Torino diventa la prima biblioteca pubblica del Regno d’Italia. Alla sua nascita il patrimonio è già ricchissimo, costituito dai libri del Comune, dalla raccolta della Regia Università e dai libri della corona, raccolti dai duchi di Savoia.

Il 1904 però è l’annus horribilis della Biblioteca, piegata da quell’incendio che passerà alla storia di tutto il Paese e avrà una risonanza internazionale. “Ma da quell’evento nasce una gara di solidarietà globale che coinvolge istituzioni culturali di tutto il mondo”, racconta Saccani. Da Università, Biblioteche e anche realtà private italiane e straniere partono decine di migliaia di libri alla volta di Torino. “Duemila volumi in dono all’anno, per un totale di 50mila libri, anche di grandissima importanza, regalati alla Biblioteca e provenienti da tutto il mondo”, ricorda il vicedirettore.

Grazie a questa generosità, al lavoro di restauro di Erminia Caudana e a una politica di acquisizioni che non si è mai fermata, la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino ha potuto rialzarsi in piedi e oggi possiede circa un milione e 300mila volumi, un repertorio straordinario di periodici antichi, un patrimonio di manoscritti, incunaboli, cinquecentine e seicentine di straordinario valore.

Abbandonata la sede di via Po, danneggiata dalle fiamme e ormai troppo piccola per contenere le raccolte librarie, la Biblioteca nel 1973 si trasferisce nella monumentale piazza Carlo Alberto. In un edificio moderno, che però ha conservato la sua facciata originale, trova spazio una delle Sale lettura più grandi d’Europa, con circa 60mila volumi a consultazione libera e 240 posti a sedere. E trova spazio anche tutto il materiale antico e pregiato che negli ultimi due anni ha assunto una nuova vita. “Durante il Covid la Biblioteca ha deciso di valorizzare alcuni Fondi con un progetto che si chiama ‘Le Biblioteche nella Biblioteca’, grazie a cui siamo riusciti a recuperare e mettere nel corretto stato di conservazione 11mila fascicoli e 17mila volumi antichi dal Cinquecento al Settecento, in parte legati al 1904. Per questo il sottotitolo del progetto – che vede l’esposizione di questo patrimonio – è ‘La cultura del dono'”. 

Alla Nazionale di Torino arriverà presto anche un’altra ‘Biblioteca nella Biblioteca’, quella dedicata alla regina Margherita, con “un allestimento permanente che esporrà a rotazione il patrimonio raccolto da questa straordinaria donna di cultura che ha fatto di Torino una città importantissima”. Grazie ai suoi grandi spazi e alla volontà di valorizzare il suo patrimonio, la Biblioteca negli anni ha dato vita a una attività espositiva continua che ha permesso anche, di volta in volta, lo studio di diversi autori. Come la grande mostra dedicata ai disegni di Filippo Juvarra. “Un evento che ci ha consentito di recuperare, schedare, inventariare ogni singolo disegno del grande maestro”, sottolinea il vicedirettore. 

E poi il fiore all’occhiello dell’Universitaria di Torino, a cui la Biblioteca ha dedicato una esposizione permanente: “Abbiamo il 98% dei manoscritti autografi esistenti di Antonio Vivaldi”, spiega Saccani. Un patrimonio unico al mondo, raccolto in due Fondi, arrivato all’Istituto torinese per puro caso. “Fino ad allora, si credeva che i manoscritti di Vivaldi fossero andati perduti”. I due blocchi distinti sono stati acquisiti grazie a due famiglie torinesi, entrambe colpite dal lutto di un figlio, che decidono di finanziare l’acquisto in cambio di un ex libris perenne. Nascono così le raccolta Mauro Foà – costituita da 87 manoscritti e 66 opere a stampa – e Renzo Giordano – comprendente 167 manoscritti e 145 opere a stampa. 

Senza mai interrompere i servizi bibliotecari, la Nazionale di Torino negli ultimi anni ha rinnovato le sue sale, inaugurando un nuovissimo atrio e un Auditorium, naturalmente dedicato a Vivaldi. “Anche per i prossimi lavori- dice infine Saccani- contiamo di riuscire a mantenere intatti e inalterati tutti i nostri servizi”.

Realizzato con l’agenzia di stampa DIRE, il progetto ‘Biblioteche d’Italia’ è un viaggio alla scoperta dei 46 Istituti statali italiani, scrigni di bellezza e custodi di un patrimonio documentario che ammonta a circa 40 milioni di esemplari: https://cultura.gov.it/bibliotecheditalia. Il documentario sulla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino fa parte della serie di reportage promossi dal Ministero della Cultura e disponibili sui canali social istituzionali e sul profilo Instagram @bibliotecheditalia https://www.instagram.com/p/CdvHd8UNieD/.

Il prossimo appuntamento con una nuova Biblioteca sarà giovedì 26 maggio 2022.

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2022-05-19T12:52:20+02:00

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