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Salviamo il M5S: estremo appello a Casaleggio, che però se ne frega

L'editoriale del direttore Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – Ormai il M5S è a rischio esplosione, in tanti si preparano a correre per evitare gli schizzi. Dopo che gli emissari di Vito Crimi, capo politico reggente, mandati da Casaleggio a recuperare l’elenco degli iscritti, sono stati lasciati sulla porta, umiliati e costretti a tornare a mani vuote, la partita si sposta nelle aule dei tribunali. Max Bugani, volto storico del Movimento, intervistato da Huffpost, ha lanciato l’estremo appello alla responsabilità di tutti gli attori in campo: “Io continuo a consigliare di sedersi intorno a un tavolo e deporre l’ascia di guerra”, ha detto. Dalle parti della Piattaforma Rousseau di Davide Casaleggio sono stati avvertiti strani rumori, per qualcuno simili a pernacchie, per altri a brutte parole in milanese.

“Siamo nella cacca- ammette un esponente del Movimento- qui tutto è in stallo, ora si va nei tribunali e te saluto, quando ci sarà una decisione qui ci saranno solo macerie“. Ma Conte, il nuovo leader indicato da Grillo? “Voi giornalisti lo sentite? Da queste parti non sappiamo nulla, fa qualche incontro con questo e quello, dice poco, studia il programma. Intanto Di Maio tesse la sua tela, qui dentro i suoi si dicono sicuri che dopo la bastonata che prenderemo alle prossime amministrative Conte sarà costretto a tornare dai suoi studenti, che solo Di Maio a quel punto potrà rappresentare un punto di riferimento, l’unico che potrà salvare qualcosa”. Per dire il clima.

E guarda un po’, proprio oggi Davide Casaleggio ha detto la sua, e non sembra proprio andare nella direzione di Max Bugani. Al contrario, le sue parole sono un vero e proprio coltello tra i denti, pronto per essere usato: “Rousseau diventerà una sorta di acceleratore di movimenti e di idee civiche. Non posso escludere- ha detto a Italia Oggi- che, attraverso questa architettura della partecipazione, uno o più gruppi di cittadini possano costruire nuove composizioni politiche”. Con Di Battista al comando? “Alessandro è guidato sempre dalla sua coerenza. Questo lo rende una persona credibile”, ha sentenziato il guru di Rousseau. Con buona pace di chi pensa che da quelle parti si arriverà ad un accordo.

Quanto accade nel M5S, al momento comunque prima forza politica e parlamentare, condizionerà gioco forza la politica dei prossimi mesi. Non solo le elezioni amministrative di ottobre ma, soprattutto, l’elezione del nuovo Capo dello Stato a febbraio. Tra M5S e il Pd di Enrico Letta non si è riusciti a stringere nemmeno un patto, uno, su un candidato sindaco comune. Una situazione che anche dentro al Pd sta creando molti mugugni nei confronti del nuovo segretario “che finora ha portato a casa solo il cambio dei capigruppo, ora sta cercando di trasformare Salvini, che non è un Berlusconi, nel nemico numero uno così da nascondere le nostre difficoltà”, spiega un esponente del Pd.

Oggi il presidente della Repubblica ha colto l’occasione di un incontro con gli studenti per ricordare a tutti i partiti che lui tra otto mesi lascerà il Quirinale: “sono vecchio e finalmente potrò riposarmi” ha detto. Salvini si strofina soddisfatto le mani, deve arrivare il prima possibile alle elezioni se no rischia di essere superato da Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che tutti i sondaggi danno vincente. Per questo Salvini ha già candidato il premier Mario Draghi al posto di Mattarella, ben sapendo che una volta al Colle la spinta per andare al voto il prossimo giugno sarebbe inarrestabile. Ma tutte le altre forze politiche, al contrario, hanno bisogno di tempo, di tirare a campare fino all’ultimo istante.

Per questo, anche nell’ipotesi di Draghi al Quirinale, sono già al lavoro per costruire la soluzione: un ‘Governo Ursula’ per l’ultima parte della legislatura. Ma per ottenerlo bisogna non solo ‘colpire’ Salvini e buttarlo fuori dall’esecutivo, ma pure spaccare il centrodestra tirando dentro al Governo Forza Italia. A quel punto i numeri ci sarebbero, anche senza la Lega. Ci starà il M5S? “Pur di restare fino all’ultimo in Parlamento e al Governo – risponde un ‘grillino’ – in quel momento sapremo inventare una buona scusa“.

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