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Squiseat, la start up bolognese che combatte lo spreco alimentare: ora anche con l’app

squiseat
"I clienti possono scegliere tra l'invenduto della giornata e acquistare a metà prezzo"
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di Pietro Battaglia

ROMA – Tortellini, lasagne, mortadella e crescentine fanno parte di tutti i menu dei ristoranti bolognesi. Prodotti di qualità che spesso, rimanendo invenduti, rischiano di essere gettati nel secchio dell’umido. Combattere lo spreco alimentare supportando le attività della propria città è la mission di Squiseat, start up bolognese che ha sviluppato un’app omonima disponibile su App store e su Google Play che dà la possibilità ai clienti di acquistare a metà prezzo ciò che resta invenduto a fine giornata. Sul sito della start up nata sotto le due Torri (https://www.squiseat.it/) vengono illustrate nel dettaglio le funzioni dell’app e tutte le campagne contro lo spreco alimentare perseguite dai quattro fondatori dal 2019 a oggi.

LA START UP NATA DA UN’INTUIZIONE DI QUATTRO INFORMATICI

L’idea di dare vita a una start up innovativa in grado di fornire una ricetta per combattere lo spreco alimentare nasce all’interno dell’Università di Bologna. “Nel 2019- spiega alla Dire Alberto Drusiani, ceo & co-founder di Squiseat– dopo aver conseguito la laurea triennale abbiamo partecipato allo ‘Start up-day’ dell’Università di Bologna, un evento che raccoglie le idee degli studenti con l’obiettivo di trasformarle in progetti di imprenditoria giovanile. Questo è stato il nostro trampolino di lancio che ha contribuito a sviluppare l’idea di fondare la nostra start up. Tuttavia il motivo scatenante che ci ha portato a investire sulla lotta allo spreco alimentare è stato un altro: in passato ho fatto il cameriere di catering e a fine turno ero costretto a gettare nel secchio dell’umido tutte le rimanenze. Così quattro informatici si sono messi a tavolino per sviluppare una start up e in seguito un’app per poter supportare i ristoratori e i consumatori, rendendoli così protagonisti della lotta allo spreco di cibo”.

“Nessuno di noi è mai stato imprenditore- spiega- né avevamo esperienza nel campo del marketing. L’unica nostra competenza riguardava l’ambito digitale. Inizialmente abbiamo provato a diffondere la nostra idea di start up tramite whatsapp. Ai tempi avevano soltanto un cliente, una rosticceria. In seguito ci siamo allargati, passando su Telegram, coinvolgendo in questo modo più soggetti, avendo sviluppato una chat automatica, un bot, che consentiva ai clienti di acquistare i prodotti invenduti a fine giornata dai locali aderenti alla nostra rete. La svolta è avvenuta a ottobre 2019 quando abbiamo deciso di costituire una Srl, strutturando meglio la nostra start up. Successivamente grazie a un investitore che ha creduto in noi nonostante la pandemia, a partire da settembre 2020 abbiamo iniziato a fare le cose sul serio, siglando nuovi contratti con locali bolognesi e ampliando il personale. Dai 3 locali del 2019 siamo passati ai circa 50 attuali e un mese e mezzo fa abbiamo fatto uscire l’app”.

IL CLIENTE TRAMITE APP NON COMPRA A SCATOLA CHIUSA COME SU TOO GOOD TO GO

“Ci differenziamo dal colosso ‘Too Good To Go’ dando la possibilità al cliente di selezionare tramite app il prodotto invenduto desiderato. Il consumatore non compra, dunque, a scatola chiusa. Puntiamo su una nicchia di ristoratori bolognesi che credono nella qualità dei prodotti locali”, argomenta Drusiani.

Come funziona nel dettaglio l’app che avete sviluppato? “Una volta scaricata l’app- spiega alla Dire- l’utente si geolocalizza e rintraccia i locali più vicini a lui. Successivamente potrà selezionare i prodotti in eccedenza e recarsi, all’orario desiderato e scelto tramite la piattaforma, presso il locale in cui ha effettuato l’ordine. Il ristoratore prepara il sacchetto e lo consegna al cliente all’interno della sua attività. Al momento la funzione più impiegata dal consumatore è quella dell’acquisto a metà prezzo dell’invenduto che viene ritirato a fine giornata. Stiamo, però, provando a sviluppare meglio una ulteriore possibilità: la prenotazione dell’invenduto, anche a distanza di tre giorni, a prezzo pieno. Al momento la nostra app registra 2.000 download e nelle ultime settimane abbiamo segnalato una crescita del 600% degli ordini. Si tratta di una piattaforma che viene sponsorizzata soltanto su Bologna. L’obiettivo è quello di sviluppare un marketing più pesante, lanciando in maniera ancora più efficace l’app che è stata interamente sviluppata da noi”.

I LOCALI SQUISEAT SONO PLASTIC FREE

“Chi aderisce alla nostra rete- conclude Drusiani- sposa le cause della sostenibilità ambientale. I locali che lavorano con noi non utilizzano la plastica per gli imballaggi, la maggior parte si serve di scatole di cartone o in alluminio. Il nostro obiettivo è quello di fornire ai clienti delle buste brandizzate in tessuto in modo che il consumatore possa riutilizzarle anche per acquisti successivi”.

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