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Africa, la proposta del summit di Parigi: vaccinare il 40% della popolazione con Covax

vaccino cinese
Il raddoppio della quota di sieri da destinare all'Africa è contenuta nelle conclusioni dell'incontro tra i leader di oltre 30 Paesi e i rappresentanti delle maggiori istituzioni finanziarie
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ROMA – La quota di cittadini africani che devono ricevere il vaccino contro il Covid-19 tramite il meccanismo Covax deve passare dal 20 al 40 per cento della popolazione totale. È una delle conclusioni alla quale sono giunti i leader di oltre 30 Paesi e i rappresentanti delle maggiori istituzioni finanziarie internazionali che si sono riuniti a Parigi per discutere una strategia di uscita dalla pandemia per l’Africa. A guidare i lavori è stato ieri il capo di Stato ospite, Emmanuel Macron, che nel corso della conferenza ha anche rilanciato l’impegno dei Paesi ad alto a reddito a sostenere l’iniziativa di India e Sudafrica a favore della deroga ai brevetti sulla proprietà intellettuale sui vaccini contro il nuovo coronavirus, come già annunciato dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden, a inizio mese.

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DAL SUMMIT VARIE PROPOSTE MA NESSUN IMPEGNO CONCRETO

Il presidente francese ha inoltre sottolineato la necessità di “sviluppare, attraverso finanziamenti e partnership industriali, una capacità di produzione in Africa di vaccini a base di adenovirus, proteine ricombinanti e mRna, nelle prossime settimane”. I Paesi che hanno partecipato al summit, come evidenzia il quotidiano francese Le Monde, non sono arrivati a definire impegni concreti. Tra le proposte che sono state avanzate c’è però anche quella di continuare a discutere la possibilità di portare a 100 miliardi di dollari, da 33 iniziali, i finanziamenti all’Africa nel contesto del Fondo monetario internazionale (Fmi) tramite diritti speciali di prelievo (Dsp). Con questa dicitura si intende quella componente delle riserve ufficiali dell’Fmi in valuta “liberamente utilizzabile” – che sono quattro: yen giapponese, dollaro americano, sterlina britannica ed euro – gestite dalla banche centrali dei Paesi membri e scambiabili con il pagamento di una quota d’interesse.

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