Governo delle “emergenze parallele”, la forza di Conte

L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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ROMA  – Anche alla fine degli anni 70 si viveva nell’emergenza: crisi politica ed economica, debito pubblico fuori controllo, disoccupazione alle stelle. Spuntò la strategia delle “convergenze parallele” (espressione attribuita ad Aldo Moro ma in verità coniata da Eugenio Scalfari nel 1964 su L’Espresso) che doveva prima far ‘collaborare’ e poi provare a far governare insieme forze antagoniste come la Dc e il Pci. Con un salto, arriviamo ad oggi quando, guardando a tutto lo scacchiere politico italiano, è il tempo delle “emergenze parallele” nate dal coronavirus. C’è l’emergenza del Governo Conte, domani al Senato si votano due mozioni di sfiducia contro il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. I numeri ballano, la maggioranza è avanti di poco, appesa ai 17 senatori di Italia Viva di Matteo Renzi, che sta trattando per far entrare al Governo qualcun altro dei suoi. C’è l’emergenza Conte, il presidente del Consiglio finora è stato abile a destreggiarsi tra i suoi sostenitori, trasformando la sua debolezza in vera forza. Quanto riuscirà a restare in equilibrio? In tanti, poteri forti, meno forti e deboli, vorrebbero gestire la massa di miliardi messa in movimento per il rilancio del Paese. C’è l’emergenza M5S: con l’ex capo politico Luigi Di Maio stanco di stare ai margini, che vuole riprendersi la leadership a dispetto delle tante correnti in cui si è strutturato il Movimento, per questo in continua fibrillazione. C’è l’emergenza Pd, il partito di Zingaretti, che di fatto si è assunto la responsabilità maggiore nel Governo e guarda con paura a quanto potrebbe capitare se le risorse promesse ai cittadini non arrivassero in tempo trasformando l’aspettativa in rabbia e proteste in piazza. C’è l’emergenza centrodestra, con Matteo Salvini leader della Lega in calo di consensi e Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia che invece di consensi ne ha sempre di più. Chi comanderà quando, prima o poi, arriverà l’appuntamento elettorale? Infine, c’è l’emergenza Forza Italia, che con il suo leader Silvio Berlusconi negli ultimi tempi si è smarcata dai sovranisti recuperando qualche consenso. Che farà in futuro? Giocherà più al centro, magari insieme a Matteo Renzi, per conquistare quel pacchetto di voti alla fine decisivo per far nascere ed entrare in qualsivoglia Governo? Forse è proprio dal sommarsi di tutte queste “emergenze parallele” che il presidente del Consiglio potrà trovare il tempo necessario per mettere a punto e rilanciare un ‘suo’ progetto politico, ormai urgente e necessario se non vuol rischiare di essere superato dai prossimi fatti.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 19 MAGGIO 2020

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19 Maggio 2020
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