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VIDEO | Scomparsa un anno fa a Pontecagnano, svolta nelle indagini di Marzia Capezzuti

La polizia ha fermato tre persone. Del caso si è parlato anche in una puntata di Chi l'ha visto

Pubblicato:19-04-2023 12:05
Ultimo aggiornamento:19-04-2023 19:01

MARZIA CAPEZZUTI
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NAPOLI – Tre persone sono state arrestate per la scomparsa di Marzia Capezzuti. La ragazza di 29 anni, di Milano, scomparve a Pontecagnano Faiano (Salerno) il 7 marzo del 2022, il giorno seguente avrebbe compiuto 30 anni. I destinatari del provvedimento – una donna, un uomo ed un ragazzo minorenne – sono accusati, a vario titolo, di maltrattamenti, tortura ed omicidio. Lo scorso ottobre in un casolare abbandonato nel comune di Montecorvino Pugliano furono trovati dei resti che si è ritenuto potessero appattenere alla giovane donna.

Capezzuti si era trasferita a Pontecagnano dove viveva il suo fidanzato, morto nel 2019. E nel comune del salernitano era rimasta a vivere, a casa dei familiari del suo compagno. Durante la convivenza Capezzuti sarebbe stata ripetutamente picchiata ed avrebbe subito violenze, come denunciato da alcuni cittadini. In occasione di una puntata della trasmissione televisiva Chi l’ha visto, che seguiva il caso, una persona aveva anche mostrato una foto della ragazza il cui volto era evidentemente tumefatto. Dalle indagini attorno alla sua scomparsa si è poi appurato che, pur se la ragazza non era più vista in giro, la pensione di invalidità di cui era titolare per via delle sue condizioni di fragilità risultava regolarmente incassata.

La procura di Salerno aveva da tempo aperto un’inchiesta per omicidio e occultamento di cadavere nei confronti di sette persone tra cui la sorella dell’ex fidanzato di Marzia, il compagno di lei, i loro due figli.
Le odierne ordinanze di misura cautelare, emesse dal Gip del Tribunale Ordinario e per i Minorenni di Salerno su richiesta delle rispettive Procure del capoluogo, sono state eseguite dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno.


OMICIDIO DESCRITTO IN VIDEOCHIAMATA SU INSTAGRAM

Nel quadro indiziario evidenziato nelle richieste di esecuzione della misura cautelare in carcere per Damiano Noschese, Barbara Vacchiano ed un loro figlio 15enne accusati dell’omicidio di Marzia Capezzuti, la 29enne di origine milanese scomparsa dal comune salernitano di Pontecagnano Faiano il 7 marzo del 2022, c’è anche una confessione extragiudiziale registrata in una videochiamata effettuata su Instagram tra il minore arrestato e sua sorella, Annamaria Vacchiano, durante la quale vi sarebbe stata una descrizione delle modalità dell’omicidio e del luogo in cui sarebbe avvenuto. Lo si legge nella nota dell’Arma in cui si traccia quanto riportato nelle ordinanze emesse dat Gip del Tribunale di Salerno e da quella emessa dal Gip presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno.

Nel documento si sottolinea poi come per i soli indagati maggiorenni il Gip presso il Tribunale di Salerno “ha ritenuto altresì sussistenti gravi indizi anche in ordine ai delitti di tortura, maltrattamenti, sequestro di persona, indebito utilizzo di carte di pagamento sempre in danno della Capezzuti, così come contestato dalla accusa”. Nei confronti del minore, infatti, la richiesta cautelare “allo stato riguarda la sola contestazione di omicidio ed occultamento di cadavere”.

RICOSTRUITI ULTIMI MOMENTI DELLA VITA DI MARZIA

Gli ultimi momenti della vita di Marzia sono stati ricostruiti in entrambi i provvedimenti cautelari in base agli interrogatori di diverse persone prossime al nucleo familiare Vacchiano-Noschese. Alcune di loro sarebbero state anche presenti in casa al momento del verosimile allontanamento della giovane donna: secondo quanto ritenuto dai Gip, infatti, Capezzuti sarebbe stata portata via proprio dai tre indagati dalla casa di residenza, in piena notte. Quella fra il 7 e l’8 marzo del 2022, quando Marzia avrebbe compiuto 30 anni.

LE ANALISI PER IL RICONOSCIMENTO DEL CADAVERE

Ed è proprio sulla base delle dichiarazioni acquisite nel corso delle investigazioni che si è proceduto al monitoraggio della zona di rinvenimento del cadavere che si è scoperto essere quello di Marzia Capezzuti. Il corpo è stato trovato il 25 ottobre scorso all’interno di un casolare abbandonato nell’area di Montecorvino Pugliano ed al suo riconoscimento si è arrivati attraverso l’incrocio di diversi dati.
Le analisi dattiloscopiche, ottenute comparando un frammento palmare repertato dalla Sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri di Salerno il 25 ottobre, hanno permesso di formulare “un giudizio di identità tra il palmo presente sul file DSC0/050 e il palmo della mano sinistra di Marzia Capezzuti”. Queste conclusioni, secondo i provvedimenti cautelari, risulterebbero suffragate anche da ulteriori accertamenti tecnici eseguiti su materiale biologico estrapolato da un dente rinvenuto sul pavimento in prossimità del cadavere.

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