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Myanmar, il governo ‘ombra’ all’Asean: “Non riconosca la giunta”

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Esecutivo espressione delle minoranze e deputati destituiti dai militari
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ROMA – In Myanmar il governo “ombra” costituito da parlamentari destituiti dal colpo di Stato militare, attivisti e rappresentanti delle minoranze etniche ha chiesto ai leader dell’organizzazione politica del Sud-est asiatico di avviare un dialogo e di non riconoscere l’esecutivo guidato dall’esercito. L’appello del National Unity Government (Nug), questo il nome del governo parallelo a quello golpista, fondato venerdì, arriva a meno di una settimana dal summit sulla crisi birmana dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (Asean), previsto sabato prossimo nella capitale indonesiana Jakarta.

All’incontro è atteso anche l’attuale capo del governo a guida militare del Myanmar, il comandante Min Aung Hlaing. In un’intervista con il servizio in lingua birmana dell’emittente Voice of America, il vice-ministro degli Esteri del governo “ombra”, Moe Zaw Ool, ha detto che “se l’Asean vuole contribuire a risolvere la situazione in Myanmar non otterrà nulla senza consultarsi e negoziare” con l’esecutivo di cui fa parte, che “è sostenuto dalla popolazione e ha la piena legittimità“. Il dirigente del Nug ha aggiunto che l’organizzazione regionale “non deve assolutamente riconoscere il consiglio militare”.

In Myanmar proseguono le proteste contro il golpe. In occasione delle festività per il capodanno buddista birmano, nel fine-settimana, il governo militare ha rilasciato oltre 23.000 detenuti. Tra questi però, secondo il portale indipendente Myanmar Now, ci sarebbero solo nove attivisti arrestati in relazione alle proteste.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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