Marche, presentata la proposta di legge sulla valorizzazione dei borghi storici

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Il presidente Acquaroli: “I borghi e le aree interne della nostra regione sono un patrimonio unico da rilanciare"
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ANCONA – Rivitalizzare il tessuto socio-culturale ed economico-produttivo dei borghi e dei centri storici, favorire il recupero e la riqualificazione conservativa del patrimonio edilizio, promuovere il turismo e il soggiorno in un contesto urbano di pregio a contatto con le comunità residenti. Sono queste le principali finalità della proposta di legge “Sostegno alle iniziative integrate di riqualificazione e valorizzazione dei borghi e dei centri storici delle Marche e promozione e sviluppo della rete dell’Albergo diffuso” che la giunta regionale ha recentemente approvato. Nel triennio di programmazione potrà contare su una dotazione finanziaria di 7 milioni e 800 mila euro di risorse regionali, oltre ai fondi europei per gli interventi settoriali. 

“Oggi segniamo un punto importante per la realizzazione del programma di governo della legislatura- ha affermato il presidente Francesco Acquaroli– uno dei primi obiettivi su cui ci siamo impegnati a lavorare, con la consapevolezza che i nostri borghi sono il luogo della cultura, della tradizione enogastronomica e artigianale, insomma un patrimonio unico che è stato per troppo tempo trascurato, che ha subito la carenza dei servizi e lo spopolamento e che vogliamo rilanciare. Una porzione di territorio regionale che, con questa legge, vogliamo far rinascere complessivamente, creando un grande circuito spendibile sui mercati nazionali e internazionali sia come offerta di destagionalizzazione turistica ma anche legata alle opportunità di smart working, per costruire una proposta organica che possa svilupparsi attorno a questa filiera dei Borghi, legata alle attività culturali, al commercio, alla ristorazione, all’agricoltura, ai servizi. A questo si connette anche l’altro aspetto della legge che è quello di una ricettività alternativa come l’albergo diffuso. Una proposta su cui puntiamo molto come strumento vincente per vivificare e dare impulso al turismo nelle aree interne”.      

Da segnalare  anche l’articolato sulla ‘Valorizzazione del patrimonio artistico e della cultura immateriale’ in cui è inserita la programmazione di MArCHESTORIE, Festival annuale di promozione e valorizzazione del patrimonio di tradizioni e saperi dei borghi delle Marche che è stato illustrato dall’assessore alla Cultura Giorgia Latini. “L’obiettivo- ha detto- è rilanciare i nostri meravigliosi borghi che hanno una tradizione e un’identità culturale ricchissima, mettere in risalto i nostri gioielli. Abbiamo pensato ad un Festival che rappresenta un focus della legge. Lo stesso titolo del Festival evidenzia il concetto che vogliamo trasmettere: quante storie da narrare hanno i borghi, miti, leggende, letteratura orale tramandata alle generazioni da non disperdere ma anzi da far rinascere. Su questo festival si intreccia anche un altro obiettivo, ossia l’impulso al comparto dello Spettacolo dal vivo che ha subito contraccolpi notevolissimi. I nostri artisti metteranno in scena  nuovi allestimenti dedicati ai borghi, creando quindi anche un’economia della Cultura. Vogliamo far diventare MArCHESTORIE un megafono per attrarre flussi turistici affinché diventi negli anni un brand culturale che identifichi il nostro territorio. Altro punto importante della legge la sinergia con le Diocesi per la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici e il progetto sulle residenze artistiche che- sono sicura- costituiranno uno strumento efficace , una culla ideale per vivificare i borghi nella loro vocazione storico-artistica-culturale”.

Una peculiare ratio della proposta di legge è dunque la spiccata integrazione tra misure di materie diverse, un’interdisciplinarietà cioè tra turismo, cultura, commercio, artigianato artistico, agricoltura,  mondo imprenditoriale, politiche attive del lavoro, reti telematiche fino all’edilizia per la conservazione degli immobili nei centri storici.  “Una visione olistica delle aree interne- l’ha definita il vicepresidente e assessore all’Agricoltura, al Commercio e alla Digitalizzazione, Mirco Carloni–  che per la prima volta in maniera interattiva dà un segnale forte per una governance organica di un territorio. Sono orgoglioso che a pochi mesi dall’insediamento stiamo mantenendo fede al programma elettorale. Sui borghi dobbiamo recuperare dei ritardi strutturali e la carenza di servizi, non ultima la digitalizzazione, fondamentale per rendere funzionale questa legge che si propone di riattrarre persone e giovani nei borghi. Dobbiamo costruire per i borghi, attraverso una risposta ai bisogni con politiche anticicliche un “place to be”, cioè il “posto dove stare” cioè sentirsi privilegiati a vivere in un borgo antico. Per questo dobbiamo dare garanzie a chi ci vive che vi sia sostenibilità, che non significa solo ambientale, ma anche economica, stimolando e agevolando la capacità di fare impresa in queste aree”.

Innovativo quindi anche l’impianto legislativo, che conta 17 articoli tra i quali quelli dedicati all’ Albergo diffuso, cioè quelle strutture ricettive alberghiere aperte al pubblico, che forniscono alloggio in due o più stabili separati, purché ubicati nel perimetro dello stesso borgo storico e centro storico, in cui possono essere dislocate le sale di uso comune e gli altri servizi accessori generali; alla promozione del marchio unico con l’assegnazione di un “logo distintivo” per l’albergo diffuso. Al Capo III della legge gli articoli, tra gli altri, dedicati al progetto “Borgo accogliente”, recupero e riqualificazione dei borghi storici e dei centri storici, interventi per lo sviluppo di piccole imprese commerciali e produttive,  per l’artigianato artistico, tipico e tradizionale e le professioni.

Il nuovo strumento legislativo prevede anche la promozione e vendita dei prodotti provenienti da filiera corta o a chilometro utile: allo scopo di accrescere la sostenibilità ambientale del consumo dei prodotti agricoli e alimentari, i produttori locali possono promuovere, anche in forma associata, il consumo e la commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta e dei prodotti agricoli e alimentari a chilometro utile.

Sul tema del lavoro e occupazione e creazione d’impresa la legge prevede di favorire l’occupazione dei giovani, delle persone in cerca di lavoro e inattive, compresi i disoccupati di lunga durata e le persone che si trovano ai margini del mercato del lavoro, residenti nei borghi storici, promuove interventi mirati.

Infine la digitalizzazione dei borghi con interventi di sviluppo del borgo e il centro storico digitale diffuso anche mediante forme di collaborazione pubblico-privato e l’infrastrutturazione digitale degli edifici del Borgo e centro storico.

In dettaglio le modalità di realizzazione e svolgimento del Festival MarCHESTORIE:

L’adesione da parte dei Comuni a questa prima edizione parte da oggi e scadrà il prossimo 21 maggio. Una Festa che si articolerà – nella sua prima edizione – in almeno 20 borghi, quattro per ognuna delle province che compongono la regione e che, tra il 2 e il 19 settembre 2021, vedrà i piccoli centri del cratere, della dorsale appenninica e della costa animarsi dal giovedì alla domenica con una offerta continua che tra le 18 e le 24 vedrà il prodursi di uno spettacolo a ripetizione (2 repliche a serata, per 3 giorni complessivi), ma anche l’apertura di chiese e palazzi, negozi e ristoranti, teatri, musei e biblioteche. I Comuni fino a 5.000 abitanti, nonché i nuclei storici di particolare rilievo, possono partecipare al progetto MArCHESTORIE sui racconti e tradizioni dei borghi, proponendo un evento spettacolare con forme di intrattenimento collaterali con le quali valorizzare i diversi aspetti della vita e della storia dei borghi, attraverso visite guidate, mostre, esposizioni, dimostrazioni, ricostruzioni in costume, degustazioni e offerte di prodotti tipici, tanto in ambito enogastronomico che in quello artigianale, assieme all’insostituibile tradizione immateriale del racconto, vero cuore della manifestazione.

Con questa manifestazione, infatti, si intende rendere tangibile l’enorme patrimonio di cultura immateriale attraverso un corposo lavoro di ricerca, tradotto in forme ed eventi vicini alle persone, facili da fruire, pur nel loro rigore storico, con eventi di spettacolo ed altre forme di espressione artistica.  Il progetto rappresenta anche un’occasione di studio, ricerca, valorizzazione di musica popolare, che vede nella regione molte importanti espressioni di tradizione locale apprezzate in tutto il mondo. Ciò comporterà un riscontro anche turistico per visitatori che vorranno scoprire e conoscere le bellezze dell’entroterra, le tradizioni locali comprese quelle legate all’enogastronomia. Ogni anno sarà scelto un tema diverso e il festival coinvolgerà molteplici comuni dando vita a spettacoli e manifestazioni di diversa natura. Saranno coinvolti vari soggetti pubblici e privati, dai Comuni, alle proloco, agli istituti culturali, alle scuole, associazioni private, compagnie teatrali, musicisti ed altri professionisti che operano nel settore culturale, nonché le strutture economiche, le imprese, gli artigiani, gli operatori del terzo settore e le attività di varia natura. La Regione si occuperà della promozione generale del progetto MArCHESTORIE, avvalendosi da un lato del supporto organizzativo dell’AMAT e dall’altra dell’esperienza e professionalità della Fondazione Marche Cultura soprattutto per la comunicazione e il branding.

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