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Superlega? No, ma è una sottrazione che moltiplicherà il valore del calcio

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Quella della Superlega non è la strada giusta, ma di buono bisogna prendere l’inversione di tendenza: non si ottengono più soldi per il calcio moltiplicando le partite e le squadre...
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ROMA – Più spettacolo non significa più partite. È la nuova consapevolezza dei grandi del calcio. È quello che racconta la vicenda della Superlega, con i top club d’Europa (tra cui Juve, Inter e Milan) che vorrebbero staccarsi dalle competizioni Uefa per creare una loro Coppa, fatta solo di sfide tra squadre blasonate.

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Una formula che garantirebbe introiti miliardari, soprattutto dai diritti televisivi. Questa strada, che passerebbe per uno strappo con Fifa e Uefa, ma che non vedrebbe d’accordo nemmeno società fondamentali al raggiungimento dell’obiettivo come Bayern Monaco e Psg, non è quella giusta. Di buono, però, bisogna prendere l’inversione di tendenza: non si ottengono più soldi per il calcio moltiplicando le partite e le squadre come fatto finora… Finalmente la parola d’ordine è meno. Per avere di più. Basta con una Champions League a 32 club, numero addirittura maggiore prendendo in considerazione tutti i partecipanti ai tre turni preliminari, basta con una Europa League con nomi sconosciuti, ma basta anche con una serie A a 20 squadre. Avere moltiplicato non ha moltiplicato gli incassi, perché ha impoverito lo spettacolo del calcio. Si può tornare indietro, e si può fare d’accordo con la Uefa perché tutti hanno capito che allargare la platea non rende. La prima Coppa dei Campioni era a 16 squadre, con tanto di inviti…

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