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Al San Camillo di Roma visite gratuite per l’Open Day di Senologia VIDEO

Testimonial Roberta Manfredi: "Non abbiate paura, fate prevenzione"
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ROMA   – Porte aperte oggi e domani all’ospedale San Camillo di Roma che promuove la prevenzione tra le donne con visite gratuite al seno.

Un invito allargato ad amiche, sorelle, colleghe e conoscenti ad andare presso il Padiglione Busi (al primo piano della struttura) per incontrare medici, tecnici ed infermieri della ‘Breast Unit’ che ogni giorno si prendono cura a 360 gradi della salute delle donne colpite dal tumore al seno.

Ma anche un’occasione per superare insieme paure e timori, parlare di prevenzione, diagnosi e cura e, se necessario, accedere ad una visita senologia e alla mammografia.

L’iniziativa rientra in quelle previste nell’ambito della Settimana della salute femminile promossa da Onda (Osservatorio nazionale della salute della donna).


“Queste giornate di prevenzione consistono nell’offrire mammografie, ecografie e visite senologiche gratuite a donne tra i 40 e i 50 anni- ha spiegato all’agenzia Dire la dottoressa Francesca Svegliati, responsabile della ‘Breast Unit’ senologia del San Camillo (nel video)-. Abbiamo scelto questo target di donne, che non abbiano già svolto esami di prevenzione radiologica, per invitarle a prendersi cura di se stesse e ad accedere ad una prevenzione che è importantissima per la diagnosi precoce delle neoplasie della mammella, quindi per la cura di malattie del genere. Questa è una patologia molto frequente che colpisce una donna su 9 nel corso della vita ed è importante fare tutti i passi necessari per poterla prevenire”.

Qual è stata finora la risposta delle donne? “Abbiamo dedicato a questa iniziativa due giornate- ha risposto Svegliati- e abbiamo esaurito tutte le disponibilità di appuntamenti, che sono 100 tra oggi e domani”.

Testimonial dell’appuntamento l’attrice Roberta Manfredi, accompagnata dalla mamma, Erminia Ferrari (rispettivamente figlia e moglie dell’attore Nino Manfredi)


La testimonianza di Roberta

“Oggi sono al San Camillo perché nel 2011 ho avuto la diagnosi di un tumore al seno e da allora mi seguono qui, in questo reparto meraviglioso diretto dalla dottoressa Svegliati- ha raccontato Roberta- che mi ha accolto e sostenuto, e dove io faccio i controlli in totale serenità. Un reparto di eccellenza, questo, dove c’è uno staff di professionisti che ti seguono con il follow up e con uno psicologo che ti supporta, perché è anche molto importante saper gestire le emozioni e riuscire a superare le paure durante esperienze di malattia”.

Questo è “il contesto giusto perché qui vieni accompagnata da tante competenze che ti aiutano ad attraversare il tunnel al termine del quale c’è sempre la luce. Bisogna sempre rimanere positivi, essere guerrieri e affrontare la malattia come un segnale del corpo, capire perché ci siamo ammalati, rivedere cosa c’è da cambiare nella nostra vita e continuare a lottare”.

Erminia: “La vita? Bisogna conoscerla”

Secondo Erminia, infatti, lo abbiamo disimparato “ma la vita è lotta e conquista. Io sono paziente da una vita- ha detto- sono nata con una malformazione allo stomaco e per quattro anni ho mangiato solo patate, perché solo quelle mi erano concesse. Poi via via ho imparato a gestire la sofferenza. Ma curarsi è importante anche perché in questo modo si fa del bene portando la propria esperienza al servizio degli altri”.

La vita “non è una ‘farfallina amorosa che gira da fiore in fiore’, ma bisogna conoscerla. Io per esempio sono in esercizio continuo e per arrivare a 85 anni ho dovuto costruire il mio scheletro, che pure ha la sua importanza: per questo nuoto un’ora al giorno con la consapevolezza di aiutare me ma anche i miei figli, nel senso di non essere un peso per loro. Bisogna quindi avere una visione positiva della vita”.

“La sofferenza è un’opportunità di crescita”

La sofferenza, per Roberta, deve essere “un’opportunità di crescita e durante la malattia c’è bisogno di rimanere con la mente positiva e non avere paura- ha aggiunto ancora- perché la paura fa abbassare le difese immunitarie del corpo. Le donne spesso si mettono da parte oppure all’ultimo posto dopo figli, marito e lavoro. E invece dovrebbero mettersi al primo posto almeno per quanto riguarda la prevenzione”.

“Questa è una società aggressiva: è aggressivo il cibo, è aggressiva l’aria che respiriamo ed è aggressivo lo stress. Quindi dobbiamo affrontare la realtà e dobbiamo andarci a controllare, a curare, perché è l’unico strumento che abbiamo. E se non lo facciamo magari è troppo tardi e a quel punto gli interventi terapeutici sono più violenti. Dobbiamo e possiamo evitare tutto questo”.

Presente all’iniziativa anche il direttore generale del San Camillo, Fabrizio D’Alba. “La cosa importante di momenti come oggi- ha sottolineato- che sono sono funzionali a creare familiarità con questo tipo di temi, anche tra persone che sono fuori dai percorsi di screening, è proprio iniziare a prendere confidenza ma anche acquisire la tranquillità nei confronti del Servizio sanitario nazionale che esiste, è presente, reale, concreto ed utile. I professionisti che trovate nel nostro ospedale- ha infine detto il dg rivolgendosi alle donne presenti- sono la parte buona del Ssn e sono quelle persone che accompagneranno con professionalità chi purtroppo qui dentro avvierà un percorso di malattia”.

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