sabato 11 Luglio 2026

La merenda a scuola? Adesso la porta il rider: ma i presidi vietano il delivery

L'80% degli studenti è contrario al divieto imposto alle consegne di cibo in classe, ma esistono tre buoni motivi per lo stop. Ecco quali

ROMA – È diventato virale in questi giorni un video pubblicato sui social che svela una nuova moda sempre più in voga nelle scuole italiane: la consegna del pranzo o della merenda direttamente in classe, da parte di un rider di una delle note piattaforme del food delivery. Il panino da casa o la pizzetta presa al volo al forno prima della campanella insomma sarebbero ormai verso il “pensionamento”.

I VIDEO VIRALI SUL NUOVO TREND

Il recente divieto degli smartphone a scuola non pare aver ostacolato questo nuovo trend tra gli studenti. Ma secondo un approfondimento di skuola.net a voler mettere un freno al fenomeno ci stanno pensando i presidi. In molti istituti infatti la consegna tramite delivery è già stata severamente vietata. Eppure non mancano video su Tik tok e instagram in cui gli studenti sfacciatamente si fanno consegnare le ‘buste’ con hamburger o sushi dalle finestre della classe, bypassando l’ingresso dell’edificio. A dimostrazione di come la consegna del delivery sia ormai un’abitudine dura a morire.

L’80% DEGLI STUDENTI CONTRARI AL DIVIETO

Secondo un sondaggio realizzato da Skuola.net, a cui hanno partecipato 2.859 studenti iscritti al portale, ben 8 su 10 sono assolutamente contrari alle restrizioni imposte nelle scuole. .Eppure a spingere i dirigenti scolastici in tutto i Paese a mettere barricate alla consegna di cibo in classe, anche con sanzioni disciplinari, ci sarebbero motivazioni insindacabili relative al rispetto di normative di sicurezza, igiene e responsabilità.

TRE MOTIVI PER FERMARE IL DELIVERY AI CANCELLI

Come spiega Skuola.net c’è un problema legato agli accessi negli ambienti scolastici: far arrivare fattorini sconosciuti all’ingresso o ai cancelli dell’istituto impedisce al personale interno di tracciare chi entra e chi esce. In secondo luogo, subentra la questione della tracciabilità degli alimenti: la scuola non può assumersi la responsabilità su cibi preparati all’esterno, trasportati in condizioni non verificabili e potenzialmente rischiosi per chi soffre di allergie. Infine, c’è il fattore disturbo: il viavai di rider durante le lezioni o la ricreazione rischia di paralizzare la normale attività didattica e di sorveglianza.

Leggi anche