VIDEO | Coronavirus, in Cina si torna alla normalità: parola dello studente youtuber

Il video diario dell'italiano Alex Fabbiano racconta cosa succede oggi nel Paese asiatico
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ROMA – In molte città della Cina si registrano “zero casi da settimane” anche se probabilmente “non si tornerà davvero alla normalità completa fino a quando non sarà tornata in tutto il mondo”: parola di Alex Fabbiano, studente italiano a Shanghai, firma e volto di un video-diario su Youtube.

L’INTERVISTA

A intervistarlo mentre si trova a Shanghai è stata Margherita Bordino, giornalista specializzata in cinema e cultura, ma ai tempi del coronavirus impegnata su più fronti.

“Sì, la situazione in Cina sta migliorando giorno dopo giorno” dice Fabbiano, partito dall’Italia dopo le Superiori, ora studente di recitazione alla University of Sport. “Moltissime città registrano zero casi da settimane, c’è sempre più gente in giro e si stima che a breve tutto tornerà alla normalità; ci sono sempre più negozi che riaprono e avverto un rilassamento da parte di tutti”. 

Secondo lo studente, “probabilmente il settore del turismo continuerà a risentirne per un periodo molto più lungo”. Oggi la Cina mette in quarantena 14 giorni chiunque decida di entrare nel Paese. “Credo – sottolinea Fabbiano – che non tornerà alla normalità completa fino a quando non sarà tornata in tutto il mondo”.

Nell’intervista, corredata di link anche al diario cinese” che Fabbiano tiene su Youtube, con lezioni online, spese al supermercato o viaggi in metropolitana, c’è spazio per una domanda sulle sensazioni che si provano stando in isolamento. “Sono stato molto attento alle notizie, ero preoccupato per la situazione, però non mi sono annoiato, anzi ho cercato di guardare la parte positiva” dice Fabbiano. “Oggi grazie a internet possiamo informarci, guardare video, giocare e sviluppare business online; la nostra parte in questa lotta contro il virus è quella di stare a casa: è il nostro dovere“.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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