Coronavirus, a Napoli estubati due pazienti trattati con il Tocilizumab

Stamattina all'istituto Pascale è partita la sperimentazione clinica del farmaco anti-artrite utilizzato nel trattamento della polmonite che complica l'infezione da Covid-19
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NAPOLI – Due pazienti, positivi al nuovo coronavirus e ricoverati in rianimazione all’ospedale Cotugno di Napoli, sono stati estubati questa mattina. Entrambi sono stati trattati con il farmaco anti artrite Tocilizumab, sperimentato grazie a una collaborazione tra il Cotugno e l’istituto Pascale. Lo conferma alla Dire Vincenzo Montesarchio, direttore della Uoc di Oncologia dell’azienda ospedaliera dei Colli, che ha collaborato con l’oncologo del Pascale Paolo Ascierto per il trattamento con Tocilizumab di alcuni pazienti Covid. Attualmente sono 18 i pazienti trattati al Cotugno con il farmaco off label. Due pazienti, che avevano altre gravi patologie pregresse sono deceduti, in cinque casi si sono invece riscontrati importanti miglioramenti

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AL PASCALE DI NAPOLI INTANTO È PARTITA LA SPERIMENTAZIONE CLINICA DEL TOCILIZUMAB

È partita stamattina all’istituto Pascale di Napoli la sperimentazione clinica del Tocilizumab, il farmaco finora usato nell’artrite reumatoide e che ha dato miglioramenti nel trattamento della polmonite che complica l’infezione da Covid-19. Si lavorerà secondo il protocollo approvato da AIFA e dal comitato etico in una sinergia tra ricercatori e istituzioni di tutta Italia, passando per l’università di Modena e lo Spallanzani di Roma.
Il gruppo, coordinato dall’equipe di Franco Perrone, oncologo del Pascale come Paolo Ascierto, il primo in Italia a occuparsi del trattamento del farmaco off label per il trattamento di alcuni pazienti Covid, si muoverà su una piattaforma informatica dove vengono raccolti i dati di tutti i pazienti degli ospedali italiani che verranno trattati con il farmaco.
I centri si iscriveranno con una procedura online e potranno registrare i pazienti da trattare. Sempre tramite la piattaforma partiranno due volte al giorno gli ordini per il farmaco, che la casa farmaceutica Roche spedirà direttamente alle farmacie dei centri. Ci vorranno mediamente 24 ore per il trasporto.
“In tempi record – dice Francesco Perrone, direttore dell’unità sperimentazioni cliniche del Pascale – si è fatto un lavoro di altissima qualità metodologica. La commissione tecnico scientifica di AIFA, compulsata dal direttore generale Nicola Magrini, ha lavorato sodo sul protocollo. Ha proposto che il gruppo di ricercatori napoletani collaborasse con il gruppo emiliano, guidato da Carlo Salvarani, con il quale ho stabilito un immediato eccellente rapporto personale. E poi il comitato etico dello Spallanzani nella notte di ieri, dopo un intenso scambio di commenti e due importanti miglioramenti del protocollo stesso, lo ha approvato. Infine, i componenti del comitato indipendente di revisione, metodologi e clinici esperti, tra cui alcuni di quelli che in Lombardia stanno affrontando l’immane emergenza di questi giorni”.
Quello che ora è importante – sottolinea il direttore scientifico del Pascale, Gerardo Botti – è che il farmaco funzioni e che l’intuizione dell’equipe dei nostri ricercatori risulti valida anche alla prova di una sperimentazione prospettica importante per la condivisione con la comunità scientifica e per fare un passo avanti contro questa maledetta pandemia”. “La sinergia è la chiave. Collaboriamo tutti – chiede Attilio Bianchi, direttore generale del Pascale – ciascuno nel suo ruolo e ciascuno consapevole che e’ un anello di una catena che, siamo fiduciosi, ci porterà lontano. Mai come in questo momento ha valore quello che sosteniamo da sempre, 1+1=3”

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19 Marzo 2020
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