Coronavirus, in Abruzzo positivi in 385. L’ospedale di Pescara al collasso blocca i ricoveri da Covid-19

Verì: "Dobbiamo poter avere al piu’ presto le risorse umane"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Sono 229 gli ospedalizzati affetti da Coronvirus in Abruzzo e non 347 come detto in conferenza stampa da Alberto Albani, direttore del Pronto Soccorso di Pescara. Ma al di là della confusione sugli ospedalizzati dettata probabilmente dal continuo afflusso di dati, la crescita resta esponenziale con i soli 122 casi registrati oggi e i complessivi 385 in tutto il territorio regionale.

L’OSPEDALE DI PESCARA BLOCCA I RICOVERI PER COVID-19

Stop temporaneo dei ricoveri per i pazienti affetti da Covid-19. La richiesta arriva dall’ospedale di Pescara che, confermando l’emergenza in corso, non e’ piu’ in grado di gestire il gran numero di pazienti in arrivo. Una richiesta ufficializzata alla Regione Abruzzo. I posti letto mancano e anche il personale. L’allarme era stato lanciato questa mattina anche dall’assessore regionale alla Sanita’, Nicoletta Veri’. La Asl ha quindi chiesto una sospensione di almeno un paio di giorni per cercare di riorganizzarsi, dato che il maggior afflusso e’ proprio nel presidio della citta’. Due giorni in cui, fa sapere, i pazienti verranno dirottati in altri ospedali. Nel frattempo si sta lavorando per dimettere quanti piu’ pazienti possibile cosi’ da recuperare posti letto, con altri pazienti che proprio in queste ore si stanno trasferendo dal reparto di Medicina alle cliniche private per creare ulteriori spazi e fronteggiare l’emergenza.

TUTTI I DATI DELL’ABRUZZO

Dei ricoverati in terapia intensiva ce ne sono attualmente 47 (4 in provincia dell’Aquila, 10 in provincia di Chieti, 24 in provincia di Pescara e 9 in provincia di Teramo) con altri 181 distribuiti nei reparti degli ospedali regionali (19 in provincia dell’Aquila, 11 in provincia di Chieti, 123 in provincia di Pescara e 8 in provincia di Teramo). A questi si aggiungono i 144 in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl (2 in provincia dell’Aquila, 21 in provincia di Chieti, 74 in provincia di Pescara e 47 in provincia di Teramo). Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 11 pazienti deceduti: 2 uomini di Crecchio, un uomo e una donna di Ortona, un uomo di Pianella, una donna di Casoli, due uomini di Castiglione Messer Raimondo, un uomo di Chieti, un uomo di Città Sant’Angelo e una donna di Guglionesi, in Molise.

“Spetterà in ogni caso all’Istituto Superiore di sanità – sottolinea il servizio prevenzione e tutela della salute della Regione Abruzzo – attribuire le morti al Coronavirus, in quanto si tratta di persone già affette da patologie pregresse”. I pazienti clinicamente guariti sono sei. Sempre due, invece, quelli completamente guariti. Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 2409 test, di cui 1395 sono risultati negativi. La differenza tra il numero dei test eseguiti e gli esiti, è legato al fatto che più test vengono effettuati sullo stesso paziente. Nel totale viene considerato anche il numero degli esami presi in carico e tuttora in corso. Dei casi positivi, 25 si riferiscono alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 69 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 223 alla Asl di Pescara, dove arrivano anche i casi di fuori regione, e 68 alla Asl di Teramo.

Albero Albani, primario del Pronto Soccorso di Pescara e responsabile dell’emergenza sanitaria dell’Unita’ di Crisi creata dalla Regione Abruzzo, durante la conferenza stampa che si e’ tenuta oggi nella Sala Consiliare di Pescara e convocata dal presidente della Regione Marco Marsilio, parlando delle forniture e della rete ospedaliera organizzata per far fronte all’emergenza, ha annunciato di avere a disposizione ad oggi per il personale ospedaliero 50mila mascherine (20mila sono appena arrivate) che come tute, guanti e occhiali si stanno distribuendo nelle Asl. A scarseggiare, ha spiegato, sono le Ffp3, che “non si trovano”. Le scorte, limitate, ha comunicato, si stanno distribuendo al personale maggiormente esposto a rischi essendo queste utili soprattutto a chi compie manovre invasive sui pazienti. “E’ questo il momento di bloccare la diffusione del virus– ha aggiunto- bisogna rimanere a casa. La situazione e’ in evoluzione rapida cosi’ come e’ avvenuto nel resto del Paese ed e’ molto pesante. Non ci aspettiamo per il momento un calo, ma un aumento dei casi di positivita’. Abbiamo aumentato il numero dei tamponi che possiamo fare giornalmente con il contributo dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo. Nei prossimi giorni- ha annunciato Albani- saranno fatti a tutto il personale sanitario partendo da quelli piu’ a rischio”.

ABRUZZO, L’ASSESSORE ALLA SALUTE: “MANCA IL PERSONALE MEDICO”

L’assessore alla Sanita’ della Regione Abruzzo, Nicoletta Veri’,  si e’ definita preoccupata per la mancanza del personale medico nella Regione nel corso della conferenza stampa convocata dal presidente della Regione. La richiesta lanciata e’ “oltre la nostra regione e la nostra Italia”, ha detto Veri’, e’ rivolta al personale medico. Appello che Marsilio stesso ha lanciato a tutti gli abruzzesi nel mondo qualora i titoli di studio siano equiparati, perche’ vengano a lavorare sul territorio in questo momento di grande emergenza.

Dobbiamo poter avere al piu’ presto le risorse umane“, ha aggiunto l’assessore alla Sanita’, che ha ribadito come si sia gia’ attinto ai bandi aperti e che altro personale e’ stato reclutato con l’interruzione dell’attivita’ ambulatoriale programmata permettendo alla regione “di avere piu’ personale oltre che dispositivi messi a disposizione dalle strutture accreditate che si sono fatte carico dei casi no Covid”. L’Abruzzo, ha concluso Veri’, “ha risposto fino ad oggi in maniera fattiva e concreta. Abbiamo gestito tutti i nostri pazienti. Abbiamo garantito un alto livello di assistenza. Vedremo cosa succedera’ se supereremo il numero dei contagi che abbiamo previsto”.

REGIONE ABRUZZO: “NO A MEDICI IN LOMBARDIA, NON POSSIAMO”

“Abbiamo dovuto dire no a una richiesta del Governo di inviare qualche medico in Lombardia perche’ noi non siamo in condizioni: siamo una Regione che ha vissuto anni di commissariamento e piani di rientro che hanno bloccato il turn-over delle assunzioni”, spiega Marsilio. “Solo poche settimane fa abbiamo potuto bandire i nuovi concorsi per le assunzioni di personale nella nostra Regione- ha concluso- e assumere dove possibile medici e infermieri”. 

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

19 Marzo 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»