Coronavirus, Zaia: “Il governo non aumenta le restrizioni? Lo faccio io”

"Io sarei per chiudere dal sabato pomeriggio", e lo stop a "passeggi e corsette", spiega il governatore del Veneto
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VENEZIA – Se nelle prossime ore il governo non adottera’ misure piu’ restrittive, “mi vedo costretto ad adottare ordinanze, per quanto possano stare in piedi”. Lo afferma il governatore del Veneto Luca Zaia, oggi in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera. In particolare, le maggiori restrizioni riguardano la chiusura domenicale dei negozi, “io sarei per chiudere dal sabato pomeriggio”, e lo stop a “passeggi e corsette”, spiega Zaia chiarendo che comunque “non si tratta di una minaccia”, ma di una necessita’. 

Appena ieri lo stesso governatore chiedeva all’esecutivo di prendere provvedimenti a livello nazionale, sostenendo che le Regioni non potessero intervenire in questo senso. Ma “ieri pomeriggio il Tar della Campania si e’ espresso sull’ordinanza di De Luca e lo ha fatto non nel merito ma contro la richiesta di sospensiva. Questo vuol dire che l’ordinanza ha efficacia giuridica e che la sentenza di ieri ci ha aperto percorso per fare ordinanza”, continua Zaia. 

“Per questo e’ uscito ieri anche il collega Bonaccini”. La stretta dovra’ arrivare prima del fine settimana, per evitare che la gente esca. Quindi “se non cambia qualcosa” bisogna attendersi che l’ordinanza della Regione diventi realta’ gia domani.

A FINE MESE OVERBOOKING TERAPIA INTENSIVA

“I modelli ci dicono che i se veneti non si mettono in testa di stare a casa per fine mese abbiamo un grave, grosso, enorme rischio di andare in overbooking con le terapie intensive. Ognuno si inquieti per la misura in cui decide di inquietarsi“, afferma il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Attorno al 15 aprile “avremo il picco massimo di stress della sanita’ del Veneto, poi fino a maggio la turbolenza in volo sara’ tale che molti passeggeri diranno: ‘qua l’aereo va giu”, per darvi una suggestione. Ma l’aereo non andra’ giu’, faremo in modo di farlo atterrare nell’aeroporto che abbiamo definito”.

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