domenica 15 Marzo 2026

Bagnoli-Coroglio, ecco il piano di rigenerazione tra spiagge pubbliche e parco urbano

Il progetto di bonifica e rilancio dell’area SIN con controlli, sicurezza e partecipazione dei cittadini

ROMA – Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e commissario straordinario del Governo per la bonifica ambientale e la rigenerazione urbana dell’area di rilevante interesse nazionale (SIN) di Bagnoli-Coroglio, ha diffuso sui social una serie di materiali illustrativi sui progressi e gli obiettivi principali del programma di rigenerazione dell’ex area industriale.

UN COINVOLGIMENTO “DAL BASSO”

Il piano di riqualificazione prevede un dialogo continuativo con i cittadini attraverso aggiornamenti costanti sul sito istituzionale, i canali social e la community digitale ‘Rigenera Bagnoli Live‘. Sono inoltre previsti incontri pubblici dedicati e protocolli con la Prefettura su temi come legalità, sicurezza e clausole sociali per favorire l’occupazione locale. Questo approccio punta a garantire informazione continua e partecipazione diretta della cittadinanza alle scelte legate alla trasformazione dell’area.

SPIAGGE PUBBLICHE E UN PARCO DI 120 ETTARI

Tra gli elementi chiave del progetto figura la conferma della presenza di spiagge pubbliche e di un mare balneabile, insieme alla creazione di un grande parco urbano di circa 120 ettari, senza alcuna riduzione delle aree verdi esistenti. Le opere a mare non includono la costruzione di un porto e le strutture legate alle competizioni sportive, come l’America’s Cup, saranno temporanee e rimosse al termine dell’evento.

TRASPARENZA DEI CONTROLLI AMBIENTALI

Tutte le attività di bonifica sono accompagnate da un piano di monitoraggio ambientale approvato dal Ministero dell’Ambiente. I controlli su acqua e sedimenti saranno continui, con report mensili resi disponibili agli enti competenti e pubblicati online per assicurare trasparenza e accesso alle informazioni.

SICUREZZA DEI LAVORI E MONITORAGGI

Le operazioni nell’area SIN sono progettate per evitare qualsiasi dispersione di contaminanti, grazie all’uso di barriere fisiche, sistemi di contenimento e controlli costanti. I sedimenti dragati saranno trasferiti a terra, analizzati e trattati in impianti autorizzati. Sono previsti anche monitoraggi in tempo reale, con boe marine e soglie di allerta automatica per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

LA COLMATA “IN SICUREZZA”

Nell’ambito delle attività a mare, la colmata verrà messa in sicurezza mediante capping, una tecnica che consente di isolare i materiali senza rimuoverli quando la movimentazione comporterebbe rischi maggiori per ambiente e salute. Questo intervento è destinato a favorire, nel tempo, la progressiva balneabilità del mare adiacente e a trasformare l’area in una grande terrazza a disposizione della collettività, con un monitoraggio ambientale rafforzato.

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