ROMA – A Cortina, tra piste tirate a lucido e vetrine olimpiche, la storia più surreale non riguarda atleti o medaglie, ma I letti. Perché la cronica carenza di alloggi ha prodotto una soluzione degna della migliore commedia all’italiana: circa duecento tra poliziotti e carabinieri, abituati a sistemazioni spartane e funzionali, sono finiti ospiti di un hotel di lusso.
Succede all’Hotel Miramonti, edificio elegante incastonato a 1.224 metri di altitudine, costruito all’inizio del Novecento quando l’ospitalità aveva ancora il tempo come alleato. Colazioni orientate a est per catturare la prima luce del giorno, sale da tè e aperitivi a ovest per accompagnare il tramonto sulle Dolomiti: un’architettura pensata per godersi il paesaggio, non per fare turni di servizio.
Da quella porta girevole sono passati Clark Gable, la famiglia reale di Persia, Brigitte Bardot, Ornella Vanoni. Le camere sono grandi, con lampadari d’altri tempi, balconi affacciati sulle cime e un’atmosfera che sa di grandeur leggermente scolorita. Perché il Miramonti è sì affascinante, ma anche fermo: chiuso da tre anni per mancato adeguamento alle norme antincendio.
E qui entra in scena il genio pratico italiano. Rinunciare a una simile sistemazione? Impensabile. La soluzione è semplice: insieme a polizia e carabinieri, nell’hotel è stato alloggiato anche un plotone di vigili del fuoco. Così la sicurezza è garantita, le norme aggirate con eleganza e il problema dei posti letto risolto.







