lunedì 16 Marzo 2026

Nucleare, Russia e Cina rafforzano il sostegno a Teheran

Dall'incontro con l'Aiea alle esercitazioni congiunte

ROMA – Delegazioni di funzionari da Russia e Cina a Ginevra hanno incontrato il direttore dell’Aiea Rafael Grossi, all’indomani dei colloqui tra Iran e Stati Uniti per un accordo sul nucleare. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Irna, citando la Missione permanente della Repubblica islamica dell’Iran presso le organizzazioni internazionali. Al centro dell’incontro, “gli sviluppi sulle attività pacifiche dell’Iran sul nucleare” e uno scambio di vedute sull’agenda del prossimo Consiglio dei Governatori dell’Aiea, il secondo organo politico dell’agenzia Onu per l’energia atomica, incaricato tra le altre cose di adottare accordi di salvaguardia e definire gli standard.

All’incontro di ieri hanno partecipato anche rappresentanti del governo di Teheran, che con gli alleati russi e cinesi hanno presentato una “lettera congiunta” per ribadire “la propria linea comune” insieme alla necessità di “proseguire nella cooperazione e nel coordinamento” con l’Agenzia. L’iniziativa segue la conclusione del secondo round di colloqui tra esponenti dei governi di Iran e Stati Uniti, che si sarebbe concluso con l’impegno di stilare una bozza di accordo sul nucleare da esaminare in un futuro terzo incontro. Ieri, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha anche avuto incontro privato col direttore dell’Aiea Rafael Grossi, che si è detto disponibile a collaborare alla definizione di principi quadro entro i quali proseguire i negoziati. In questo contesto, l’amministrazione Trump resta diffidente e non sembra però disposta ad accantonare la minaccia militare se Teheran non accetterà di rivedere il proprio programma nucleare, mentre dai media statunitensi trapela che un attacco potrebbe partire già nel fine settimana.

L’osservatorio di analisi Global Surveillance scrive che la nave statunitense Gerald Ford si starebbe posizionando davanti alle coste di Israele per supportare il Paese in caso di “potenziali minacce missilistiche iraniane”. Il Washington Post invece afferma che l’aeronautica degli Stati Uniti sta spostando nel quadrante mediorientale una quantità di forze pari a quella impiegata nell’invasione dell’Iraq del 2003. Intanto, come scrive il Gulf News, navi da guerra di Russia e Cina si sarebbero aggiunte all’esercitazione militare che la marina iraniana ha avviato all’alba di martedì nello Stretto di Hormuz, poche ore prima dei colloqui di Ginevra. Tramite i media iraniani, emergono invece critiche alla condotta dell’inviato per il Medio oriente Steve Witkoff e del consigliere alla Casa Bianca Jared Kushner, che, come scrive Iran International, avrebbero lasciato “nel giro di poche ore i negoziati, nonostante l’offerta dell’Iran di proseguire i colloqui”. La testata filo-governativa Teheran Times accusa Washington di “diplomazia part-time”, aggiungendo: “Questa è la sfida nel negoziare con figure non diplomatiche”, mentre Nour News in un’editoriale respinge al mittente le accuse di “temporeggiare”: “Si applicano meglio agli Stati Uniti”.

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