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Scuola, partiti gli Stati generali: docenti e studenti a confronto

Primi tavoli di lavoro per l'iniziativa promossa dall'Unione degli studenti

Pubblicato:19-02-2022 18:07
Ultimo aggiornamento:19-02-2022 19:37

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ROMA – “Ora decidiamo noi”, c’è scritto sul grande striscione che fa da sfondo al Basket Playground di Scalo San Lorenzo, a Roma, dove questa mattina si è aperta la prima giornata di lavori degli Stati Generali della scuola, la tre giorni di eventi che si è aperta ieri pomeriggio e fino a domani farà incontrare studenti, docenti e associazioni. L’iniziativa è promossa dall’Unione degli Studenti con il supporto di ActionAid Italia, Arci, Coordinamento Nazionale Precari Scuola, Federazione Lavoratori della Conoscenza – CGIL, Legambiente, Libera Contro le Mafie, Link – coordinamento universitario, Priorità alla Scuola, Rete della Conoscenza e Sbilanciamoci. Un momento di dibattito e riflessione in cui i protagonisti del mondo scolastico potranno confrontarsi e avanzare proposte per la propria idea di istruzione.

“È fondamentale che i giovani abbiamo voce sulle decisioni che li riguardano- spiega all’agenzia Dire Corinne Reier, community engagement officer ActionAid Italia- La voce degli studenti e delle studentesse, soprattutto in questa fase pandemica, non è stata tenuta molto in considerazione. Ma hanno molto da dire: ci sono idee positive, buone pratiche e tante proposte su come innovare la scuola, renderla uno spazio inclusivo e di democrazia. Perché la scuola è e deve essere il primo presidio di democrazia, non si tratta solo di apprendere nozioni ma anche di adottare uno spirito critico e imparare a conoscere i propri doveri, rivendicare i propri diritti e mobilitarsi qualora questi diritti non vengano rispettati”.

stati generali scuola

Dal nord al sud Italia, sono arrivati a Roma circa 500 tra giovani, attivisti e professori. Divisi tra il Basket Playground e le aule della facoltà di Psicologia della ‘Sapienza’, i gruppi hanno affrontato tavoli di lavoro su accesso all’istruzione e disuguaglianze; partecipazione e rappresentanza; antifascismo e antirazzismo. E poi, nel pomeriggio, didattica e valutazione; salute e benessere psicologico; scuola e territorio. Alla fine della giornata di lavoro, i giovani si sono ritrovati nel Basket Playground che hanno simbolicamente rinominato a nome dei due studenti morti mentre stavano svolgendo esperienze di apprendistato: Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenoci. Domani sintetizzeranno le loro proposte in una plenaria a cui prenderà parte anche la sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia.

“Vogliamo ripensare un nuovo modello di scuola, perché quello attuale porta ha una serie di criticità che la pandemia ha reso ancora più evidenti: dagli spazi al malessere psicologico, dalle valutazioni al diritto allo studio- commenta Bianca Chiesa, dell’Unione degli Studenti- Il nostro ruolo è quello di lavorare con i giovani, nei territori, per ripensare la scuola e avanzare proposte e iniziative per un nuovo modello di istruzione. Vogliamo una scuola che trasformi in meglio la società“. I giovani chiedono più attenzione ai temi del cambiamento climatico e dell’orientamento, vogliono una scuola aperta, libera da stereotipi e con una didattica non più frontale ma circolare. “Occorre svecchiare la scuola, partire dal basso, dalle emozioni dei ragazzi e dai loro bisogni e soprattutto includere, per abbattere tutte le differenziazioni di ordine economico, sociale, razziale- aggiunge Giovanna Tola, docente di Lettere nell’istituto ‘Rizza’ di Siracusa’- e per farlo bisogna stringere un’alleanza con gli alunni, che non significa fare amicizia con loro ma condividere con i ragazzi idee, bisogni e principi. La scuola deve ripartire dai docenti e dagli alunni”.

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