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Ecuador, Santi (Pachakutik): “Voto falsato, marciamo fino a Quito”

Continua il conteggio per assegnare il secondo posto per il secondo turno elettorale: è testa a testa tra il centrodestra e il partito dei nativi
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Di Brando Ricci

ROMA – “Arriveremo fino alla sede centrale del Consejo Nacional Electoral, a Quito, per far capire che stiamo vigiliando sul suo lavoro. Seguiremo vie legali e pacifiche, ma lotteremo fino alla fine”. A parlare con l’agenzia Dire è Marlon Santi, il coordinatore del movimento nativo Pachakutik, sostenitore del candidato alla presidenza Yaku Perez. L’intervista si tiene al telefono, nel pieno della marcia “por la paz en democracia”. L’iniziativa è partita mercoledì ed è stata convocata da due gruppi regionali della Confederacion de Nacionalidades Indigenas del Ecuador (Conaie), la maggiore organizzazione di rappresentanza dei nativi in Ecuador, le cui istanze sono rappresentate da Pachakutik dal 2005.

Santi parla di circa “3.000 persone, esponenti dei movimenti sociali e dei popoli originari” che sono in cammino verso la capitale dalla città di Loja, il capoluogo dell’omonima provincia nel sud dell’Ecuador. Gli attivisti sono arrivati mercoledì sera nella città di Azuay, dove si sono riuniti anche con Perez. L’iniziativa, alla quale, secondo l’attivista, “numerose organizzazioni si aggiungeranno nelle prossime ore”, è stata convocata per chiedere trasparenza al Cne e il riconteggio dei voti del primo turno delle elezioni del 7 febbraio.

Le consultazioni hanno visto un agevole passaggio al secondo turno del candidato del centro-sinistra Andres Arauz, sostenuto dall’ex presidente Rafael Correa. Perez e il candidato del centro-destra Guillermo Lasso, invece, sono quasi appaiati al secondo posto. I risultati diffusi, a oggi, indicano Lasso avanti di circa 33.000 voti, solo lo 0,36 per cento delle preferenze. I primi dati preliminari avevano invece indicato un margine simile ma a favore di Perez.

Il Cne in settimana non ha approvato il riconteggio dei voti in 17 province, sulle 24 totali del Paese, suggerito dalla sua Direccion de Asesoria Juridica con un dossier realizzato dopo la richiesta formale avanzata da Perez. L’organismo ha previsto quindi di ufficializzare il risultato entro quattro giorni, mentre termina lo scrutinio delle preferenze giunte dalle circoscrizioni estere.

“Sappiamo che sono state riscontrate irregolarità in circa 6.000 verbali elettorali, soprattutto nelle province della costa” denuncia il coordinatore. “Ognuno di questi documenti fa riferimento a un numero di voti compreso tra i 250 e i 300”. Secondo Santi, è importante riaffermare la centralità del riconteggio. “La democrazia non ha funzionato in modo trasparente- dice il coordinatore- e quindi l’eventuale secondo turno manca completamente di legittimità”.

Santi, già presidente della Conaie, il più giovane nella storia dell’organizzazione, mette l’accento sull’intenzione di proseguire sulla strada legale e pacifica: “Qualora dovessero ufficializzare il passaggio di Lasso al secondo turno contesteremo i risultati in tribunale”. Il coordinatore è cresciuto politicamente con le lotte contro l’estrattivismo petrolifero nei territori della sua comunità nativa, quella dei sarayacu. Oggi evidenzia che il Pachakutik “si è affermato come la seconda forza politica del Paese” e che il movimento è atteso “da un’agenda programmatica costituita da tutte le cause più nobili dei movimenti sociali”. Tra le priorità, aggiunge Santi, c’è “una riforma del Cne”. La marcia dovrebbe raggiungere Quito e la sede del Consejo National Electoral martedì prossimo.

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