‘Tutta colpa di Freud’, il film di Genovese diventa una serie

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Protagonista, al posto di Marco Giallini, Claudio Bisio assente alla conferenza di presentazione: "Ho il Covid, ma sto bene"
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ROMA – ‘Storie di tutti i giorni’ cantava Riccardo Fogli nel 1982. Oggi quelle scene di vita quotidiana le racconta Paolo Genovese in ‘Tutta colpa di Freud‘, la serie tratta dall’omonimo film del 2014 e diretta da Rolando Ravello. Otto episodi da 45 minuti che hanno al centro il rapporto tra genitori e figli, i drammi di coppia (che sfociano, spesso, in relazioni extraconiugali), il senso dell’abbandono e di colpa, la (ri)scoperta della sessualità e la ricerca incessante dell’amore. Presentata questa mattina in occasione della conferenza stampa virtuale, la serie debutta il 26 febbraio in esclusiva su Amazon Prime Video e in autunno su Canale 5.

“Dopo il film abbiamo pensato di approfondire le storie e i personaggi che avevamo raccontato al cinema. Tre anni fa quando Mediaset era alla ricerca di un family, abbiamo presentato la nostra idea e loro hanno puntato su questo progetto”, ha detto Paolo Genovese – che ha scritto la serie insieme a Chiara Laudani e Carlo Mazzotta – durante l’incontro virtuale con la stampa. “Non ci sono io alla regia perché penso sia importante cambiare il punto di vista. E non è nemmeno un progetto autobiografico- ha continuato- perché rischierei di raccontare qualcosa di noioso. Fuggo dall’autobiografico, e poi tutto quello che ti succede finisce nelle tue storie ma c’è una rielaborazione. Ho pensato a Rolando come regista perché è estremamente capace di raccontare le relazioni umane e per un autore è stimolante vedere le sue storie raccontate da un diverso punto di vista”.

TUTTA COLPA DI FREUD’, DI COSA PARLA LA SERIE

La serie racconta le vicende di Francesco (interpretato da Claudio Bisio, assente alla conferenza per la sua positività: “Ho il Covid, ma sto bene”, ha detto su Instagram), papà single e psicanalista, e le sue tre figlie: Sara (interpretata da Caterina Shulha), Marta (interpretata da Marta Gastini) ed Emma (interpretata da Demetra Bellini). Sullo sfondo non c’è Roma, come nella pellicola, ma Milano. Il capofamiglia si destreggia tra i problemi e le ansie dei suoi pazienti, i sensi di colpa, gli attacchi di panico dovuti dall’abbandono della moglie e delle figlie, che lasciano il ‘nido’ in cui sono nate, e i rapporti sentimentali di Sara, Marta ed Emma. E per questo Francesco non fa altro che psicoanalizzarle. Se per lui le sue ‘bambine’ sono la sua “tana felice”, come dice in una scena, per loro Francesco è molto più di un padre: è un amico, un confidente e un estraneo al quale raccontare amori e momenti di infelicità con dettagli spesso imbarazzanti. Come se per un attimo non fosse il loro papà ma il loro psicanalista.

“La psicanalisi è uno strumento importante, l’ho fatta anche io. C’è bisogno di confronto e il fatto che sia un estraneo ad ascoltarti è salvifico perché non è coinvolto”, ha raccontato Claudia Pandolfi, che nella serie interpreta un medico del Pronto Soccorso che aiuta il personaggio di Bisio a riprendersi da un attacco di panico e, forse, tra i due nascerà qualcosa di speciale. Ma nei primi quattro episodi visti in anteprima a irrompere nella scena sono i rapporti sentimentali delle tre figlie di Francesco. Sara è la figlia ‘perfetta’, è prossima al matrimonio. Ma un incontro le fa riscoprire la sua sessualità. Emma è la più piccola. Ha un ambizione, diventare influencer, e fa di tutto per farsi assumere nella più importante agenzia di comunicazione di Milano con a capo Claudio Malesci, interpretato da Luca Bizzarri. Infine, c’è Marta. Ha una relazione con un professore dell’università in cui lavora, interpretato da Luca Angeletti. Lui è sposato e le racconta tante bugie: la classica dichiarazione “devi avere un po’ di pazienza, devo trovare il modo di lasciare mia moglie”, ma sappiamo tutti come va a finire. Senza dimenticare che preferisce dare merito, per un progetto che ha svolto Marta, ad un collaboratore per non fare insospettire gli altri, che potrebbero pensare che i due abbiano una relazione.

“Io ho una mia idea di femminismo, che significa lottare affinché ciascun individuo abbia i diritti che merita”, ha dichiarato Marta Gastini. Sui mancati riconoscimenti alle donne l’attrice ha detto che “piano piano ci stiamo avvicinando alla parità tra uomo e donna. In questo periodo al cinema è quasi sempre la donna al centro delle storie. La figura femminile sta arrivando, passo dopo passo, ad essere riconosciuta come quella maschile”.

‘Tutta colpa di Freud’ si presenta molto realistica – e quindi permette allo spettatore di immedesimarsi facilmente con la storia – e simpatica, soprattutto grazie alla presenza di Max Tortora, nei panni dell’amico di Francesco. L’attore romano è sempre una conferma. Se si toglie, però, quel velo di ironia dagli episodi, la verità del racconto, il carisma di Tortora e qualche passaggio della sceneggiatura che mette il pubblico davanti ad un ‘timido’ momento riflessione, cosa resta? Episodio dopo episodio, minuto dopo minuto, ci si accorge che il ritmo si muove lento. Non si ride di pancia e non si viene ‘spettinati’ dalle dinamiche familiari o di una coppia, che non funziona o che prova a ripartire. Non traspare sentimento dalla narrazione e nemmeno quel brivido dato dalla tensione di sapere ‘come andrà a finire?’. Al contrario, raffiora il ricordo del film, non di certo un capolavoro ma una pellicola ben scritta e diretta capace di smuovere una riflessione sull’essere umano, grazie anche al carisma e alla recitazione di Marco Giallini (interprete di Francesco sul grande schermo). Sulla seconda stagione Genovese non si è sbilanciato: “C’è la voglia di continuare a raccontare questa storia, ma non abbiamo pensato alla seconda stagione”, ha detto lo sceneggiatore. La serie ‘Tutta colpa di Freud’ – che vede nel cast anche Stefania Rocca, Luca Angeletti ed Herbert Ballerina – è una co-produzione RTI e Lotus Production in collaborazione con Amazon Prime Video.

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