Corinaldo, i familiari delle vittime al ministro Lamorgese: “L’8 dicembre sia giornata nazionale”

Nella discoteca di Corinaldo, ad Ancona, persero la vita 5 giovanissimi e una mamma. Oggi il ministro dell'Interno ha incontrato i familiari e annunciato un censimento di tutti i locali con le carte in regola
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ANCONA – A Corinaldo, in discoteca, nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, persero la vita cinque giovani tra i 14 e i 16 anni e una mamma 39enne. La discoteca era strapiena e si scatenò il panico a causa dell’utilizzo di una bomboletta spray. Oggi il ministro dell’Interno,  Luciana Lamorgese, ha incontrato ad Ancona i familiari delle vittime e ha ribadito loro il massimo impegno sui controlli affinchè questa tragedia “non si ripeta mai più”.  Ha annunciato anche l’avvio di un censimento- di cui si occuperà il prefetto- delle strutture dedicate al divertimento autorizzate, ordinando controlli precisi. Al ministro, da parte dei familiari e del presidente del Consiglio regionale della Marche, Antonio Mastrovincenzo, è arrivata la richiesta di istituzionalizzare per l’8 dicembre una giornata della sicurezza nelle discoteche.

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L’INCONTRO CON I FAMILIARI

Luciana Lamorgese è arrivata in Prefettura ad Ancona, intorno alle 10, accompagnata dal Capo della Polizia, Franco Gabrielli. Insieme al prefetto di Ancona, Antonio D’Acunto, ha incontrato una delegazione dei familiari di quattro delle sei vittime, avendo con loro un colloquio lontano dalle telecamere, nelle stanze della Prefettura.

Accompagnati dal presidente del consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, all’incontro erano presenti Luigina Bucci (presidente Comitato genitori unitario, Co.Ge.U), Linda Bramucci e Alessio Curi (rappresentanti dei ragazzi del Co.Ge.U), Paolo Curi (marito di Eleonora Girolimini), Cinzia Gregorini e Corrado Vitali (genitori di Benedetta Vitali), Francesco Vitali (fratello di Benedetta Vitali), Angela Tempesta e Fazio Fabini (genitori di Emma Fabini), Marta Fabini (sorella di Emma Fabini) e Maria Paola Paterniani e Giuseppe Mario Orlandi (genitori di Mattia Orlandi). Dopo l’incontro il ministro Lamorgese ha partecipato al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica con, tra gli altri, il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli.

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LAMORGESE: “NON SI RIPETA MAI PIÙ”

“Ho incontrato i genitori ed il marito delle vittime di Corinaldo ed oltre che manifestare la mia vicinanza come donna e come madre, ho voluto incontrarli come ministro dell’Interno per sentire la loro voce e per assicurare che ci sarà il massimo impegno dell’amministrazione perché i controlli vengano svolti con maggiore efficacia“, ha detto Lamorgese.

 “Ho dato indicazione al Prefetto di scrivere ai sindaci per fare un censimento di quelle che sono le strutture dedicate al divertimento autorizzate in modo che vengano fatti controlli precisi, al di là di quelle che sono le autorizzazioni, verificare come vengono date le autorizzazioni, perché quello che è successo è di una gravità indescrivibile e non si deve ripetere mai più– dice Lamorgese-. Anche se so bene che i propri figli o la propria moglie non torneranno più dai loro cari. Io ho voluto incontrarli per dare il segnale che l’amministrazione dell’Interno, per quanto di propria competenza e anche oltre, ci sarà e provvederà nei termini che ho detto”. Lamorgese ha aggiunto che sulla base di queste indicazioni “il prefetto già si muoverà oltre che fare i tavoli che già hanno avviato su questo territorio”.

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MASTROVINCENZO: CORINALDO, 8/12 SIA GIORNATA NAZIONALE

“Ho annunciato al ministro, incontrando il suo pieno consenso, che prima del termine della legislatura sarà predisposta una proposta di legge regionale ed una da sottoporre all’attenzione del Parlamento per istituire la giornata della sicurezza dei giovani nei locali pubblici, da celebrare l’8 dicembre”. Lo dice il presidente del consiglio regionale delle Marche, Antonio Mastrovincenzo, che questa mattina in Prefettura ad Ancona ha partecipato all’incontro tra il ministro Lamorgese, ed i familiari.

Già lo scorso 8 dicembre 2019, in occasione del convegno organizzato per il primo anniversario della tragedia, il ministro aveva fatto pervenire un messaggio di solidarietà esprimendo la volontà di rendere possibile questa iniziativa. “Dopo il presidente della Repubblica anche il ministro dell’Interno incontra i familiari delle vittime di Corinaldo- continua Mastrovincenzo-. La vicinanza delle istituzioni al massimo livello rafforza l’azione di sensibilizzazione e prevenzione che stiamo mettendo in atto attraverso molteplici iniziative. Il nostro intende essere un messaggio chiaro ed inequivocabile sulla strada che vogliamo percorrere affinché quanto accaduto non si debba più ripetere”.

Una volontà che secondo il presidente del consiglio regionale “trova sostanza nella costituzione di parte civile, da parte di Regione Marche e Garante dei diritti, nel processo a carico dei sei ragazzi accusati di essere i responsabili della strage, nei provvedimenti approvati dal consiglio regionale in tema di partecipazione dei giovani e di contrasto a forme di violenza, nel Codice etico per i locali pubblici e nella collaborazione alle iniziative realizzate dal Cogeu”.

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BUCCI (GENITORI): CORINALDO, ANCHE MINISTRO CHIEDE VERITÀ

“Si chiede giustizia e di capire di chi sono le responsabilità. E su questo il ministro è stata molto chiara e vicina. Anche lei si augura che vengano fuori i responsabili e che si arrivi alla verità”. Così la presidente del Co.Ge.U (Comitato genitori unitario) Luigina Bucci al termine dell’incontro di questa mattina con il ministro Lamorgese.

Oltre alla presidente erano presenti i rappresentanti più giovani del comitato ed i familiari di quattro delle sei vittime della tragedia di Corinaldo . “È stato chiesto al ministro di rendere nazionale l’evento dell’8 dicembre organizzato a Senigallia nel 2019 (giornata dedicata alle vittime di Corinaldo ad un anno dalla tragedia ndr)- continua Bucci-. Oltre che giornata regionale speriamo diventi nazionale perché è una data che riguarderà il divertimento in sicurezza di tutta l’Italia partendo dalla tragedia che abbiamo vissuto. Noi rappresentiamo una comunità ferita e lacerata da quello che è successo quella sera. Insieme a noi ci sono anche i ragazzi”.

Con il ministro Lamorgese si è anche parlato del Codice etico dell’intrattenimento elaborato dal Garante regionale dei Diritti delle Marche. “Ci siamo attivati per arrivare a un Codice etico quindi un regolamento più serio per i locali che gestiscono eventi per i minori perché non ci sono norme rivolte ai gestori di locali che organizzano questo genere di eventi– continua Bucci-. È ancora uno strumento volontario, embrionale, un punto di partenza. Ci auguriamo che invece, così come ci ha detto il ministro, venga aperto un tavolo di riflessione per dare più valore a questo Codice. Questo ci chiedono anche i ragazzi. Vogliono capire come funziona il Codice etico. Ma è solo un punto di partenza e dobbiamo dare più valore al Codice. Abbiamo riscontrato la disponibilità del ministro”.

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19 Febbraio 2020
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