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Vent’anni senza Marta Russo. Tiziana: “Ecco chi era mia sorella”

Marta, 22enne studentessa di Giurisprudenza, il 9 maggio fu ferita gravemente da un colpo di pistola nei viali dell'università La Sapienza di Roma per poi morire 5 giorni dopo
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ROMA – Per non perderla di nuovo. Può sembrare un paradosso, ma Tiziana Russo ha dovuto faticare tanto, soffrire anche di più, per ‘riprendersi’ quella sorella che per tanti anni “era diventata la sorella di tutti”. La sorella di Tiziana è Marta, quella Marta Russo che nel maggio del 1997 fu vittima di una morte assurda e allo stesso tempo uno dei primi grandi casi mediatici. Marta, 22enne studentessa di Giurisprudenza, il 9 maggio fu ferita gravemente da un colpo di pistola nei viali dell’università La Sapienza di Roma per poi morire 5 giorni dopo. Un omicidio inspiegabile, senza un apparente movente, che ha portato alla condanna di Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro, due assistenti universitari.

Giornali e televisioni hanno mostrato sempre una foto di Marta, un primo piano con un’espressione malinconica della bella 22enne

“Avevo già provato a scrivere questo libro, ma poi mi sono fermata. È un diario, ho voluto umanizzare la figura di Marta, per anni cancellata dal tamburo mediatico”. Giornali e televisioni hanno mostrato sempre una foto di Marta, un primo piano con un’espressione malinconica della bella 22enne. E dietro quella foto “c’era una ragazza, una sorella per me, una figlia, con aspirazioni e sogni. E io faccio questo con il libro: ripercorro i ricordi, dall’infanzia all’adolescenza e quanto successo in questi 20 anni”.

Tre gli anni di differenza tra Marta e Tiziana e tra le due sorelle c’era un rapporto di grande complicità

“Spesso ci scambiavamo i vestiti- ha raccontato Tiziana- Per un periodo, quando avevo io 16 anni e lei 13, eravamo distanti ma poi siamo cresciute e ci siamo avvicinate. Quel giorno lei indossava una mia camicia e i miei pantaloni”. Un rapporto forte, un dolore incredibile al punto che “era questo a frenarmi, a non permettermi di scrivere questo libro”. Quello di cui fu vittima Marta e, di riflesso, tutta la famiglia “fu un grosso caso mediatico. Il nostro dolore fu spettacolarizzato. Eravamo osservati 24 ore su 24”. Per reazione “ho cancellato il ricordo di Marta, anche come sorella. Allontanandola, non ho affrontato il lutto”.

La storia di Marta Russo viene ricordata anche per essere stato forse uno dei primi casi, se non il più eclatante, di donazione degli organi

Persa, poi allontanata, cancellata. “Fino a quella volta del viaggio in Sicilia con mia mamma. Eravamo andate a incontrare la donna a cui era stato donato il cuore di Marta”. La storia di Marta Russo, infatti, viene ricordata anche per essere stato forse uno dei primi casi, se non il più eclatante, di donazione degli organi: “Lei lo aveva già deciso, lo aveva anche scritto in un diario- spiega ancora Tiziana- In questo viaggio un giorno mi è capitato di sentire un odore, che mi ha portato indietro nel tempo, mi ha portato a un ricordo con Marta. E io avevo congelato tutto. Ho iniziato a trascrivere ricordi, più lo facevo e più venivano fuori. Non volevo riperdere i ricordi di Marta. Mi sono ripresa quella sorella che per anni è stata la sorella di tutti”.

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