Bimbo aggressivo in un asilo romano, l’esperto: “Non è un bullo”

ROMA - "Non si tratta di un bullo ma di un
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bambinoROMA – “Non si tratta di un bullo ma di un bambino aggressivo e violento, una problematica che esiste anche nei minori dai due anni in poi. Non dobbiamo meravigliarci, ma prenderne atto”. Lo dice Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva, in merito al bambino di cinque anni ritirato da una scuola romana di Torre Maura per aver tirato “pugni alla maestra, calci ai papà, morsi ai bambini – si legge in un articolo di giornale – minacce un po’ a tutti”.

Secondo il direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) è “un dato che indica il bisogno di intervenire. I compagni di scuola non possono subire i comportamenti di un bambino violento. Intervenissero i genitori o gli assistenti sociali“.

L’IdO già dal 2012 aveva constatato un aumento di aggressività nei minori, facendo partire in 9 asili nido del IV municipio di Roma, da febbraio a giugno 2012, il progetto di intervento formativo ‘Mancano gli abbracci’. Una collaborazione con i servizi di pediatria che ha coinvolto 90 educatori e 550 bambini. “Tra i minori sottratti troppo presto dal contatto materno, circa 1 bambino su 3 (il 30%) aveva mostrato comportamenti determinati da sentimenti che si possono mostrare con modalità aggressive. Per superarli- conclude Castelbianco- bisogna ripartire dal corpo e dalla relazione, perché in questo modo i piccoli potranno ritrovare la sicurezza e una relazione più accogliente”. Con ‘Mancano gli abbracci’ si è svolto un lavoro intenso sulla parte pratica della relazione, il contatto, insegnando agli educatori la tecnica del massaggio pediatrico per neonati e bambini molto piccoli che ha consentito agli educatori di rapportarsi ai bambini in modo diverso e a questi ultimi di sviluppare sentimenti di fiducia verso gli adulti.

di Rachele Bombace

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