Renzi: “Conte mi ha offerto incarichi internazionali, ma poltrone non bastano”

"E io ho detto no. Da Conte mi sarei aspettato da lei un grande sogno per il futuro del paese, un orizzonte, una visione"
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ROMA – “Chi perde oggi? Qualcuno dice Conte, Renzi, Italia Viva… Sembra che la discussione riguardi le singole persone. Noi non abbiamo perso niente, ma e’ l’Italia che sta perdendo la piu’ grande occasione”… Dice Matteo Renzi incalzando al Senato il premier Giuseppe Conte. “Le chiedo: faccia un passo in avanti, non trasformi” la crisi “solo in una mera distribuzione di incarichi. Io capisco che lei arrivi alla politica al primo incarico da premier. Le è mancata la gavetta, le battaglie vinte e perse. E lei immagina che la politica sia davvero solo l’arte – difficile – del governo. Ma in questa arte del governo non possiamo limitarci a dare una poltrona all’uno e all’altro. Lei ha dato più questa impressione. Quando sono venuto a trovarla, lei mi ha detto con grande gentilezza se ero interessato a incarichi internazionali, e io le ho detto di no”.

RENZI A CONTE: “PER NOI SERVE UN GOVERNO PIÙ FORTE

“Quando una storia volge al termine vale la pena dirsi le cose senza che rimanga niente in sospeso: noi pensiamo che il suo governo non sia il migliore del mondo”, dice Matteo Renzi prendendo la parola al Senato nella discussione sulla fiducia. Quello di Renzi e un discorso fatto “guardando negli occhi il premier”. “Pensiamo – dice il leader di Iv – che per la drammaticità della pandemia ci sia bisogno di un governo più forte”.

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RENZI A CONTE: “TORNI ALLA POLITICA, NOI SAREMO LÌ”

 “Lei ha scelto del tutto legittimamente una strategia. Ha scelto di arroccarsi. Ha detto: ‘vado in Parlamento’, ed ha scelto, signor presidente, di giocare la carta dell’attacco sull’altro in nome della irresponsabilità”, dice Matteo Renzi rivolgendosi in aula al Senato al presidente del consiglio Conte. Renzi conferma la decisione di non votare la fiducia, ma dà appuntamento a Conte a un successivo momento. “Lei può venire in Parlamento e trovare la maggioranza. Vediamo se arriverà a 161. Ci sono stati momenti in cui questa maggioranza non è stata trovata. Nel 1987, ad esempio, quando Mino Martinazzoli disse: “Non stiamo al gioco insomma…”. Io credo che la politica e altrove, e che prima o poi voi dovete tornarci. Noi vi aspetteremo lì”. Renzi chiede al premier: “Volete andare avanti con una maggioranza raccogliticcia davanti al più grande piano per il paese? Vi auguro che sia maggioranza, perché raccogliticcia lo è di sicuro. Mi auguro – conclude – che nelle prossime settimane lei metta al centro le idee e non lo scambio di poltrone, perché il paese non si merita un mercato indecoroso”. 

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