Governo, in Senato (quasi) tutti d’accordo: 158 voti per Conte

A tanto è arrivato il pallottoliere del Senato, in costante aggiornamento. Ma l'esecutivo non è ancora soddisfatto e sta provando fino all'ultimo a convincere gli indecisi
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Centocinquantotto. A tanto è arrivato il pallottoliere del Senato, in costante aggiornamento. Un numero che farebbe sorridere il governo. Ma l’esecutivo non e’ ancora soddisfatto e sta provando fino all’ultimo a convincere gli indecisi. Il ministro Federico D’Incà si porta l’ex senatore grillino Carlo Martelli alla buvette. Si fermano 10 minuti davanti alla cannella dall’acqua. Il pressing non sembra dare risultati soddisfacenti per il ministro: Martelli è visibilmente contrariato. Poco fuori, in fila per la buvette, c’è l’ex ministra Barbara Lezzi. Dietro di lei arriva Domenico Scilipoti. Lei lo saluta. “Avete 159-160 voti”, dice lui sicuro. Lezzi sorride, s’illumina tutta, incredula: “Davvero?”. “Eh, ma allora non aprite bene le orecchie- ribatte lui- dovete sentire i rumori e gli umori del Transatlantico…“. E’ un po’ (anche) la sua giornata. Di quelli che erano i responsabili e oggi si chiamano costruttori, volenterosi. Appare anche Antonio Razzi: “Sono venuto per pagare delle bollette- spiega- e per godermi un po’ lo spettacolo. Ma soprattutto perché c’è l’unico ristorante di tutta Roma dove si può magiare”. Già, perché il ristorante al pian terreno è aperto: si può comodamente mangiare al tavolo.

In Transatlantico intanto si palesa Rocco Casalino: “La fate facile…”, dice ai cronisti che contano in quanti hanno annunciato il voto favorevole: Cerno, Lonardo, De Falco. E’ qui per drammatizzare un po’ la situazione. E’ quello che fa anche Vito Crimi nei suoi colloqui privati. Serve a serrare le fila. Ma è vera la storia che Matteo Renzi avrebbe bloccato su WhatsApp il portavoce di Conte? Lo chiarisce lo stesso senatore di Rignano, che attraversa comodamente il Transatlantico. “Non l’ho mai bloccato, non è vero- precisa Renzi mostrando la chat vuota con Rocco Casalino- non ci sono messaggi perché lui li cancella sempre”. L’ex premier incrocia Maurizio Gasparri: “Grazie per attaccarmi sempre eh”. E il senatore di Fi: “Almeno così sembri di sinistra…”. Risate.

Passa la ministra Azzolina, con una mascherina nera con ‘Lucia’ ricamato sopra. Con lei ci sono i viceministri Cancelleri e Buffagni. Anche loro vanno in fila per un caffè. Ecco Di Maio, rapido si dirige verso una saletta: “Dov’è Alfonso? Dov’è Alfonso?”. Sta per iniziare una riunione dei ministri grillini, manca Bonafede.
Ancora in Transatlantico. Paolo Romani, ex Fi oggi Cambiamo: “Hanno 158 voti. Ma tanto non gli cambia nulla: 155 o 158 è la stessa cosa”. Poi si rivolge a Giuseppe Cucca, senatore di Iv: “Non fate scherzi, mi raccomando”. E lui: “Non fate scherzi voi. Insomma, quelli di Forza Italia, hai capito…”. Ancora Romani: “Mi sa che lì uno si sfila. Ma sempre 158 voti sono”.

Renzi rimette in tasca il cellulare, dopo aver mostrato la chat con Casalino. Qualcuno gli dice che il pallottoliere è salito fino a 158. Lui resta impietrito. “158 per il sì o per il no?“.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»