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Il giorno del giudizio, se passa al Senato sarà nuovo governo Conte 3

Sotto 154 voti sarà una vittoria piccola piccola, piena di incognite. Da 156 in su un primo significativo passo in avanti, verso una maggioranza più larga e un nuovo governo
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ROMA – Ancora qualche ora e si saprà. Il premier Giuseppe Conte, da stamattina, sta seguendo il dibattito al Senato che si concluderà attorno alle 20 con il voto di fiducia. Ancora adesso, dietro le quinte, si sta trattando e si tratterà fino all’ultimo minuto. Sembra ormai impossibile raggiungere quota 161, la maggioranza assoluta. Italia VIva di Renzi ha giurato che si asterrà, abbassando così il quorum e, di fatto, dando così una mano alla maggioranza. Vero che per la fiducia basta un solo voto in più ma stavolta non basta un voto in più, serve un risultato quanto più vicino a 161. In breve, sotto 154 voti sarà una vittoria piccola piccola, piena di incognite. Da 156 in su un primo significativo passo in avanti, verso una maggioranza più larga e un nuovo governo. In ogni caso, al termine delle votazioni, il premier salirà al Colle per informare il Capo dello Stato, probabile, sulle prossime mosse. Perché la porta chiusa in faccia a Matteo Renzi, soprattutto ai suoi 18 senatori, senza nuovi arrivi renderà la navigazione parlamentare, quella quotidiana, assai difficile soprattutto quando bisognerà approvare provvedimenti nelle commissioni. A quanto si apprende, una volta ottenuta la fiducia, per il premier si aprirà il secondo tempo di questa crisi politica. Sullo sfondo il Conte 3, la nascita di un nuovo governo, più forte politicamente e con un sostanzioso cambio di ministri. Non sarà facile, perché in casa M5S si teme che lo scossone faccia crollare la ritrovata unità, sempre debole. I centristi e liberali, quelli che si riconoscono nei Popolari europei – Udc e dentro Forza Italia prima di tutto- sono in attesa di segnali da parte del premier per far nascere un nuovo soggetto politico da far entrare in maggioranza e, questa la legge della politica, ricompensare con posti di governo. In questi due giorni il premier Conte, per facilitare il percorso, ha già messo sul piatto anche una nuova legge proporzionale, lasciando vuota la casella sulla percentuale dello sbarramento, al 3 o al 5 per cento? Se l’operazione riuscirà i parlamentari di Italia Viva si ritroveranno schiacciati sui banchi dell’opposizione con Salvini e Meloni. Una situazione assai difficile per molti di loro. Proprio per questo, in casa Pd, si punterà a tener ferma la barra sulla linea dura nei loro confronti, sicuri che alla fine i gruppi ‘renziani’ salteranno e in tanti torneranno a casa. Bisognerà fare presto però, e il premier Conte ha già fatto sapere che a breve riunirà tutte le forze politiche della maggioranza.

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