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A Roma su metro e bus, tra assembramenti e guasti

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Vicini, a volte accalcati, disorientati, disinformati, assembrati. Sono gli studenti, i lavoratori e i cittadini alle prese con i mezzi pubblici di Roma nel secondo giorno della parziale riapertura delle scuole superiori
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ROMA –  Vicini, a volte accalcati, disorientati, disinformati, assembrati. Sono gli studenti, i lavoratori e i cittadini alle prese con i mezzi pubblici di Roma nel secondo giorno della parziale riapertura delle scuole superiori. Dalle prime ore di questa mattina, come dimostra il video che abbiamo realizzato tra San Giovanni e Termini, molti bus sono gremiti, le stazioni delle metro sono affollate e sulle scale mobili (quelle che funzionano) i viaggiatori si stipano come sardine, senza alcuna traccia del distanziamento di sicurezza. Il viaggio dell’agenzia Dire inizia nella stazione metro di San Giovanni, capolinea della metro C, alle 7.45 circa, dove si riversa la prima ondata degli studenti che da Roma est frequentano le scuole del centro. Con loro, tanti lavoratori.

Poco dopo le 8, il primo scaglione d’ingresso in classe degli studenti si è esaurito, e nella stessa stazione, sull’altra banchina, quella della metro A, la situazione non cambia. Per cambiare linea bisogna uscire fuori, in modo da non incrociare gli altri viaggiatori. I controlli ci sono, si entra scaglionati, ma una volta saliti a bordo del treno in direzione Battistini mantenere la distanza di sicurezza è impossibile. Nessuno controlla. Sembra un giorno qualunque prima della pandemia. A rendere tutto più disagevole anche un guasto tecnico che ha costretto il personale della metro A a chiudere la stazione di Termini, come conferma anche un tweet di Atac delle 8.13. Ore 8.30 circa, da Repubblica inizia la camminata verso Piazza dei Cinquecento. Il capannello attorno alle scale di ingresso della metro A è il preludio di una giornata lunga. Sulle banchine a ridosso dell’imbocco di via Cavour aspettano diversi passeggeri. Qualcuno prova a mantenere le distanze, qualcuno non ci bada. La situazione è diversa su via Giolitti dove fanno fermata alcuni bus Atac ma anche diversi mezzi privati adibiti al servizio pubblico. Grande ricercato della mattinata, da molti passeggeri, è il ’70’, ovvero il bus che porta verso piazzale Clodio: “Nessuno ci dice niente, non c’è un cartello. Ma come si fa?”, commentano alcuni passeggeri. Davanti allo stallo di via Giolitti i bus si fermano di continuo. Ma la velocità non riesce a svuotare la banchina e così all’arrivo del ’70’, la corsa al posto sul mezzo si trasforma in una scena perfetta per far capire cosa significhi la parola ‘assembramento’. I controlli ci sono, ma la piazza è grande e il personale Atac, Polizia locale e Polizia di Stato, sono impegnati sul fronte metro A e le auto di servizio si trovano su un altro lato del gigantesco capolinea. Con buona pace dei passaggeri e dell’agognato distanziamento. 

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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