Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Bologna, i cacciatori di bici rubate: 134 ritrovate in un anno

BOLOGNA - A Bologna con i furti di bici non si scherza. Ma una speranza di riuscire a ritrovare il
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

BOLOGNA – A Bologna con i furti di bici non si scherza. Ma una speranza di riuscire a ritrovare il proprio mezzo c’è sempre e, anzi, questa circostanza si fa sempre più frequente. Almeno stando ai numeri che caratterizzano il progetto Bologna bike watch, pensato proprio per aiutare i ciclisti vittime dei ladri: a livello provinciale sono 134 le bici recuperate nel 2018. Un bel salto in avanti rispetto agli anni precedenti: 30 nel 2015, 51 nel 2016, 91 nel 2017.

Un altro pacchetto di bici recuperate si è aggiunto nelle prime settimane del 2019 e, ora come ora, il contatore presente sul sito di Bologna bike watch è a quota 323. Viaggia su cifre di ben altra dimensione il database con le bici rubate (ben 2.532), ma intanto non si può dire che il sistema non funzioni. Il meccanismo è semplice. Chi ha subito un furto può segnalarlo a Bologna bike watch allegando foto e dati della bicicletta, poi la palla passa alle reti di ‘osservatori’ coinvolti nel progetto: se una bici somigliante a una di quelle presenti nel database viene notata, il proprietario viene avvisato.

Si tratta di un progetto no profit “nato a Bologna per ritrovare biciclette rubate e per combattere i furti in modo pragmatico e scientifico”, spiegano i promotori sul sito: “Al cuore è il database di tutti i furti bici. L’obiettivo è di avvisare in tempo reale i proprietari quando sono viste in giro bici assomiglianti e poi anche di monitorare e analizzare i furti per migliorare la sicurezza”. Sui canali di Bologna bike watch, infatti, oltre alle foto delle bici rubate o ‘sospette’ non mancano i consigli utili su come comportarsi. Il primo è denunciare sempre la sparizione del mezzo: “L’unica modo per riavere la tua bici se ritrovata è presentare la denuncia ufficiale fatta in seguito al furto”.

Inoltre, sottolineano i promotori dell’iniziativa, “un altro aspetto molto importante” è che “le denunce rappresentano l’unica fonte che le forze dell’ordine hanno a disposizione per sapere dove avvengono i furti”.

Una serie di statistiche sulle tipologie di furto è presente anche sul sito di Bologna bike watch. Rispetto all’ultimo anno, ad esempio, la zona con più bici rubate e poi segnalate (92) risulta essere quella che comprende via Indipendenza, via Marconi e la stazione; seguono la zona universitaria e quella del Sant’Orsola (entrambe con 71 bici). In proporzione prevalgono gli orari notturni (34%), ma per Bologna bike watch questo si traduce in un avvertimento ben preciso: “Non pensate che la bici senza anti furto serio sarà meno a rischio durante il giorno. Quasi due terzi sono prese sotto il sole e da sotto i nostri nasi”.

Il 61% dei furti segnalati avviene in strada (61%), poi tocca ai cortili (18%), ai garage (8%) e alle cantine (7%): “Luoghi molto spesso visti come sicuri in realtà per le bici non lo sono- si legge sul sito- soprattutto quando in cantina, garage o cortile la bici è troppo spesso parcheggiata senza lucchetto, o con lucchetto però non legata a niente”.

Tra i dispositivi di sicurezza, la percentuale più grossa è quella relativa alla catena (52%), seguita dal cavo (18%); la voce “nessuno” pesa per il 14%, mentre con il lucchetto “U-lock” si scende al 13%. Quasi due bici rubate su tre (45%) erano legate alle rastrelliere, ma nel 24% dei casi chi ha subito il furto non aveva neanche agganciato il mezzo a qualcos’altro. E i recuperi? Le possibilità più alte di ritrovare la bici si concretizzano subito dopo il furto, mentre il tempo medio si aggira sui tre mesi.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»