Brasile, l’Aia indaga Bolsonaro per “istigazione al genocidio” dei popoli nativi

La Corte penale internazionale (Cpi) dell'Aia avvia le indagini sul presidente del Brasile
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Di Brando Ricci

ROMA – La Corte penale internazionale (Cpi) dell’Aia ha avviato indagini preliminari sul presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, in relazione ad accuse di “istigazione al genocidio” dei popoli nativi. L’organismo con sede in Olanda ha quindi accolto la denuncia presentata a novembre 2019 dall’organizzazione in difesa dei diritti umani Comissao Arns e dalla rete di avvocati Coletivo de Advocacia em Direitos Humans (Cadhu). E’ la prima volta che l’ufficio del procuratore capo della Cpi, carica ricoperta in questo momento dalla giurista gambiana Fatou Bensouda, approva indagini preliminari su un presidente del Brasile.

La denuncia e’ in questo momento sottoposta alla fase di “analisi della giurisdizione”, la prima affinche’ venga poi avviato effettivamente un processo dalla Corte. Nel documento accolto dalla Cpi, oltre 70 pagine, Bolsonaro viene indicato come responsabile di “istigazione al genocidio” delle comunita’ native e di politiche che hanno danneggiato l’ambiente dove vivono queste popolazioni.

L’avvocato Belisario dos Santos Junior, esponente della Comissao Arns, ha inoltre spiegato al quotidiano argentino Pagina 12 che nella denuncia “vengono citati atti del governo ostili ai diritti degli indigeni” e forniti “documenti e selezionate dichiarazioni che esortano a invadere le riserve e a sfruttare i minerali in quei territori”.

Non e’ la prima volta che il capo di Stato brasiliano viene denunciato all’organismo dell’Aia, istituita con il Trattato di Roma del 1998 ed entrata in vigore nel 2002. A luglio l’Associacao Brasileira de Juristas pela Democracia (Abjd) aveva presentato una causa contro Bolsonaro per crimini contro l’umanita’, in relazione alla gestione della pandemia di Covid-19.

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