La storia di Pescara Jazz rivive nel libro ‘Rapsodia in Blue Note’ di Lucio Fumo

Il fondatore, insieme a Marco Patricelli, ripercorre le edizioni del festival a partire dalla prima del 1969, mentre l'uomo conquistava la Luna
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La sera del 20 luglio 1969 gli astronauti dell’Apollo 11 conquistano per la prima volta la luna, l’astro della mitologia, della poesia, dei sogni, degli innamorati. Quella stessa sera, sul palcoscenico del Parco Le Najadi di Pescara, si passano il testimone New Dixieland Sound di Marcello Rosa, Albert Nicholas, Jean-Luc Ponty Quartet, Maynard Ferguson Big Band: occhi al cielo a guardare quel che non si può vedere e tanto jazz a salutare l’impresa spaziale. Anche Pescara entra nella storia, quella della musica neroamericana, proprio alla luce di una grande e bianchissima luna, col favore degli astri e con le stelle del jazz che continueranno a brillare di luce propria ogni estate, fino ai giorni nostri. Il sogno di pochi ed entusiastici appassionati, capitanati da Lucio Fumo, diventa una delle più solide e significative realtà musicali della Penisola. Tanto da poter affermare, a distanza di anni, che tutti i più grandi jazzisti si sono esibiti in riva all’Adriatico dannunziano.

Quando, come e perché tutto questo è avvenuto, è il filo conduttore di ‘Rapsodia in Blue Note. La storia di Pescara Jazz‘ (Ianieri edizioni), libro con cui Lucio Fumo, coadiuvato dal lavoro storico e giornalistico di Marco Patricelli, ripercorre le tante stagioni vissute da Pescara Jazz, a partire dalla prima edizione del festival nel 1969 e senza dimenticare i concerti organizzati in città negli anni precedenti. Uno sguardo intenso, una prospettiva assolutamente privilegiata: la possibilità di osservare “dal di dentro” il meccanismo con cui si è sviluppata un’esperienza davvero esaltante e unica che ha portato la città di Pescara sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo.

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18 Dicembre 2019
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