È partita la navicella Soyuz, il satellite italiano Cosmo Skymed è nello Spazio

Il lancio è avvenuto dalla base europea di Kourou, in Guyana francese: il satellite è il primo della seconda generazione della costellazione italiana
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ROMA – È partito alle 09.54 ora italiana il razzo Soyuz con a bordo, tra gli altri, il primo satellite della seconda generazione della costellazione italiana Cosmo Skymed e la sonda europea Cheops. Il lancio è avvenuto dalla base europea di Kourou, in Guyana francese.

SACCOCCIA (ASI): ORGOGLIOSI DI LAVORO FATTO CON GOVERNO

È “un momento importantissimo per lo Spazio italiano, a conferma delle risorse, dell’impegno e delle capacità che l’industria e la ricerca italiana pongono in questo settore“, è il commento del presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), Giorgio Saccoccia, dopo il lancio del primo satellite di nuova generazione della costellazione italiana Cosmo Skymed e della sonda europea Cheops.

“Come Asi siamo orgogliosi per quello che stiamo facendo insieme al governo per supportare lo Spazio di oggi e preparare lo Spazio del futuro”, prosegue Saccoccia.

Cosmo Skymed è “un gioiello dell’osservazione della Terra italiana, un satellite duale utilizzato sia per scopi civili che di difesa”. Quello lanciato oggi è il primo satellite “della seconda generazione, il quinto in orbita, più performante, e prepara applicazioni ancora più importanti per il futuro dei cittadini”, specifica.

Cheops, missione dell’Agenzia spaziale europea (Esa), “guarderà invece verso l’alto- prosegue Saccoccia-, verso stelle lontane per studiare pianeti che potrebbero ospitare la vita, o potrebbero averla ospitata in passato. L’occhio, il telescopio, è di costruzione italiana”, ricorda il presidente di Asi.

TOFALO: SUCCESSO È GIOCO DI SQUADRA ITALIA

Su Cosmo Skymed la Difesa “ha investito tantissimo: 212 milioni di euro da qui a tre anni, prova inconfutabile che quando l’Italia si muove come sistema Paese abbia dei grandi risultati”. Lo spiega il sottosegratrio alla Difesa Angelo Tofalo, dopo il lancio in orbita del primo satellite di seconda generazione della costellazione italiana.

“Non posso non sottolineare l’alta competenza di uomini e donne della Difesa, civili e militari- ricorda Tofalo-. Cito su tutti un uomo e una donna: Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano, oggi comandante della Stazione spaziale. Due eccellenze dell’Aeronautica militare che fanno sì che il nostro Paese possa esprimere a livelli globali competenze altissime. La Difesa investe tantissimo per l’addestramento delle risorse”, ricorda Tofalo.

Nell’ultimo anno “è stato fatto un lavoro molto importante, sia per la trattazione del dominio cibernetico, sia spaziale- rende noto il sottosegretario-. È stato costituito il Cor, Comando operazione di reti, che curerà la parte cibernetica, ed è stata fatta un’importante considerazione per il settore spaziale, in cui i satelliti verranno considerati dei nodi per la Difesa per i quali sarà quindi garantita una maggiore attenzione per la sicurezza cibernetica. Presso lo Stato Maggiore della Difesa è stato costituito qualche mese fa l’Ufficio generale per lo Spazio a guida Aeronautica militare. Questo ufficio è il seme del futuro comando spaziale sul quale la Difesa si sta concentrando”.

AMOROSO (THALES): RISULTATO DI FILIERA ITALIANA

Il lancio in orbita del primo satellite di seconda generazione di Cosmo Skymed è un “momento importante per l’industria e per Thales Alenia Space in quanto capofila di un raggruppamento temporaneo della filiera italiana per questo satellite. Abbiamo il dovere di conservare questa capacità tutta italiana e di salvaguardarla nel mondo e nel tempo”, commenta Donato Amoroso, ad di Thales Alenia Space Italia dopo il lancio dalla base europea di Kourou, in Guyana francese.

La tecnologia “è molto importante ma se non è applicata a qualcosa che dà un servizio ai cittadini e la rende fruibile è del tutto inutile- ragiona Amoroso-. Il programma è particolarmente complesso, ha un percorso lunghissimo e deve essere vigilato come un bambino. Applichiamo tutta la nostra competenza e la nostra dedizione, oltre alla passione, quindi quando arriva il momento del lancio non possiamo che esserne felici. Raccogliamo poi le forze perché ci sono il secondo, il terzo e il quarto lancio, ma soprattutto guardiamo più lontano su quello che deve essere l’evoluzione tecnologica che ne accompagnerà lo sviluppo”, prosegue Amoroso.

La leadership tutta italiana “molto spesso viene attaccata da molti competitori nel mondo”, ma va difesa e “anche questo è un senso di responsabilità che l’industria ha”, conclude.

PROFUMO (LEONARDO): COSMO SKYMED GRANDE SUCCESSO ITALIANO

È “un grande successo italiano”: così Alessandro Profumo, ad di Leonardo, commenta il lancio in orbita del primo satellite di seconda generazione della costellazione italiana Cosmo Skymed e del satellite europeo Cheops.

I satelliti di Cosmo Skymed “osservano la Terra e osservando la Terra consentono ai cittadini di avere più sicurezza da una parte, ma anche una qualità migliore di vita. Dobbiamo rendere più chiaro a tutti noi che lo Spazio è una componente che migliora la qualità della vita. Pensiamo all’agricoltura di precisione, al presidio delle infrastrutture. Pensiamo che ogni volta in cui c’è una calamità naturale, grazie a Cosmo Skymed possiamo presidiare e intervenire con maggiore precisione e qualità”, conclude Profumo.

Leonardo contribuisce al programma fornendo gli Attitude Sensors (A-STR) per l’orientamento del satellite, pannelli solari (PVA) e sofisticate unità che elaborano e distribuiscono energia elettrica in tutto il satellite, massimizzandone l’efficienza energetica.

PASQUALI (TELESPAZIO): SUCCESSO COSMO GRAZIE A VISIONE ITALIANA

È “un momento importantissimo per la nostra industria, il risultato di un impegno che viene da lontano, dalla prima generazione di Cosmo: da una visione italiana di lavorare sull’osservazione della Terra con tecnologia radar”. A dirlo è l’ad di Telespazio, Luigi Pasquali, dopo il lancio del primo satelliote di seconda generazione della costellazione italina Cosmo Skymed e del satellite europeo Cheops. Telespazio ha il controllo del segmento di terra della missione. 

Non c’è solo questo, riflette Pasquali: “La costellazine sta dando elementi fondamentali per tante applicazioni. Le più importanti ruotano intorno alla sicurezza, all’intelligence e alla gestione delle emergenze, però ci sono tante applicazioni su cui questi satelliti permettono di lavorare e che sono molto vicine ai cittadini: parliamo della situazione del mare, delle coste, degli effetti del cambiamento climatico. Tutte cose che sono abilitatori sociali, economici, ma soprattutto di sicurezza”, conclude Pasquali.

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18 Dicembre 2019
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