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Figliuolo: “Le misure contro il Covid dureranno per un lungo periodo”

generale figliuolo
Il commissario all'emergenza Covid: "Dovremo stare ancora attenti e andare avanti con la terza dose". Poi si complimenta con i giovani: "Ci avete dato una grande lezione"
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GENOVA – “Sicuramente la pandemia non sparirà di colpo, andrà verso la fase endemica e dovremo stare ancora attenti. A ogni livello, ognuno deve capire che certi comportamenti e certe precauzioni dovranno essere mantenuti nel lungo periodo, ma sono molto fiducioso che ne usciremo. Si spera che questa malattia rimanga un brutto ricordo e magari affiori a livello influenzale o anche meno”. Così il generale Francesco Paolo Figliuolo, in collegamento video al Salone Orientamenti di Genova, rispondendo ad alcune domande degli studenti.

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Il commissario straordinario all’emergenza Covid-19 aggiunge: “Abbiamo dovuto fare sacrifici e li stiamo facendo, ma questo ci può essere utile per capire quanto sia importante la vita di comunità, la socializzazione. Questa esperienza forse è servita a tutti per capire che nulla va dato per scontato. Prima, pensavamo che socializzare fosse un diritto acquisito”.

Il vaccino è un dovere civico e morale – ricorda Figliuolo -, come ha detto il nostro presidente della Repubblica. L’architrave della campagna vaccinale è stata l’ordinanza numero 6 del 9 aprile perché avevo visto che solo 15% dei vaccini andava ai più fragili, agli anziani e ai più deboli”.

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“GIOVANI HANNO PATITO PIÙ DI TUTTI MA STANNO DANDO LEZIONE ALLA MEZZA ETÀ”

Rivolgendosi agli studenti al Salone Orientamenti di Genova, il generale spiega: “I giovani stanno dando a noi dell’età di mezzo una grande lezione: si fidano della scienza, sono pronti al futuro, sanno che cosa vuol dire mettersi in sicurezza e sono anche generosi perché mettono in sicurezza i propri nonni. La cosa di cui sono più orgoglioso è che i giovani, a cui abbiamo aperto le porte della vaccinazione più tardi degli altri, hanno raggiunto una percentuale di vaccinazione che si avvicina a quella delle classi più anziane, è bello questo collegamento tra i nonni e i nipoti”.

Questa pandemia ci ha obbligato a limitare le nostre libertà e credo che i giovani abbiano patito più di tutti, perdendo il contatto fisico con gli altri, sperimentando solitudine, sconforto e disorientamento. Il nostro presidente ci tiene a ritrovare il gusto del futuro, che è quello dei nostri giovani. Io sarei fiducioso per il futuro”, aggiunge il commissario all’emergenza Covid. “L’Italia sta superando le previsioni di crescita del Pil, passate dal 5,8% al 6,2% e si prevede che in poco tempo si riuscirà a raggiungere i periodi pre pandemia, molto dipende dalla capacità del sistema Italia di essere resiliente”.

Poi un nuovo appello alla giovane platea in ascolto: Figliuolo si dice “sicuro che il vostro futuro sarà bello. Dovete avere fiducia, rimboccarvi le maniche. Noi, che rappresentiamo la classe dirigente, siamo chiamati ancora di più a fare la nostra parte. Le vostre domande mi danno nuovi stimoli per continuare nel mio impegno. Dobbiamo fare più noi per voi: dai giovani si prende sempre, stare in mezzo ai giovani vuole dire abbeverarsi. Noi dobbiamo dare l’esempio perché voi ci guardate. Sono sicuro che sarete la linfa vitale per l’Italia e speriamo di essere all’altezza delle vostre aspettative”. Il generale esorta gli studenti a “impegnarvi, essere generosi, non guardare al dito ma alla luna. Fatevi scivolare addosso le cose negative perché siete giovani e potete permettervelo. Voi giovani avete tanto da dare: l’impegno, l’applicazione, il sacrificio, alla fine, pagano, il tempo è galantuomo. Sarebbe un peccato sprecare i talenti che abbiamo perché non ci si applica“.

“A SCUOLA DIFFICILE PREVEDERE STOP AL DISTANZIAMENTO”

Figliuolo fa anche il punto sulla situazione Covid nelle scuole, mentre con l’aumento dei contagi torna ad agitarsi lo spettro del ritorno della Dad: “Oggi siamo ben messi. Ancorché ci siano focolai in alcune scuole, ci siamo ripresi la didattica in presenza. È difficile fare previsioni sulla durata delle misure di contenimento, è molto legato al prosieguo della campagna vaccinale. Dobbiamo accelerare sulle terze dosi e speriamo che, passata questa ondata, si possa tornare a una migliore vita comune“.

“I tempi che abbiamo vissuto non sono stati facili – prosegue il commissario – vi posso assicurare che il pensiero costante del presidente del Consiglio e del ministro dell’Istruzione è stato quello di fare sì che ci fosse il rientro in presenza nelle scuole. Ed è stato anche il mio pensiero perché il ritorno in presenza è fondamentale per lo sviluppo psicofisico dei giovani”.

“IERI RAGGIUNTO RECORD TERZE DOSI”

“Oggi abbiamo raggiunto obiettivi importanti, ma non siamo ancora alla parola fine di questo periodo pandemico. L’Italia ha protetto quasi l’87% della popolazione con una dose di vaccino, adesso siamo alle prese con le terze dosi e ieri abbiamo raggiunto il record di quasi 150.000 terze dosi somministrate. È un risultato che vede l’Italia ai primi posti in Europa, un esempio di reazione collettiva, un caso di studio che dimostra che l’Italia ha tutto e, quando fa squadra, vince”, annuncia Figliuolo.

“Occorreva reagire rapidamente, all’inizio si sono prese solo misure di contenimento non farmacologiche, la svolta vera si è avuta con il vaccino – ricorda il commissario – si è agito sui punti di somministrazione, lì si è vista davvero la rinascita dell’Italia, che ha fatto squadra. C’è stato il coinvolgimento di tutti: volontariato, associazioni, imprenditori, medici di medicina generale, farmacisti, pediatri e volontari. Nel giro di poche settimane, abbiamo raggiunto il traguardo delle 500.000 somministrazioni al giorno. C’è stato uno sforzo corale e i risultati si sono raggiunti. Le Regioni hanno fatto alla grande il loro dovere”.

Il generale Figliuolo conclude: “Siamo fortunati a vivere in Italia e questa fortuna dobbiamo orientarla al bene comune: dobbiamo essere generosi verso chi ha meno di noi e verso le persone più fragili. La vaccinazione ci dà questa possibilità, così come sono generose le associazioni, con persone che danno parte del loro tempo libero agli altri, senza nulla chiedere: per troppo tempo ci siamo dimenticati di queste persone, ma in questa campagna vaccinale sono state fondamentali”.

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