Nuova Zelanda, poliziotte col velo nel paese più inclusivo del mondo

Una trentenne di Auckland sarà la prima donna musulmana ad indossare l'hijab in servizio
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di Brando Ricci

ROMA – La polizia della Nuova Zelanda ha introdotto la possibilità di indossare l’hijab, il caratteristico velo portato dalle donne di fede musulmana in alcuni Paesi del mondo, come parte della divisa ufficiale. L’iniziativa mira a creare corpi di sicurezza pubblici più “inclusivi”, che riflettano “le diverse comunità” che vivono nel Paese, come evidenziato alla stampa locale da un portavoce della polizia.

LA PRIMA AD INDOSSARLO SARÀ UNA 30ENNE DI AUCKLAND

La prima agente a indossare il capo di abbigliamento sarà Constable Zeena Ali, 30enne operativa nella zona di Auckand, la città più popolosa delle isole. Ali, nata nelle isole Fiji, dove vive una numerosa comunità di origine indiana, ma trasferitasi in Nuova Zelanda da bambina, ha anche contribuito al design dell’hijab entrato a far parte della divisa ufficiale. “Credo che vedendomi, un maggior numero di donne musulmane decideranno di entrare in polizia” ha detto l’agente al quotidiano New Zealand Herald.

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Ali ha detto di aver deciso di entrare a far parte delle forze dell’ordine dopo gli attentati islamofobi in una moschea e un centro islamico della città di Christchurch, che nel marzo del 2019 provocarono 50 vittime. L’autore dell’attacco, il più efferato omicidio di massa della storia del Paese, è stato condannato all’ergastolo ad agosto.

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L’hijab di ordinanza per le agenti musulmane è solo l’ultima iniziativa volta a favorire la partecipazione di tutte le componenti della società neozelandese promossa durante il governo di Jacinda Ardern, fresca di elezione a un secondo mandato al voto di ottobre. Il parlamento neozelandese, secondo diversi analisti concordanti, è da considerarsi come il “più inclusivo al mondo”.

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18 Novembre 2020
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